Cassano-Enyinnaya, le due primavere che stesero l’Inter di Lippi!

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CASSANO-ENYINNAYA, LE PRIMAVERE BARESI

Bari è sempre stata una piazza molto calda e apprezzata, con una tifoseria che ha visto crearsi un legame stretto con determinati giocatori. Gli anni 90′ sono stati di gran lunga i migliori per la città, che ha potuto apprezzare formidabili giocatori: dal portiere Franco Mancini, l’Higuita Italiano, a David Platt fino a Tovalieri, Zambrotta, Jarni, lo stopper Amoruso e Zvone Boban. Insomma, campioni di un certo prestigio che hanno sprigionato emozioni a non finire sul prato del San Nicola. Proprio sullo scoccare dei 2000, due giovani della primavera conquistarono l’amore dei tifosi in 90 minuti contro l’Inter. Erano i gemelli del gol Antonio Cassano e Hugo Enyinnaya, giocatore dal fisico prepotente ma con una potenza nelle gambe clamorosa. Hugo venne notato dal Ds del Bari Carlo Regalia dopo che si mise in evidenza con la maglia del Molenbeek nel campionato belga. Dopo una partita favolosa giocata contro l’Anderlecht Regalia lo portò subito in puglia.

Nel giocatore notava del talento, anche se il rapporto presenze-reti destava qualche sospetto: solo 6 in 20 partite. Nel 1999 sbarcò a Bari per 200 milioni di lire e venne aggregato nelle giovanili del club insieme a Fantantonio Cassano. Fascetti lo fece esordire per pochi minuti il 17 ottobre contro il Torino, ma il suo vero debutto sarà il 18 dicembre contro l’Inter di Vieri e Ronaldo il Fenomeno, una delle squadre più forti di quegli anni nonostante la gestione pessima di Marcello Lippi in panchina.

QUEL 2-1 INDIMENTICABILE

Il 18 dicembre 1999, il San Nicola era tutto esaurito per la sfida contro i nerazzurri. I pugliesi si trovavano a metà classifica a quota 17 punti, lontani dalla zona retrocessione. Il rendimento fino a quel momento era stato in linea con le aspettative, anche se ci fu qualche passaggio a vuoto con Lecce e Torino. Il trend con le grandi invece andava benissimo: tre pareggi con Lazio, Milan e Juventus che avevano portato maggiori consapevolezze alla squadra di Fascetti. L’Inter invece era una squadra altalenante che faticava a trovare continuità, fattore che pagò drasticamente nel corso della stagione. Si trovava a -5 da Lazio e Juve ma soprattutto era priva del Fenomeno brasiliano che visse probabilmente la stagione più sfortunata in nerazzurro visti i continui problemi al ginocchio.

Il Bari per la partita si trovò senza i suoi due attaccanti titolari, Osmanovski e Phil Masinga. Erano una coppia perfetta per caratteristiche, visto che lo svedese era più una falsa punta che poteva contare sul suo ottimo dribbling finalizzato ad aprire gli spazi al suo compagno Masinga, un gigante di quasi 190 cm che però subì diversi infortuni che lo tennero lontano dal campo per diverso tempo. Al posto loro ci furono i due primavera, Cassano ed Enyinnaya. Tempo 7 minuti di partita e il giovane talento nigeriano fece venire giù lo stadio: da 40 metri sparò un destro terrificante in porta che sorprese Peruzzi, 1-0 Bari e deliro più totale. I nerazzurri reagirono e 5 minuti più tardi il solito Bobo Vieri mise dentro di rapina il suo 19° gol stagionale.

L’INIZIO DI UNA FAVOLA MAI INIZIATA

La partita si fece molto fisica ma il Bari si rivelò pericoloso ancora con Enyinnaya che impegnò Peruzzi in un altro paio di occasioni. Nel secondo tempo Lippi si giocò la carta Baggio che però non incise sulla partita. La gara si stava incanalando in un pareggio, anche se la squadra di Fascetti meritava qualcosa in più. Al minuto 88′ un piccoletto Cassano, dopo un controllo meraviglioso col tacco, saltò secco Blanc e trafisse sul primo palo Ferron, secondo portiere entrato al posto di Peruzzi uscito infortunato. Il Bari vinse 2-1 e quella partita andò su qualsiasi tipo di giornale. Sembrava un inizio di una favola per i due giocatori ma in realtà lo fu solo per Fantantonio, che da quel momento esplose definitivamente.

Enyunnaya invece, fece un percorso diametralmente opposto. Quell’unica perla contro l’Inter sarà il suo unico vero hurrà con la maglia biancorossa. Una serie di interminabili infortuni gli stroncarono la possibilità di crescere in maniera costante, tanto che dopo tre anni di Bari metterà insieme appena 28 presenze e altri 2 gol. Nonostante ciò, perse il treno per esplodere, anche se Livorno prima e Foggia poi gli diedero un’altra opportunità. Risultato? Fallimento totale. A 25 anni dovette dire addio all’Italia e per lui iniziò una parabola discendente in Polonia. Tornò solamente una volta in Italia per giocare all’Anzio nel campionato di eccellenza ma, manco a dirlo, fu una meteora totale. Quel capolavoro nel freddo del San Nicola sarà il suo unico vero e grande acuto. Lui e Cassano rimarranno le primavere che fecero sprofondare l’Inter.

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