Goffredo Lucarelli, er Tassinaro emblema della tifoseria laziale in Italia

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Goffredo Lucarelli, il creatore del tifo organizzato della Lazio

Se la tifoseria della Lazio è considerata tra le più calde (e spesso famigerate) del calcio italiano, lo si deve in primis a Goffredo Lucarelli, meglio conosciuto come er Tassinaro. Lucarelli è stato il primo leader della Curva Nord laziale. Leader rispettato e temutissimo anche dalle tifoserie avversarie, Lucarelli ha vissuto la sua esistenza in funzione di un solo amore: quello per i colori bianco-celesti. Ma chi era er Tassinaro?

L’emblema del tifo laziale in Italia

L’amore di Goffredo Lucarelli per la Lazio, iniziò a partire dai ruggenti e torbidi Anni Settanta. L’Italia e di conseguenza il calcio nostrano, stavano cambiando. Il tifo più spontaneo e genuino iniziava a lasciare spazio a forme più organizzate nelle curve degli stadi. Era il decennio degli Ultras che anche nella Lazio ebbe una rappresentazione ed un fondatore. L’anima del tifo bianco-celeste fu proprio Lucarelli er Tassinaro che già dai primi anni ’70 divenne uno dei tifosi laziali più famosi e non solo a Roma. Goffredo in quegli anni divenne infatti prima il capo degli Eagles Supporters (primo gruppo organizzato del tifo bianco-celeste) e poi fondatore dei Viking. Nel giro di pochi anni divenne un’icona per i tifosi delle aquile, temuto e rispettato a Roma e anche nel resto d’Italia. I primi a temerlo erano i rivali romanisti che una volta crearono un graffito ai bastioni del Gianicolo su cui c’era scritto: “Romanisti tremate perché er Tassinaro ve gonfia”. Per capire meglio però chi fosse Lucarelli calza a pennello di una storica bandiera della Lazio Campione d’Italia, ovvero Vincenzo D’Amico, il quale lo definì”uno dei più grandi rompicoglioni che io abbia mai conosciuto, ma al tempo stesso uno dei più grandi laziali di tutti i tempi”. Del resto, la vita stessa del Tassinaro è stata degna dei personaggi di quella Roma ben rappresentata dai film di Alberto Sordi o di Verdone (non si offendano i tifosi laziali se citiamo due grandi romanisti).

Goffredo Lucarelli, una vita in Curva

La storia di Goffredo Lucarelli è infatti costellata da tanti aneddoti incredibili. A Milano per esempio, una volta dovette uscire dallo stadio travestito da infermiere su un ambulanza per non essere riconosciuto dai Boys dell’Inter che altrimenti non gli avrebbero riservato una gioiosa accoglienza. A Pescara, invece, in un piovoso 5 marzo 1978, trovò la città adriatica tappezzata di manifesti in cui si invitava a cercare il Tassinaro, reo di aver compiuto un assalto nei confronti dei tifosi pescaresi nella gara di andata. La sua passione per la Lazio superava spesso i confini della normalità. Per esempio, mentre lavorava da autista di un’agenzia di pompe funebri, lasciò il suo “cliente” diretto al Cimitero di San Benedetto del Tronto, parcheggiato allo Stadio del Duca di Ascoli. Una tappa che si rese obbligatoria perché per una funesta coincidenza, la sua Lazio giocava lì quel giorno. A testimoniare quanto autentica fosse la sua passione.

L’Associazione amici del Tassinaro, omaggio ad un’icona del tifo laziale

Per capire però quanto Goffredo Lucarelli sia stato un personaggio fondamentale per i tifosi della Lazio, c’è un altro aneddoto curioso. Lo storico capo ultrà è stato l’unico a poter vantare un’associazione nata in suo onore. Nell’anno del centenario della squadra capitolina, nacque infatti l’Associazione Amici del Tassinaro. Una “libera associazione apartitica, apolitica, aritmetica, multilaziale, senza fini di lucro, nata per festeggiare il capo dei capi della tifoseria biancazzurra“. La stessa associazione creò addirittura il “Tassinaro Day”, una giornata interamente dedicatagli. Un’autentica icona che ha vissuto sempre per la sua Lazio. Fino all’ultimo respiro della sua vita, il 1° agosto 2012 quando un brutto male lo fece entrare nella Curva del Paradiso.

FOTO: C’è solo la Lazio Facebook.

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