L’ultimo Bologna di Maifredi che portò il calcio champagne in Europa

Bologna 1989/90

Ascesa e ricaduta del Bologna di Maifredi: dall’Europa con il “calcio champagne” alla Serie B

A fine anni Ottanta, il Bologna fu protagonista di una incredibile risalita dagli inferi della Serie B alla conquista dell’Europa in appena due anni. Artefice di questo capolavoro fu un allenatore dalla storia decisamente particolare. Il suo nome era Luigi Maifredi, meglio conosciuto come Gigi. Un mancato calciatore che per un grave infortunio si era trovato a vendere champagne per una nota azienda e che mise lo champagne nel suo calcio da allenatore. Tutto iniziò nella stagione 1987/88 quando il Bologna di Maifredi ottenne il ritorno in Serie A. Una promozione conquistata incantando tifosi e addetti ai lavori con quello che divenne un marchio di fabbrica dell’allenatore bresciano. La zona e il 4-3-3.

Il Bologna e la splendida stagione 1989/90

I felsinei vincevano e divertivano. Anche se la prima stagione nel massimo campionato, fu un po’ più sofferta con un 14° posto. Troppo poco per l’ambizioso presidente Luigi Corioni che nella stagione seguente decise di rivoluzionare la squadra. Arrivarono tre nuovi stranieri. Il difensore bulgaro Iliev (riserva di De Marchi), il brasiliano Geovani individuato come regista nel 4-3-3 maifrediano e l’attaccante tedesco Waas, scelto dopo il mancato arrivo di un certo Hagi. La rosa si arricchì con l’arrivo del Campione del Mondo 1982 Antonio Cabrini. Proprio contro la Juve (ex squadra di Cabrini) iniziò il campionato dei rossoblù. 1-1 contro i bianconeri, seguito da un altro pareggio contro l’Inter Campione d’Italia. Alla fine del girone di andata, il Bologna ottiene 18 punti. Nel ritorno saranno 16 i punti conquistati. La squadra del “calcio champagne” conquistava la Coppa UEFA, anche grazie alle vittorie del Milan in Coppa dei Campioni e della Juve in Coppa UEFA, piazzandosi ottavo.

 

L’addio di Maifredi e la rovinosa ricaduta in Serie B

Era un momento d’oro per il Bologna e per il suo profeta Maifredi. Il tecnico bresciano con il suo “calcio champagne” aveva da tempo sedotto la Vecchia Signora. Dopo un primo tentativo, la Juventus ci riprovò alla fine di quella stagione 1989/90. Ecco come andò dalla testimonianza del diretto interessato:«Una mattina squilla il telefono, risponde Bruna, mia moglie. “Pronto, sono Giampiero Boniperti”. E lei: “Certo, e io sono Grace Kelly”. E riappende. Il giorno dopo suonano alla porta, è il fiorista con un gigantesco mazzo di rose. C’è un biglietto: “Sono davvero Boniperti”. Un gran signore. La prima volta rispetto il contratto con il Bologna, al secondo giro mi fa: “Caro Maifredi, si ricordi che, nella vita, la fortuna e la Juventus bussano una volta sola. Ma lei è molto fortunato…”. Alla fine accetto». Fu così che Maifredi decise di lasciare i felsinei per accettare la corte di Boniperti. Sarà però una scelta fatale per tutti. Alla Juve, infatti, lo champagne finì e la Vecchia Signora non andò nemmeno in Europa. Non andò meglio alla sua ex squadra che retrocesse di nuovo in B dopo un’annata decisamente storta. Icaro aveva osato volare troppo vicino al sole.

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