Scirea e quell’ultima stagione da comprimario alla Juve

L’ultima stagione in bianconero di Gaetano Scirea.

Scirea

Da Scirea a Chiellini, gli addii in punta di piedi alla Juventus

Un addio in punta di piedi quello di Giorgio Chiellini che ieri ha giocato la sua ultima partita allo Stadium. Allo stesso modo di un’altra icona juventina come Gaetano Scirea. O meglio, L’ICONA juventina per antonomasia. Anche il compianto libero della Juventus scelse di salutare la sua Juventus e il calcio quasi come uno qualunque, senza troppi fronzoli e con quello stile che ne contraddistinse la carriera da calciatore così come la purtroppo breve vita.

L’addio al calcio da comprimario del capitano bianconero nella stagione 1987/88

Nella stagione 1987/88 Scirea decise di dire basta con il calcio e con la sua Juventus (anche se il legame con la Vecchia Signora sarebbe continuato anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo). Il capitano bianconero disse basta a 35 anni e dopo tredici stagioni nelle quali aveva vinto tutto quello che si poteva vincere. Eppure, nonostante i tanti trofei nazionali ed internazionali vinti con la Juve, nonostante il titolo di Campione del Mondo con la maglia della Nazionale, Gaetano scelse un addio alle scene lontano dai riflettori, quasi da comprimario. Quella stagione, infatti, vide il compianto libero di Cernusco sul Naviglio impiegato soltanto in sei occasioni. Per il resto, tanta panchina come un nuovo arrivato qualunque. A prendere il suo posto da titolare fu il non più giovane Roberto Tricella. Doveva essere lui l’erede designato del grande Gaetano Scirea, anche lui di Cernusco. Tricella aveva un passato nell’Inter ma si era consacrato nel Verona con cui vinse lo scudetto nel 1985. Tuttavia, il suo omologo si rivelò un erede alquanto effimero. Alla fine Gae collezionò sei gettoni totali segnando anche il suo ultimo gol alla Sampdoria. L’ultima di 24 reti totali per un bottino da difensore goleador.

Scirea, l’uomo che lasciò la Juventus e il calcio da campione

Un addio in punta di piedi, quello di Scirea da calciatore alla sua Juve, ma con un’eredità decisamente pesante. 397 partite in Serie A, di cui 148 giocate consecutivamente dal 1981 al 1985. E poi un palmarès arricchito da sette scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa dei Campioni, Una Supercoppa Europea, Una Coppa delle Coppe, una Coppa Intercontinentale comprese due Coppe Italia. Record mondiale per un giocatore che ha vinto davvero tutto anche a livello internazionale con la Vecchia Signora. Eppure quello di Gai alla Juve fu un addio senza troppi clamori, da vera bandiera juventina come è stato anche per i suoi successori Del Piero, Buffon e Chiellini.

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