Zibi Boniek, allenatore del Pisa per tre ore

La parentesi lampo di Zibi Boniek sulla panchina del Pisa.

Zibi Boniek

Zibi Boniek e il mestiere difficile di allenare

Fare l’allenatore, soprattutto in Italia, non è un mestiere facile. Lo sa bene anche un certo Zibi Boniek che, pur essendo stato da calciatore uno dei campioni più affermati della nostra Serie A, ebbe una carriera tutt’altro che fortunata da allenatore nel nostro paese. Una carriera che ebbe tra l’altro una esperienza a dir poco fulminea sulla panchina di una provinciale di lusso, gestita all’epoca da uno dei presidenti più vulcanici che il calcio italiano abbia conosciuto.

L’approdo sulla panchina del Pisa del “Bello di notte”

Nella stagione 1991/92 Zibi Boniek fu scelto dal Pisa, appena retrocesso dalla Serie A per dare l’assalto al campionato di Serie B. Il vulcanico presidente nerazzurro Romeo Anconetani puntò sul polacco chiamandolo al posto di Luca Giannini, esonerato dopo  tre sconfitte. Anconetani era convintissimo che il giovane Boniek potesse essere l’uomo giusto per dare la scossa decisiva alla sua squadra. I due raggiunsero l’accordo nella serata di mercoledì 18 settembre 1991 e il presidente, entusiasta, presentò il nuovo tecnico ad alcuni giocatori in un ristorante a pochi chilometri da Pisa. Contestualmente arrivò anche il fax con la notizia agli organi di stampa. Insomma, tutto sembrava pronto per il matrimonio. Un matrimonio, però, destinato clamorosamente a dissolversi in un batter d’occhio.

Zibi Boniek, allenatore alle dipendenze di Romeo Anconetani per appena tre ore

Il tutto iniziò a complicarsi intorno alle 23 di quella sera quando Zibi Boniek richiese il suo preparatore atletico di fiducia in quella nuova avventura. Tuttavia, la risposta di Anconetani fu un no secco e immediato. Per tutta risposta, l’allenatore in pectore lasciò il ristorante per tornare in albergo e lasciarlo all’indomani scappando da Pisa dopo aver spiegato la sua versione dei fatti. Zibi specificò che i giocatori “non avevano bisogno solo di una scossa psicologica, ma anche fisica perché c’erano elementi che non reggevano un tempo“. Da qui la scelta di Massimo Nervi come preparatore atletico, respinta però dal presidente. Alla fine andò a finire a stracci con Anconetani che rispose alle accuse del suo ex dipendente definendo il suo “un volta faccia”. Zbigniew Boniek lasciò il suo incarico dopo appena tre ore e il Pisa virò su Ilario Castagner, concludendo con un insipido sesto posto che significò un altro anno di purgatorio in B. Con buona pace di una tifoseria che ormai non sopportava più i colpi di testa del suo patron.

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