La clamorosa lite tra Marcello Lippi e Christian Panucci ai tempi dell’Inter

Un litigio che costò, anni dopo, la convocazione per il Mondiale al forte terzino

Lippi Panucci

Dopo un breve idillio iniziale, il rapporto tra Marcello Lippi e Christian Panucci, ai tempi dell’Inter, divenne incandescente. Le problematiche personali tra i due costarono al terzino, ben 6 anni dopo, la convocazione per il Mondiale 2006.

LIPPI E PANUCCI NEL NUOVO CORSO DELL’INTER DI MORATTI

Massimo Moratti, ai tempi della presidenza dell’Inter, ha inseguito il successo quasi ossessivamente. L’amore immenso del patron nerazzurro per il club lo ha portato a spendere (e spesso sperperare) miliardi e miliardi di lire. Il primo vero tentativo di vincere, lo portò ad acquistare un campione leggendario come Ronaldo. Il Fenomeno fu determinante nella conquista della Coppa Uefa, mentre il campionato sfuggì per pochi punti, a favore della Juventus. L’annata successiva, la 98-99, fu caratterizzata da polemiche, risultati deludenti e, soprattutto, i tanti infortuni del brasiliano. Dopo aver avvicendato in panchina Simoni, Lucescu e Hogdson, Massimo Moratti si convinse che il reale problema dell’Inter era proprio quello della guida tecnica.

Con una mossa clamorosa, il presidente affidò la squadra a quello che, al tempo, era uno degli allenatori più vincenti del mondo: quel Marcello Lippi che solo pochi mesi prima guidava i rivali storici della Juventus. Un annuncio incredibile, quasi epocale. Il nuovo tecnico si mostrò subito risoluto già in sede di calciomercato, attuando una vera e propria rivoluzione. Furono tante le bandiere nerazzurre costrette all’addio, tra cui il capitano Beppe Bergomi. Per rinforzare la propria difesa, oltre che il fidato portiere Angelo Peruzzi, Lippi chiese e ottenne l’esperto Laurent Blanc e il terzino Christian Panucci. Dopo aver affidato la panchina ad un ex juventino, l’Inter tentava di risolvere il problema della fascia destra con un ex milanista!

LA GESTIONE DIFFICOLTOSA DI UNO SPOGLIATOIO COMPLICATO

Il faraonico mercato dell’Inter soddisfò tutte le richieste di Lippi, che volle con sé anche diversi suoi ex pupilli alla Juventus. Oltre al già citato Peruzzi, giunsero anche Jugovic e (successivamente) Paulo Sousa per rinforzare la mediana. Il colpaccio, però, fu rappresentato dall’ingaggio del centravanti Christian Vieri dalla Lazio, dopo una lunga telenovela e uno stucchevole tira e molla con i capitolini. L’entusiasmo per quella che doveva essere la stagione della riscossa, però, duro soltanto pochi mesi. Dopo un incoraggiante inizio, l’Inter non riuscì mai a trovare la giusta continuità. La barca veniva tirata avanti soprattutto grazie ai numerosi gol di Vieri. Ronaldo, invece, si infortunò gravemente al tendine rotuleo e non fu praticamene mai a disposizione di Lippi.

Ciò che, però, caratterizzò l’annata nerazzurra, oltre che i risultati deludenti, furono le enormi problematiche all’interno dello spogliatoio. Meriterebbe un racconto a sé tutta la vicenda che portò alla definitiva spaccatura tra Baggio e Lippi, ma ci concentreremo maggiormente sulla diatriba con Christian Panucci. Che l’ex terzino di Milan e Real Madrid fosse un calciatore dotato di molto carattere e difficile da gestire era cosa ben nota. Già in passato, il suo atteggiamento lo aveva portato a scontri con Arrigo Sacchi, limitandone lo spazio in Nazionale. Perfino col suo allenatore più fedele, Fabio Capello, ebbe alcuni screzi sia prima che dopo la parentesi nerazzurra. Dall’altra parte, poi, non è che Lippi fosse un personaggio molto più tenero. Lo scontro tra i due, pertanto, era un qualcosa di assai probabile.

IL BREVE IDILLIO TRA PANUCCI E LIPPI

Quando ci si trova a che fare con due caratteri così forti, le strade sono sostanzialmente due. O scoppia un rapporto di amore indissolubile, oppure è guerra su tutti i fronti. L’idillio tra Panucci e Lippi fu brevissimo. L’iniziale rendimento del difensore fu molto rassicurante. Lippi tendeva a schierare l’Inter con la difesa a 3 e l’ex Real Madrid giocava come braccetto destro. Lo stesso Panucci, intervistato dalla stampa, si disse entusiasta dell’impatto con la nuova realtà e affermò che l’allenatore lo aveva letteralmente stregato con il suo carisma. Ciò che finì per complicare sostanzialmente il tutto, fu il cammino irregolare della squadra. A partire da dicembre, l’Inter non trovò mai la giusta quadra.

Tanti risultati contrastanti, numerosi passi falsi anche clamorosi e una sensazione di insoddisfazione in tutto l’ambiente. La magia portata da Lippi al momento del suo arrivo era rapidamente svanita. Pane fertile per i tanti scettici, che puntavano il dito contro il tecnico per via del suo passato, per i tanti ex juventini voluti sul mercato e per il trattamento verso calciatori come Bergomi o Pagliuca. Così, ormai spalle al muro, Lippi decise di prendere la situazione di petto e, durante il mese di aprile, rivoluzionò continuamente la formazione iniziale. Ne fece le spese proprio Panucci, che finì in panchina nel big match contro la Juventus dopo la debacle di Udine (sconfitta 3-0). A quel punto, l’umore del difensore era già ai minimi termini.

LA REAZIONE DI PANUCCI ALLE PANCHINE

Appena una settimana dopo, i nerazzurri dovevano ospitare il Bari dopo un terribile periodo, con un solo punto ottenuto in 4 partite. Per la banda di Lippi era una vera e propria ultima spiaggia, con i pugliesi che avevano già giocato un brutto scherzo nella gara di andata, quella della consacrazione di Cassano. L’allenatore confermò Dario Simic nel ruolo di braccetto destro, escludendo nuovamente Panucci. La partita fu sostanzialmente senza storie, con l’Inter che tornò alla vittoria, imponendosi facilmente per 3-0. A risultato ormai acquisito, dopo il tris di Baggio ad inizio ripresa, Lippi si voltò verso la panchina e ordinò a Panucci di prepararsi per un imminente ingresso in campo.

Il terzino fece finta di non sentire e rimase saldamente al suo posto. Un atteggiamento che, anni dopo, Panucci replicherà anche alla Roma. Marcello Lippi, ovviamente, andò su tutte le furie e sbottò in conferenza stampa, puntando il dito contro il suo calciatore. A suo dire, si trattava dell’ennesimo comportamento sbagliato di uno spogliatoio senza regole. La settimana seguente, Panucci rimase fuori dall’elenco dei convocati per la trasferta di Perugia e la situazione era ormai irrisolvibile. Christian Panucci, inoltre, smentì totalmente la versione dei fatti del suo allenatore, negando di non essere voluto entrare. Nella parte finale di stagione, chiusa con il vittorioso spareggio Champions contro il Parma, il difensore rimase in naftalina.

LIPPI E LA VENDETTA “MONDIALE”

La catastrofica parte finale di campionato costò al terzino la convocazione per Euro 2000. Un vero e proprio smacco per difensore ligure, che aveva fatto parte con grande costanza del nuovo ciclo di Dino Zoff per poi ritrovarsi fuori in vista della competizione continentale. Tuttavia, in modo piuttosto clamoroso, in estate sembrò aprirsi un piccolo spiraglio per una permanenza del calciatore all’Inter. Massimo Moratti, infatti, aveva stima nei suoi confronti e tentò di mediare. Panucci, però, non era per nulla intenzionato a tornare sui suoi passi e accusò pubblicamente Marcello Lippi per l’esclusione all’Europeo. Dichiarazioni che rappresentarono la pietra tombale sul rapporto tra i due. Panucci finì in Inghilterra, al Chelsea, ma senza convincere e trasferendosi poi al Monaco.

Tornò in Italia soltanto un anno dopo, per rinforzare la Roma di Fabio Capello, che si era appena laureata Campione d’Italia. Lippi, invece, rimase in sella alla panchina nerazzurra soltanto per pochi mesi. Dopo un inizio di stagione 2000-2001 da horror, con l’eliminazione in Champions per mano dell’Helsingborg e la sconfitta in campionato con la Reggina, abbandonò la nave. Un addio condito da numerose polemiche, con l’iconica conferenza di addio in cui Lippi consigliò a Moratti di cacciarlo. Anni dopo, quando Lippi era ormai CT della Nazionale, rifiutò categoricamente di convocare Panucci, nonostante il rendimento altissimo del terzino con la maglia della Roma. Neanche le pressioni della stampa e della critica fecero cambiare idea al CT, che continuò a preferirgli Zaccardo. Panucci perse il Mondiale, poi vinto dagli Azzurri, e a più riprese rincarò la dose con la stampa, attaccando il suo storico nemico!

link esterni

Acquista Frammenti di Calcio, il nostro libro, cliccando QUI!

LEGGI ANCHE: QUANDO UN GOL DI RECOBA PUNI’ L’INTER E REGALO’ LA SALVEZZA AL VENEZIA