Rachid Neqrouz e quella marcatura “palpeggiante” su Pippo Inzaghi!

Neqrouz Inzaghi

Da poche settimane arrivato nel campionato italiano, il difensore marocchino Neqrouz si fece conoscere per i suoi metodi poco ortodossi, specialmente con le famose “attenzioni” su Pippo Inzaghi. Nella gara di ritorno, il centravanti si fece vendicare da Montero!

RACHID NEQROUZ E LA MARCATURA SU PIPPO INZAGHI

Nella stagione 97-98, il Bari di Eugenio Fascetti torna in serie A dopo una sola stagione di purgatorio in cadetteria. La squadra pugliese ha un organico interessante che la porta ad ottenere una tranquilla salvezza. Nel corso del mercato estivo, arrivano giocato funzionali all’idea di calcio del tecnico, che gioca con un libero staccato (Gaetano De Rosa) e una serie di marcatori. Un’idea molto vecchio stampo ma decisamente efficace. A rinforzare la batteria dei mastini che dovranno prendersi cura dei tanti centravanti fenomenali della serie A, arriva anche un marocchino. Ha un fisico imponente ed è reduce da tre buonissime stagioni in Svizzera, con la casacca dello Young Boys. Fa, inoltre, parte della propria nazionale in pianta stabile.

Rachid Neqrouz ci mette poco ad adattarsi al calcio italiano. E’ un duro, non lesina interventi al limite del regolamento, francobolla gli avversari per tutto il campo ma, soprattutto, utilizza dei trucchetti che lo renderanno celebre. La prima “vittima” è un certo Gabriel Omar Batistuta, nel corso della seconda gara di campionato, giocata a Firenze. Nel corso dei 90 minuti, i due vengono spesso e volentieri a contatto. Neqrouz allunga le mani più volte, anche a palla lontana, molestando letteralmente l’argentino. Che non è certamente uno che lascia fare e infatti gli ridà pan per focaccia con un paio di entrate durissime. A fine partita, Eugenio Fascetti critica Batigol, senza vedere, evidentemente, quello che ha fatto il suo difensore.

Ma le “abitudini” del marocchino diventano di dominio pubblico un mese dopo, quando il suo Bari ospita la Juventus di Lippi, squadra fortissima e ricca di campioni. E Rachid Neqrouz ha il compito di marcare uno dei pezzi pregiati del mercato estivo bianconero, Pippo Inzaghi. Il centravanti piacentino, infatti, è reduce da una stagione pazzesca con l’Atalanta che lo hanno portato a vincere il titolo di capocannoniere per la prima e unica volta in carriera. Un’annata talmente incredibile da portarlo a segnare perfino su calcio di punizione. E, arrivato a Torino, non sembra aver perso le abitudini.

LE PALPEGGIATE DEL MAROCCHINO A SUPERPIPPO

Nei giorni seguenti, Rachid Neqrouz è letteralmente terrorizzato dall’idea di dover marcare Inzaghi. Lo reputa un attaccante formidabile e soprattutto furbo e fortunato. Sa che segna in qualsiasi modo, di petto, di coscia, di sedere. Già, il sedere diventa l’obiettivo del difensore per provare a distrarlo. Così, fin dalle prime battute della gara, datata 19 ottobre, Neqrouz si appiccica letteralmente al proprio avversario. Non si limita a marcarlo ma lo palpeggia. Gli tocca spesso il sedere, a volte gli spinge un dito dentro. Non soddisfatto, allunga le mani anche sulla zona frontale e intima di Inzaghi. Superpippo è incredulo, non gli è mai capitata una cosa del genere e non riesce a controllare i nervi. E’ un corpo estraneo, si volta attorno sperando che l’arbitro se ne accorga o che i compagni  lo difendano, ma non accade niente di tutto ciò. (Clicca QUI per un breve video dell’accaduto)

I metodi, ben poco ortodossi, di Neqrouz sembrano funzionare, tant’è che il risultato non si sblocca e il centravanti bianconero non morde. Ma sul finire del primo tempo, il compianto Ingesson indirizza sfortunatamente il pallone nella propria porta e la Juventus sblocca la gara. Nel corso dell’intervallo, Filippo Inzaghi è una furia. Sa che, qualora tornerà in campo, durerà poco perchè ha già intenzione di colpire il difensore del Bari con una gomitata. Per evitare di fare stupidaggini e penalizzare la propria squadra, chiede e ottiene la sostituzione da Marcello Lippi. Nella ripresa, la Juventus dilagherà con la doppietta di Zidane, il gol di Del Piero e un’altra autorete firmata da Garzya. Il 5-0 finale è pesantissimo e l’episodio di Neqrouz diventa di dominio pubblico. Il programma satirico di Striscia la Notizia lo battezza “difensore a luci rosse” e gli consegna il Tapiro.

LA VENDETTA DI PIPPO INZAGHI NEI CONFRONTI DI NEQROUZ

Nelle giornate seguenti, Rachid Neqrouz non sembra perdere l’abitudine. Altri attaccanti cadono nelle sue provocazioni e nelle sue particolari attenzioni. Un altro episodio importante lo vede a contatto con il “Toro di Sora”, Pasquale Luiso.  Il centravanti, in forza al Vicenza, non è certo un tipo mite e la battaglia tra i due si fa accesa e ricca di colpi proibiti. Per la cronaca, però, in questo caso avrà la meglio Neqrouz, visto che il suo Bari espugnerà Vicenza per 2-1, continuando la trionfale marcia verso la salvezza. Tuttavia, mentre molti degli attaccanti della Serie A fanno conoscenza con i metodi del marocchino, Filippo Inzaghi non sembra aver dimenticato l’umiliante marcatura ricevuta.

Così, in vista della gara di ritorno, in programma il 28 febbraio del 98, Superpippo chiede aiuto al più duro di tutti i suoi compagni, Paolo Montero. Lo aizza per tutta la settimana, chiedendogli di vendicarlo e l’uruguaiano non è certamente un tipo che si fa pregare per fare certe cose. Così, dopo pochi minuti dal fischio di inizio della gara, durante un calcio d’angolo, Montero “obbedisce” alle richieste di Inzaghi e abbatte Neqrouz. Una gomitata delle sue, secca, senza giri di parole. Il marocchino finisce a terra e nello stadio Delle Alpi si eleva un boato di approvazione. L’accaduto, però, non frena l’indole del difensore africano, che nelle sue 105 presenze in Italia, continuerà a farsi notare per i comportamenti strani.

Nel corso di una gara contro la Roma, gli viene fischiato un fallo da rigore dubbio per un presunto fallo su Totti. Lui non ci sta, crolla in ginocchio e piange per 5 minuti, incredulo e disperato! Al termine di un derby contro il Lecce, insegue da solo i calciatori salentini, che stavano festeggiando sotto la Curva, per farsi vendetta per delle frasi razziste ricevute da Cirillo. Ma gli episodi coinvolgono anche la sua vita privata. Insegue un ladro che gli aveva rubato l’auto e la recupera, fa a pugni in un pub a Bologna, devasta un locale a Bari dopo una lite con un tassista e viene arrestato per guida in stato di ebrezza. Purtroppo, però, è anche vittima di un orrendo dramma famigliare. Il fratello viene travolto da un treno mentre attraversava i binari della stazione di Palese.

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