La rivoluzione fallita di Gioco Calcio TV nella stagione 2003/2004

Gioco Calcio TV

DAZN e gli esperimenti della Serie A in TV

Stanno facendo discutere molto i problemi che sta dando la piattaforma di DAZN nella trasmissione delle partite di Serie A. Utenti imbufaliti per le continue interruzioni di servizio e disagi vari. Doveva essere un esperimento tecnologico avveniristico e invece si sta rivelando (almeno per ora) un flop. Come accadde a Gioco Calcio TV, una emittente creata dalla Lega Calcio e che ebbe una vita tanto breve quanto tormentata.

L’estate 2003 e il caos dei diritti televisivi in Serie A e B

Tutto ebbe inizio nell’estate 2003, segnata da una querelle per i diritti televisivi che coinvolse la Serie A e la Serie B. In quell’estate c’era stata la fusione tra Tele+ Streaming i due soggetti che fino ad allora avevano avuto in mano le partite dei due campionati professionistici. Una fusione che aveva dato vita all’attuale Sky. La nascita dell’emittente di Rupert Murdoch, tuttavia, non aveva risolto l’annosa questione dei diritti TV per la Serie A e B, all’epoca affidata ad un regime di contrattazione individuale. Diverse squadre, infatti, a poche settimane dall’inizio del campionato, non ancora avevano trovato l’accordo per la trasmissione delle loro partite. Gran parte di queste erano “provinciali”, ossia i piccoli club del campionato. Ancora peggiore era la situazione nel campionato cadetto, passato a 24 squadre dopo il famoso “Caso Catania“. Per ovviare al problema e scongiurare un probabile slittamento dell’inizio dei campionati, alcuni presidenti dell’allora Lega Calcio (rappresentante tutte le squadre di A e B), crearono un consorzio per difendere i loro diritti. Nacque  così la piattaforma televisiva Gioco Calcio TV, gestita dalla società Plus Media Trading (PMT). Una piattaforma dalla vita tanto breve quanto tormentata.

La tormentata avventura e l’ingloriosa fine a carte bollate di Gioco Calcio TV

La nascita di Gioco Calcio non risolveva però tutti i problemi. A dieci giorni dall’inizio del campionato c’erano ancora Sampdoria Ancona che non avevano un accordo. Sky aveva già raggiunto il limite del 60% di squadre da coprire e per entrambe rimaneva solo l’altra pay-tv. La Samp, tuttavia, troverà l’accordo proprio con l’emittente satellitare di Murdoch scatenando non poche polemiche. Inoltre la piattaforma del consorzio PMT non aveva una struttura commerciale e doveva pagare l’affitto delle frequenze proprio a Sky. In realtà la questione era economica: se Sky avesse presentato una cifra superiore a 46 milioni di euro, Gioco Calcio avrebbe potuto defilarsi, ma così non fu. Pertanto il 26 agosto 2003 il vicepresidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, presentò trionfalmente al mondo del calcio la nuova realtà televisiva, con la benedizione addirittura del mondo politico.  Una benedizione che però non porterà bene. L’avventura di Gioco Calcio TV durerà infatti solo un mese effettivo. L’emittente avrebbe dovuto coprire le partite di Ancona, Brescia, Chievo, Empoli, Modena (successivamente accordatosi con Sky) e Perugia per la Serie A, oltre a AlbinoLeffe, Avellino, Piacenza, Venezia, Verona e Vicenza per la Serie B. Peccato che i soldi promessi non arriveranno mai. La società resterà ferma al palo dei 100 mila euro di capitale iniziale. Alla fine l’esperimento finì in tribunale grazie alla denuncia del Perugia. La tormentata esistenza di Gioco Calcio TV si concluse così nel 2004 con un buco di 50 milioni.

FOTO: Il Pucci Twitter.

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