Quando Fabio Capello smantellò il calciomercato di Zdenek Zeman!

Fabio Capello Zeman

Al momento della sua firma con la Roma, Fabio Capello trovò un calciomercato già largamente impostato da Zdenek Zeman. Tuttavia, al tecnico friulano, le mosse non piacquero e costrinse il presidente Sensi a un problematico cambio di rotta! Col senno del poi, i fatti diedero ragione all’uomo di Pieris.

DA ZDENEK ZEMAN A FABIO CAPELLO

Il biennio zemaniano è pronto ad andare in archivio, tra gioie e dolori. Il tecnico boemo ha svolto un grandissimo lavoro nel corso del primo anno, la stagione 97-98. Ha preso una squadra allo sbando, che aveva sfiorato la retrocessione nel disastroso campionato con Carlos Bianchi. Senza badare troppo al suo passato laziale, Franco Sensi gli aveva affidato la panchina giallorossa ancor prima della fine del torneo, con Nils Liedholm a fare da traghettatore. Sul mercato, Zeman aveva preteso una grande rivoluzione. Tuttavia, ad una formazione titolare di assoluto valore, non corrispondevano riserve dello stesso livello.

L’11 titolare del boemo era diventato quasi un ritornello. Konsel tra i pali, Cafù, Zago, Aldair e Candela in difesa. Un centrocampo italianissimo a 3 con Tommasi, Di Biagio e Di Francesco. Tridente offensivo composto da Paulo Sergio, Balbo (poi Delvecchio) e Francesco Totti. Dopo l’ottimo quarto posto del primo anno, nel secondo Zeman non riesce ad alzare l’asticella. Si mette contro il Palazzo, con le ben note dichiarazioni contro il doping e contro la Juventus. La pagherà carissima, con molti arbitraggi discutibili e una squadra incapace di trovare continuità. Il quinto posto finale non soddisfa Franco Sensi.

Con Zeman c’era sempre stata stima e infatti il Presidente gli aveva appena dato quasi carta bianca sul mercato. Forse per la prima volta nei due anni insieme. In precedenza, infatti, le richieste del tecnico di Praga erano state spesso ignorate. Più volte, dal mercato, erano arrivati bidoni colossali a discapito di nomi di maggior livello segnalati dall’allenatore. In vista del terzo anno con lui, Sensi ha deciso di seguirlo quasi ciecamente e la squadra sta iniziando a prendere forma. Si va verso una rivoluzione enorme della rosa e gran parte delle operazioni sono già state impostate. Ma il 31 Maggio, dopo una riunione fiume Franco Sensi sorprende tutti: esonera Zdenek Zeman e assume Fabio Capello.

IL MERCATO DI ZEMAN

Una scelta sofferta ma necessaria. Sensi ha capito che con Zeman non può vincere. Ama il suo calcio, il suo modo di lavorare e ne apprezza i risultati. Ma è un personaggio scomodo per tanti punti di vista. Non è ben visto dai poteri forti e anche nella rosa c’è chi è stanco di lavorare con lui. Tanti, troppi dei giocatori storici sono in esubero. Zeman ha sempre dichiarato, anche successivamente, che la sua idea era di migliorare quella Roma. In difesa, Aldair e Candela sono con la valigia in mano. Entrambi ai ferri corti col tecnico e stanchi dell’approssimata fase difensiva della squadra. Il brasiliano è in cerca di sistemazione, il francese, invece, si è già accordato con l’Inter.

Anche a centrocampo c’è aria di cambiamento: il pupillo di Zeman, Gigi Di Biagio, è praticamente del Chelsea. Negli ultimi mesi, il rapporto tra i due si è leggermente incrinato e il regista giallorosso è pronto ad andare via. Nell’operazione con i Blues rischia di essere inserito anche Marco Delvecchio. Il centravanti è stanco delle critiche subite nonostante i 18 gol e ha capito, oltretutto, che rischia di non essere più una prima scelta visti i movimenti in attacco. Zeman punterebbe a tenerlo, vorrebbe però portarlo sulla fascia destra, per sfruttarne la corsa e il suo mancino quando rientra.

Gran parte del mercato in entrata, è già impostato. In difesa i colpi sono due, forse tre. Il paraguayano Celso Ayala si è messo in mostra con la maglia del Paraguay ed è in procinto di atterrare a Roma dal Betis Siviglia per 10 miliardi. Sulla sinistra, invece, è stato prelevato il brasiliano Felipe, un furetto tutta tecnica e corsa proveniente dal Vasco da Gama e costato ben 40 miliardi. E poi ci sarebbe la situazione di Walter Samuel. La Roma ha già bloccato l’argentino per altri 40 miliardi ma il Boca Juniors insiste per tenerlo mentre Zeman ne vorrebbe fare il partner difensivo di Ayala o di Zago.

Mentre a centrocampo si cerca il sostituto di Di Biagio, con il nome di Assuncao in pole position e quello di Flavio Conceicao in stand by, in attacco i giochi sono fatti. Dopo due anni di richieste, Zeman ha finalmente avuto il centravanti dei suoi sogni: Vincenzo Montella. L’aeroplanino è rapido, scaltro, tecnico, letale. Sembra fatto apposta per il gioco del boemo e in un tridente con Paulo Sergio e Totti può davvero esplodere. Come suo vice, stanco dei bidoni colossali Fabio Junior e Bartelt, l’allenatore avrebbe espresso il suo gradimento per Paulo Wanchope, centravanti del Costa Rica. Ma se Zdenek Zeman aveva un’idea di Roma in testa, quella di Fabio Capello sarà totalmente opposta!

I CAMBIAMENTI DI FABIO CAPELLO

Il friulano ci mette pochissimo a prendere il comando delle operazioni. Non appena, il 31 maggio, Franco Sensi lo nomina allenatore della Roma, lui esprime subito le sue perplessità per il mercato in corso. Proprio in quelle ore, tra l’altro, a Roma è atterrato Celso Ayala. Il centrale del Paraguay sale su un taxi, viene riconosciuto e gli viene messa una sciarpetta giallorossa al collo. Si dice entusiasta e pronto a vincere. Ma alla Roma non arriverà mai. Perchè Capello si oppone e lo reputa un acquisto totalmente inutile. Dieci miliardi buttati e una casella da extracomunitario completamente sprecata.

Il ragazzo è costretto a tornare indietro, nella più totale incredulità. Nella testa di Capello, l’idea primaria è convincere Aldair a rimanere e il brasiliano non si fa neanche pregare più di tanto. Di pari passo, Don Fabio tenta la stessa operazione con Candela, ormai promesso sposo dell’Inter. Stavolta, il corteggiamento è ben più lungo ma alla fine paga. L’acquisto di Felipe diventa inutile, anche perchè Capello non lo vuole. E col senno del poi, dimostra di avere ragione. Il brasiliano, da lì a poco, cambierà ruolo, trasformandosi in un centrocampista offensivo. La sua grande tecnica, infatti, non coincideva con altrettanto valide doti difensive. In questo caso, però, l’annullamento dell’operazione non sarà così semplice.

Il Vasco da Gama, incredulo di aver monetizzato una simile cifra per il ragazzo, non ci sta a perdere i soldi e denuncia la società giallorossa. Secondo loro, le carte sono ormai tutte firmate e non c’è possibilità di recedere dall’accordo. Alla fine, Sensi se la cava pagando una penale salata. Per ciò che concerne Samuel, invece, si decide di lasciarlo un altro anno al Boca Junior, rimandandone l’arrivo alla stagione 2000-2001. Per rinforzare la difesa, arriva un blocco di calciatori del Bologna: il portiere Antonioli, il terzino Rinaldi, il centrale Mangone. Insomma, Fabio Capello dimostra già da qui di avere una visione totalmente opposta rispetto a Zeman.

ALTRI DUE ESUBERI DI ZEMAN CONVINTI DA CAPELLO

Sono altri due i calciatori in uscita dal progetto Zeman che a Fabio Capello piacerebbe tenere. Uno è Gigi Di Biagio e l’altro Marco Delvecchio. Entrambi d’accordo col Chelsea, pronto a coprire d’oro la Roma ma convinti anche in tempi abbastanza rapidi dal tecnico. Per Capello, i due possono diventare fondamentali. Anche perchè, l’ex allenatore di Milan e Real Madrid non è assolutamente convinto di Vincenzo Montella. In questo caso, però, non ci sono possibilità di annullare l’operazione. Un anno dopo, nonostante le reti a ripetizione dell’Aeroplanino, pretenderò l’acquisto di Batistuta.

Di Biagio, invece, dopo aver inizialmente sposato il progetto della Roma capelliana, viene ceduto nelle ultime ore di mercato. L’arrivo di Marcos Assuncao, uno che era anche nella lista di Zeman, ne ha limitato lo spazio. Capello ha provato a farli convivere, salvo poi accorgersi che si pestavano spesso e volentieri i piedi. Con una furbata, riesce a far inserire Cristiano Zanetti nell’operazione di mercato con l’Inter, scambiando i due centrocampisti. Sarà uno mossa importantissima perchè il giovane italiano sarà determinante nell’anno dello scudetto, sostituendo benissimo l’infortunato Emerson.

L’EPILOGO

Una Roma più muscolare e organizzata. Questo vuole Fabio Capello dalla sua squadra rispetto a quella del biennio precedente con Zdenek Zeman. Il primo anno, dopo una grande partenza, non è poi così ricco di soddisfazioni. La squadra si spegne alla distanza, mostrando di avere una panchina cortissima. Però, il deludente sesto posto finale, in peggioramento rispetto ai due campionati con Zeman, non getta nelle sconforto Sensi. Non lo fa neanche la vittoria del campionato della Lazio, a cui il patron giallorosso risponde con un mercato fantasmagorico. Arrivano Samuel, Emerson e Batistuta, oltre a validi gregari come Guigou o Zebina.

E quella della seconda Roma di Capello sarà una cavalcata trionfale che porterà al meritatissimo terzo scudetto. Chissà come sarebbe andato il cammino di quella squadra se il tecnico friulano non si fosse mostrato irremovibile. Chissà che contributo avrebbero potuto dare elementi come Celso Ayala o Felipe. O se i vari Delvecchio, Aldair e Candela fossero andati via. Una cosa è certa: Fabio Capello, con i suoi metodi e le sue impuntature, riuscì a portare a termina la sua missione, riportando il tricolore a Trigoria!

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