Cecchi Gori e il folle esonero di Radice con la “Viola” che sprofondò in B!

Fiorentina Cecchi Gori Radice

 

Nella stagione 92-93, con la Fiorentina in piena zona europea, Vittorio Cecchi Gori esonerò improvvisamente Gigi Radice. Da quel momento in poi, Batistuta e compagni crollarono inesorabilmente verso un’incredibile retrocessione.

LA FIORENTINA 92-93 DI GIGI RADICE E DELLA FAMIGLIA CECCHI GORI

Può una squadra costruita per qualificarsi in Europa e che vanta calciatori come Batistuta, Brian Laudrup ed Effenberg retrocedere in Serie B? Nel meraviglioso calcio italiano degli anni 90 è successo anche questo ma la vicenda è tutt’ora ricca di punti interrogativi. Andiamo con ordine. E’ la Fiorentina di Mario Cecchi Gori come presidente, anche se il figlio Vittorio sta prendendo sempre più potere e al termine della stagione erediterà la proprietà del club. La società toscana decide di fare le cose in grande e mette su una rosa di assoluto valore.

Oltre al centravanti argentino Batistuta, in squadra ci sono altri due stranieri di enorme qualità. Uno è il regista tedesco Stefan Effenberg, l’altro è il fratello d’arte Brian Laudrup, danese dal dribbling funambolico. A loro si aggiunge anche un altro gioiello arrivato dal mercato, ossia Ciccio Baiano, una delle bocche di fuoco del tridente zemaniano a Foggia. Poi, la rosa è rimpinguata da due ottimi difensori come il terzino Carnasciali e il centrale Luppi. A centrocampo ci sono Fabrizio Di Mauro e Massimo Orlando. Presente in squadra anche l’attuale tecnico del Milan, Stefano Pioli e il capitano Carobbi.

Insomma, i presupposti per fare bene ci sono tutti, anche perché i Viola del Patron Cecchi Gori vengono affidati alle cure di un tecnico di sicuro valore come Gigi Radice. Un vero e proprio innovatore in Italia, uno dei primissimi, già dagli anni 70, a utilizzare la zona e fautore del pressing a tutto campo. Un allenatore dalla lunga esperienza, che ha vinto l’ultimo scudetto della storia del Torino e poi ha diretto squadre come Milan, Inter e Roma. L’inizio di stagione dà pienamente ragione alle scelte societarie e il pubblico del Franchi si innamora di quella squadra spigliata e aggressiva. La Fiorentina gioca un grande calcio, è coraggiosa e crea molte palle gol. Tutto fila a meraviglia, o almeno così sembra…

IL FOLLE ESONERO

Dopo i due pareggi iniziali contro Cagliari e Lazio, la Fiorentina travolte l’Ancona per 7-1. E’ il preludio ad un periodo d’oro, che vede la squadra segnare valanghe di gol. E’ vero, arriva qualche stop brusco come il 3-7 interno contro il Milan ma la media punti è eccezionale. Sotto i colpi degli uomini di Radice, in rapida successione, cadono anche tre grandi come Sampdoria, Roma e Juventus. Nell’ultima gara dell’anno solare, i Viola vanno a pareggiare sul campo dell’ambizioso Parma e vanno alla pausa invernale con una classifica fantastica. I toscani sono addirittura secondi in classifica, in coabitazione con Inter e Torino. Durante il periodo natalizio, però, qualcosa si inizia a rompere. In città, si fanno largo le voci di una frattura tra Vittorio Cecchi Gori e il tecnico Radice, che comunque resiste forte dell’appoggio della piazza e della classifica.

La prima gara del nuovo anno è contro l’Atalanta, sulla carta impegno non proibitivo. Tuttavia, si capisce fin dalle prime battute che la Fiorentina, dal punto di vista atletico, ha poca benzina. Sembrerebbe, infatti, che durante la sosta si sia lavorato in modo troppo blando, in un clima di eccessiva euforia. Il primo tempo scorre via senza emozioni. Dopo 8 minuti del secondo tempo, Rambaudi lancia Perrone sul filo del fuorigioco, pallonetto sull’uscita di Mareggini e Atalanta in vantaggio. La reazione viola è per lo più di inerzia ma si vede chiaramente che la squadra ha poche risorse e infatti il risultato non cambia. E al fischio finale, l’ambiente viene scosso da una notizia a dir poco clamorosa: Gigi Radice è stato esonerato con la squadra in piena zona europea!

I PRESUNTI MOTIVI DELL’ESONERO DA PARTE DI CECCHI GORI E IL SUCCESSORE DI RADICE

La scelta viene direttamente dal figlio del presidente, Vittorio Cecchi Gori. Il giorno seguente, l’imprenditore toscano parla della sua incredibile decisione al Processo del Lunedì. Le ragioni reali non vengono mai spiegate ma Cecchi Gori punta il dito sull’eccessivo offensivismo del tecnico. A suo dire, la Fiorentina non ha equilibrio e la rosa merita più punti di quelli che la classifica recita. Affianco a lui, in collegamento, c’è il giornalista Enrico Varriale, che come suo solito, non perde l’occasione per stuzzicare con domande taglienti e provocazioni. Quando poi, al futuro patron viola viene comunicato l’imminente intervento telefonico di Gigi Radice, costui sbotta e abbandona la trasmissione, promettendo di non tornare mai più.

In città, intanto, si susseguono le ipotesi sul reale motivo dell’avvicendamento di Radice. Si parla di una relazione tra il figlio del mister e la moglie di Vittorio Cecchi Gori, Rita Rusic. Un’altra versione vede Radice nei panni di fantomatico testimone di un tradimento di Vittorio ai danni della moglie stessa. Infine, si sospetta una gelosia da parte di Cecchi Gori, a cui sarebbe stato indigesto il feeling tra il papà Mario e il proprio allenatore.

Tra dicerie e mezze verità, la stagione dei Viola deve comunque andare avanti. Ciò che sorprende ancora di più, al di là del folle esonero del tecnico, è la scelta del suo sostituto. La panchina viene affidata ad Aldo Agroppi, allenatore ormai sul viale del tramonto da tempo. Inoltre, complici anche i suoi modi tutt’altro che diplomatici, è un personaggio molto scomodo per i poteri forti. Negli ultimi anni, infatti, Agroppi si è spesso scagliato contro il sistema, attaccando sistematicamente la Juventus.

IL DECLINO INESORABILE DELLA SQUADRA

La prima di mister Aldo Agroppi sulla panchina della Fiorentina è un autentico disastro, con un eloquente 4-0 subito a Udine. E’ solo il preludio di quello che accadrà da lì in poi. La squadra è allo sbando, perde l’organizzazione e la baldanza di inizio anno. Continua a subire molti gol, ma al contrario di prima non ne segna più a sufficienza. In tutta la gestione Agroppi, arrivano soltanto due vittorie contro il disastrato Pescara, fanalino di coda, e contro il Cagliari. Inoltre, a marzo il Franchi ospita un’amichevole tra Italia e Messico. Il pubblico fischia ripetutamente la nazionale e contesta il presidente federale Matarrese. Se fino a quel momento gli arbitraggi erano stati quantomeno dubbi, da qui in poi gli errori ai danni della Fiorentina si susseguono a ripetizione.

Dopo una serie di inutili pareggi, una sconfitta larga contro l’odiata Juventus e l’ennesima caduta a Bergamo, Agroppi viene esonerato, probabilmente troppo tardi. La squadra, a tre giornate dal termine, è nel più assoluto baratro. La panchina viene affidata al duo formato da Chiarugi e Antognoni. Due bandiere assolute della squadra alle quali, forse, si poteva risparmiare l’umiliazione di una retrocessione ormai vicina. Con il duo in panca, la Fiorentina fa il suo nelle ultime giornate, ottenendo due pareggi e demolendo il Foggia per 6-2 all’ultima partita. Ma il destino non è più nelle mani dei Viola, che rimangono attaccati alle radioline in attesa di buone notizie dal’Olimpico di Roma.

Che non arriveranno mai, perché l’Udinese strappa l’ 1-1 decisivo, guadagnando il punto che le mancava per salvarsi ai danni della Fiorentina stessa. Nel mirino dei Viola finisce Andrea Carnevale, centravanti della Roma che fallisce un gol fatto a porta vuota, in modo anche sospetto. La Fiorentina finisce B, nonostante una squadra fortissima. Non bastano i 16 gol di Gabriel Batistuta, il quale, comunque, rimarrà a Firenze e trascinerà il club, a suon di reti, al ritorno in A. Chissà, però, come sarebbe andata la stagione 92-93 della Fiorentina se, in quel giorno di gennaio, Vittorio Cecchi Gori non avesse deciso, follemente, di esonerare Gigi Radice!

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