Quando il Chievo frenò la corsa scudetto dell’Inter nel 2002

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Chievo Verona non iscritto in Serie B, fine della favola dell’ultima isola felice nel calcio

Il Chievo Verona non parteciperà al prossimo campionato di Serie B. La formazione veronese è stata esclusa dal campionato cadetto per una rateizzazione di alcuni debiti col fisco non ritenuta regolare dalla FIGC. La fine di una favola iniziata nei primi anni Novanta e che vide i clivensi scalare tutte le categorie fino alla Serie A. Vent’anni dopo il primo storico campionato in A, il Chievo sparisce dal calcio che conta, dopo un’agonia iniziata due anni fa con la retrocessione in B.

Il primo storico e meraviglioso campionato del Chievo in Serie A

L’apice di quella che fu una delle più belle favole sportive del nostro calcio negli ultimi vent’anni fu la stagione 2001/2002. Il Chievo era salito per la prima volta nel massimo campionato, dopo la promozione dalla B ottenuta il 4 giugno 2001. La squadra di Gigi Delneri e del giovane presidente Luca Campedelli sembrava destinata a recitare il ruolo della Cenerentola e invece si trovò ad essere protagonista al grande ballo della Serie A. Con un gioco spettacolare e tanti giocatori con la voglia di emergere, la squadra della diga si ritrovò in vetta alla classifica il 21 ottobre 2001. Il girone di andata fu letteralmente entusiasmante, tra rimonte spettacolari (subite e fatte) e risultati eccellenti. Nel girone di ritorno i clivensi gialloblù accusarono inevitabilmente un lieve calo di rendimento. Un calo di rendimento che farà perdere contatto con la vetta della classifica ma che si tradurrà comunque con un ottimo quinto posto. Piazzamento che significò qualificazione alla Coppa UEFA. Non mancarono però momenti difficili. Come la tragica scomparsa dell’attaccante congolese Jason Mayélé o il celeberrimo caso di Eriberto alias Luciano. Non mancarono però nemmeno le piccole grandi soddisfazioni.

La partita con l’Inter che diede il La al 5 maggio 2002

La più bella nel girone di ritorno fu quella del derby vinto contro i rivali dell’Hellas Verona, dopo la clamorosa rimonta subita all’andata, che costò di fatto la retrocessione in Serie B agli scaligeri, allenati peraltro dall’ex Alberto Malesani. Un altra partita però altrettanto memorabile per la formazione clivense e anche per le sorti di quel campionato andò in scena il 21 aprile 2002. Al Bentegodi di Verona arrivava l’Inter di Hector Raul Cuper, lanciatissima verso uno scudetto che mancava da ormai tredici anni in casa nerazzurra. Il Chievo partì bene imbrigliando un’Inter alquanto impacciata e andando in vantaggio al 42′ del primo tempo con Marazzina. In precedenza però gli ospiti avevano recriminato per un rigore non concesso a Ronaldo Il tempo di rientrare dall’intervallo e i nerazzurri trovarono il gol del pareggio al primo minuto della ripresa con Dalmat. Il sorpasso interista per il sogno scudetto si concretizzò a mezz’ora dalla fine con Ronaldo il fenomeno che approfittò di un clamoroso liscio di Lupatelli, il portiere con la maglia numero 10. Sembrava fatta ma il Chievo era duro a morire, come dimostravano le incredibili rimonte di quella stagione. Anche contro l’Inter. Al 90′ torre di Corradi che pescò Cossato tutto solo in area di rigore. L’attaccante gialloblù non fece altro che spingere il pallone in rete con una scivolata. Chievo-Inter finì così 2-2. I mussi volanti che oggi non volano aprirono la strada ad una delle pagine più epiche del nostro calcio: quella del 5 maggio 2002. Per ironia della sorte fu l’interista Luca Campedelli a frenare le ambizioni tricolore nerazzurre.

FOTO: Maurizio Pistocchi Twitter.

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