L’ultima avventura in panchina di Carletto Mazzone, al Livorno di Lucarelli

Carletto Mazzone Livorno

Nel corso della stagione 2005-2006, l’ormai 69enne Carletto Mazzone subentrò a febbraio sulla panchina del Livorno. Mesi non facili per il tecnico romano che comunque, anche grazie alle sentenze di Calciopoli, ottenne una qualificazione in Coppa Uefa!

CARLETTO MAZZONE E LA CHIAMATA DEL LIVORNO

Il Livorno è tra le sorprese del campionato 2005-2006. I toscani, fin dalle prime giornate, si propongono come una delle note più piacevoli della Serie A. Spinta dai gol del bomber Lucarelli, la squadra amaranto naviga nelle zone alte della classifica, restando agganciata sistematicamente al treno europeo. Si sogna, anche perchè la rosa a disposizione di Roberto Donadoni è assolutamente attrezzata per proseguire su quel cammino. Tra i pali c’è Marco Amelia, nel giro della Nazionale maggiore di Marcello Lippi. La difesa punta sulla grande esperienza di Fabio Galante e del cileno Vargas. Sulle fasce ci sono l’ex enfant prodige Francesco Coco, il sempre verde Balleri e l’esperto Gennaro Ruotolo, oltre al brasiliano Cesar Prates.

Mediana di spessore e quantità con Stefano Morrone, De Ascentiis e Colucci. In attacco, tutto il peso è sulle spalle del figliol prodigo Cristiano Lucarelli, tornato un paio di anni prima nella sua città natale con la maglia che lo esalterà come nessun’altra. Dopo un grandioso girone di andata chiuso al 5°posto, però, i Labronici accusano un fisiologico periodo di calo, ottenendo 3 punti in 4 gare. Il Presidente Aldo Spinelli, uno non propriamente paziente con i propri allenatori, opta per l’esonero di Donadoni, anche per via di alcune incomprensioni personali. Un avvicendamento piuttosto avventato e che apre la caccia al sostituto. La scelta del Livorno ricade su Carletto Mazzone, ai box da inizio stagione dopo la brutta retrocessione dell’anno prima col Bologna.

UN INIZIO DIFFICILE

Carletto Mazzone arriva sulla panchina del Livorno a 69 anni e con ben 780 panchine nella massima divisione, secondo di tutti i tempi alle spalle di Nereo Rocco. Appena insidiatosi nel club amaranto, il tecnico romano ha subito un’idea geniale delle sue, un’utopia che per poco non si trasforma in realtà. Decide, infatti, di telefonare a Roberto Baggio, ormai fermo da due anni. Il Divin Codino, che col Sor Magara ha un rapporto fantastico dopo l’avventura a Brescia, ci pensa. Vorrebbe ripagare l’allenatore di tutto ciò che gli ha dato e aiutarlo in questa sua nuova impresa. Dal suo canto, Mazzone lo immagina alle spalle di Lucarelli in un tandem che farebbe impazzire Livorno. Ma alla fine Baggio non se la sente. L’inattività e i tanti acciacchi non gli permetterebbero di rendere come voluto e quindi il fenomenale 10 rinuncia.

L’esordio di Mazzone è di quelli decisamente nostalgici, dal momento che si va in trasferta nella “sua” Ascoli. Una piazza dove ha vissuto grandi momenti professionali e dove ha casa, avendo sposato una donna del posto. Contro l’11 di un giovane Marco Giampaolo termina 0-0, senza grandi emozioni. Le successive due partite fanno illudere i Labronici di poter tornare ad avere il rendimento di inizio anno. Una doppietta di Lucarelli piega la Fiorentina, mentre contro l’Inter di Roberto Mancini arriva un prezioso 0-0. Da lì in poi, il Livorno va però a picco. Arrivano ben 7 sconfitte consecutive, alcune delle quali decisamente inattese. Nella capitombolo interno contro l’Udinese, il pubblico esplode e, in piena contestazione, abbandona lo stadio.

IL FINALE DI STAGIONE E LA SORPRESA DELLA QUALIFICAZIONE UEFA

Durante questo periodo di crisi, Carletto Mazzone ha dapprima raggiunto e poi superato il record di panchine di Nereo Rocco. Un traguardo importante ma che, data la situazione del suo Livorno, non ha potuto festeggiare a sufficienza. Il tecnico sembra non aver fatto breccia nel cuore dei calciatori. Solo 9 punti da quando è arrivato e la squadra che sta lentamente crollando in classifica. Anche il rapporto con Cristiano Lucarelli non appare solidissimo. Mazzone lo punzecchia in conferenza stampa, sperando di stimolarlo a tirar fuori di più. Il bomber, dal suo canto, risponde per le rime, dicendo che la squadra con Donadoni stava andando bene e che quindi, implicitamente, il cambio tecnico non ha portato frutti.  Il ritorno alla vittoria avviene il 23 aprile, dopo due mesi di sole sconfitte. Il Livorno di Carletto Mazzone si impone per 3-1 sul Palermo con una travolgente tripletta di Lucarelli.

Dopo la prevedibile sconfitta di San Siro contro il Milan, la squadra toscana chiude la stagione con due pareggi per 0-0 contro Sampdoria e Siena. Al termine del campionato, il club del patron Spinelli è nono in classifica con 49 punti. Subito dopo la conclusione della Serie A, però, esplode il processo di Calciopoli. Le pene sono dure e la graduatoria del torneo è completamente riscritta. Per via delle conseguenze a Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina, il Livorno si ritrova al 6°. Un piazzamento che permette ai toscani di qualificarsi in Coppa Uefa. Un percorso che però non faranno con Carletto Mazzone visto che il tecnico romano non viene confermato. Chiuderà la sua lunghissima carriera avendo totalizzato ben 795 panchine. Lo stesso Sor Magara ha dichiarato che, qualora Baggio fosse arrivato a Livorno, probabilmente anche la sua avventura su quella panchina sarebbe proseguita!

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