Lo sperimentale Torneo di Capodanno vinto dall’Ascoli nel 1981

Torneo di Capodanno

Il Torneo di Capodanno del 1981: un tappabuchi per sopperire ad una lunga pausa forzata del campionato per la Nazionale

Non sempre la Serie A è stata ferma durante le feste. Per esempio, nella stagione 1980/81 andò in scena un alquanto sperimentale Torneo di Capodanno. Nel dicembre 1980, infatti, il campionato si prese una lunga pausa. La Nazionale di Enzo Bearzot era impegnata in un torneo altrettanto sperimentale. Si trattava del Mundialito, una competizione che si svolgeva in Uruguay e che vedeva impegnate le sei squadre che fino ad allora avevano conquistato un Mondiale. Occorreva dunque pensare ad una competizione per tenere impegnate le squadre del massimo campionato durante quella pausa natalizia dal 29 dicembre al 18 gennaio.

Un torneo con alcuni esperimenti regolamentari decisamente curiosi

Fu così che nacque il Torneo di Capodanno che sarebbe iniziato il 4 gennaio 1981. Le 16 squadre di Serie A furono ripartite in quattro gironi da quattro. Ciascuna di esse però giocava solo due partite su tre nel girone. Una prima novità regolamentare seguita dal fatto che la vittoria con più di un gol di scarto valeva un punto in più. Inoltre, per sopperire alla mancanza dei giocatori stranieri impegnati nel Mundialito (proprio in quella stagione era stata concessa alle squadre la possibilità di avere uno straniero in rosa), la Lega Calcio permise in quella competizione di far giocare un secondo straniero, regola di cui si avvalsero solo tre formazioni (l’Inter schierò il bosniaco Abid Kovacevic, l’Udinese l’austriaco Dieter Mirnegg, la Fiorentina lo svedese Mikael Roennberg). Infine, l’ultima chicca regolamentare: le rimesse laterali potevano essere battute con le mani o con i piedi come nel futsal.

Il Torneo di Capodanno terminato…a giugno!

Sul campo, l’accoglienza del pubblico non fu eccezionale e i botteghini nei risentirono. Nel girone A passò vinse l’Ascoli di Carlo Mazzone che mise alle proprie spalle Catanzaro, Avellino Napoli. Il girone B fu il raggruppamento di ferro con Fiorentina Roma insieme a Perugia Pistoiese. A vincerlo furono i viola. Nel girone C la Juventus arrivò prima seguita da Cagliari, Udinese Como. Il girone D fu quello più bizzarro in quanto vide il Torino (unica imbattuta del torneo) arrivare secondo alle spalle del Bologna e davanti a Inter Brescia. Nelle semifinali L’Ascoli superò in casa la Fiorentina per 2-1 grazie alle reti di Trevisanello di testa e Scanziani su rigore. Per i viola accorciò le distanze Sacchetti. La Juve, invece, ebbe la meglio sul Bologna soltanto ai calci di rigore. Nel frattempo si era arrivati alla metà di gennaio ed era tempo di campionato. Il Torneo di Capodanno andava in soffitta. Fino a giugno, con il Guerin Sportivo che commentò sarcasticamente con un “meglio tardi che mai” la chiusura della competizione.

L’impresa dell’Ascoli nell’ultimo atto contro la Vecchia Signora

La finalissima andò quindi in scena il 14 giugno al “Del Duca” di Ascoli. Dopo un primo tempo all’insegna della noia tra i pochi intimi presenti allo stadio ascolano, la partita si sbloccò dopo cinque minuti nella ripresa con Trevisanello ancora a segno per i marchigiani. Marco Tardelli pareggiò i conti per la Vecchia Signora su cross di Gentile. Quando la partita sembrava ormai incanalata verso i tempi supplementari, arrivò l’imprevedibile colpo di scena. Al minuto 81 ci fu un contatto tra Causio e Perico. L’arbitro Tonolini decretò il calcio di rigore in favore degli ascolani. Dal dischetto capitan Moro trasformò, alzando a fine partita il trofeo. Il Torneo di Capodanno andò definitivamente in soffitta venendo ricordato dai tifosi marchigiani per quella storica vittoria contro la Juve, ma anche dai terremotati dell’Irpinia ai quali fu devoluto l’incasso  della partita, quasi 40 milioni di lire. Pochi se si guarda all’esiguo numero di spettatori durante il torneo, ma tanti per tante persone che si ritrovavano a rimettere insieme i cocci della loro vita devastata da quel sisma. L’ultima buona azione di un torneo sperimentale mai più nuovamente sperimentato.

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