Ronaldo e quella Copa America 97 in Bolivia da autentico Fenomeno

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La Copa America 97, disputata in Bolivia, fu la competizione che consacrò definitivamente il Fenomeno Ronaldo anche a livello internazionale. Un’edizione caratterizzata dall’altura degli stadi boliviani ma che non impedì ad un fortissimo Brasile di alzare la Coppa.

LA COPA AMERICA 97 E IL BRASILE DI RONALDO

Siamo nel Giugno del 1997: essendo un anno “dispari” non c’è Europeo e non c’è Mondiale. Tuttavia l’ormai  defunta rete televisiva Tele Monte Carlo, trasmette totalmente in chiaro la Copa America, che per l’occasione si svolge in Bolivia, il che lo rende già un evento particolare e degno di nota. Si tratta, infatti, soltanto della seconda edizione del torneo sudamericano che si svolge in Bolivia e accade a ben 34 anni di distanza dalla precedente. Edizione che, peraltro, fu vinta in maniera incredibile dai padroni di casa in quello che è, tuttora, il loro primo e unico titolo internazionale. Tra le componenti più rilevanti da tenere in considerazione c’è sicuramente quello logistico: la Bolivia fa dell’altura la propria arma migliore.

La scelta delle città non è casuale. Ad eccezione di Santa Cruz de la Sierra, posta a 380 metri dal livello del mare, tutte le altre piazze scelte superano abbondantemente i 2000 metri di altura. Il picco è raggiunto dalla capitale la Paz con 3600 e da Oruro con 3700. Giocare a simili alture implica un radicale cambio della pressione atmosferica. Il livello dell’ossigeno diventa più basso del normale dando la sensazione di affaticamenti prematuri e di minore sopportazione della fatica. E’ proprio questa la maggior preoccupazione e, in alcuni casi, addirittura il terrore delle altre partecipanti, eccetto ovviamente la Bolivia stessa, abituata e a proprio agio.

IL FENOMENO BRASILIANO

Negli anni a venire la questione diventerà anche soggetto di intervento da parte della Fifa, che proibirà l’uso di stadi al di sopra dei 2000 metri per le partite internazionali, salvo poi concedere una deroga (tuttora in uso) alla Bolivia stessa per poter continuare ad adoperare lo stadio Siles di la Paz. Sono anni in cui il calcio internazionale, specialmente fuori dall’Europa, non ha ancora raggiunto la visibilità del quale gode oggi. Queste, quindi, sono occasioni imperdibili per gli appassionati per poter ammirare giocatori eccezionali che, forse, si conoscevano solo per sentito dire o tramite i giornali. Tra di loro spicca soprattutto un nome: Luis Nazario da Lima, detto Ronaldo, la vera attrazione di questa Copa America 97.

Il brasiliano è l’assoluto diamante della competizione. Tra l’altro, sarà il primo trofeo che disputerà da titolare assoluto con la maglia verdeoro. Il Fenomeno, come verrà denominato da lì a pochi mesi, è già campione del Mondo, avendo fatto parte della rosa di Usa 94 ma senza mai vedere il campo. Una sola apparizione, invece, nella Copa America del 95, vinta dall’Uruguay proprio contro il Brasile. Proprio in questi giorni, il brasiliano è in procinto di trasferirsi dal Barcellona, col quale ha appena vinto una Coppa delle Coppe da assoluto protagonista, all’ambiziosa Inter del presidente Moratti. Una lunghissima trattativa che vedrà il club neroazzuro pagare la clausura rescissoria del contratto del giocatore.

LA PARATA DI STELLE DEL BRASILE DI RONALDO ALLA COPA AMERICA 97

Il Brasile è la squadra più attesa e l’indubbia favorita per la vittoria finale. I Campioni del Mondo in carica, allenati da Zagallo, possono vantare un vero e proprio dream team, una delle rose più forti dell’intera storia verdeoro. Tra i pali vi è Taffarel. I due terzini sono Cafù (appena passato alla Roma di Zeman) e Roberto Carlos, probabilmente i due migliori interpreti al mondo del ruolo. La difesa è comandata dall’eleganza e dalla classe di Pluto Aldair, appena eletto capitano proprio della Roma. A centrocampo, assieme al capitano Dunga (ex Pescara e Fiorentina) e al mastino Mauro Silva, si fa largo una promessa come Flavio Conceicao. Ma dove il Brasile è assolutamente illegale è nel reparto offensivo.

Sulla trequarti, assente il solo Rivaldo, ci sono addirittura 4 interpreti dalla classe purissima. Il milanista Leonardo, il funambolico giocoliere del Deportivo la Coruna Djalminha, il dribblomane per eccellenza Denilson e il fantasista del Barcellona Giovanni. Davanti, invece, trova spazio la mitica coppa Ro-Ro composta dai due centravanti più forti che il Brasile abbia mai avuto. Romario, il trascinatore della coppa del Mondo 94 e per l’appunto Ronaldo, il più atteso della Copa America 97. Una squadra spaziale che ha contro solo una statistica. Mai nella storia della manifestazione i brasiliani sono riusciti, prima d’ora, ad alzare il trofeo lontano dalla propria Patria.

LE AVVERSARIE DELLA SELECAO: BOLIVIA PADRONA DI CASA

L’elenco delle avversarie del Brasile di Ronaldo nella Copa America 97 presenta altre 11 compagini per dare continuità alla formula delle precedenti edizioni. Le 12 squadre, composte dalle 10 sudamericane e dalle “invitate” Messico e Costa Rica, vengono divise in 3 gironi. Le prime due di ogni raggruppamento e le due migliori terze si qualificano per i quarti di finale a eliminazione diretta. Pur non avendo una rosa di grandissima qualità, i padroni di casa della Bolivia sono tra le sicure outsiders.

Va considerato, infatti, il fattore campo e un movimento calcistico che, in quegli anni, sta vivendo il momento di massimo splendore. Quella che a tutti gli effetti è considerata la generazione d’oro del calcio boliviano, ha preso parte per la terza volta nella propria storia al Mondiale Americano del 94. Nell’occasione riuscì a conquistare il primo e unico punto nella massima competizione iridata grazie ad un pareggio per 0-0 contro la Corea del Sud.  Le onorevoli sconfitte contro Spagna e Germania avevano dato comunque lustro ad un gruppo che, tre anni dopo, si sente pronta a emulare gli eroi del 63 che fecero impazzire un’intera nazione.

Due i punti di forza assoluti: il regista Erwin Sanchez, bandiera per tanti anni del Boavista e abilissimo sui calci piazzati e sui tiri dalla distanza e, soprattutto, Marco “El Diablo” Etcheverry, considerato il miglior giocatore boliviano di tutti i tempi.   Un attaccante tanto fantasioso e dotato tecnicamente quanto discontinuo e folle nei suoi comportamenti. Di contorno, la rosa è composta da onestissimi gregari come il bomber Moreno, i fratelli Castillo e Baldivieso. Quest’ultimo, anni dopo, da allenatore, farà esordire il figlio 12enne nel massimo campionato locale, venendo esonerato.

LE ALTRE PARTECIPANTI ALLA COPA AMERICA 97: A CACCIA DEL BRASILE DI RONALDO

Il blasone e la storia portano tra le favorite anche l’Argentina del CT Passarella. Nella realtà delle cose, però, l’Albiceleste sceglie di lasciare a casa tutti i propri assi, presentandosi con una formazione composta solo da giovani e da riserve. Tra loro, spicca l’estro di Gallardo e il centravanti Julio Ricardo Cruz, che in Italia ricorderemo con le maglia di Bologna e Inter, pronto a fare coppia con il flop del Napoli Calderon. Stessa politica viene scelta, in modo abbastanza discutibile, anche dai campioni in carica dell’Uruguay, che convocano una schiera di giovani promesse. Da menzionare un giovanissimo Alvaro Recoba, appena acquistato dall’Inter.

In formazione rimaneggiata si presentano anche il Cile e la Colombia. I primi lasciano a casa molte stelle tra cui Zamorano ma schierano il Matador Salas in prima linea. I colombiani sono privi di Higuita e Valderrama tra gli altri ma hanno elementi interessanti come un giovanissimo Ivan Ramiro Cordoba o la coppia offensiva composta da Asprilla e Aristizibal. Viste le tante assenze delle avversarie, un posto di rilievo tra le pretendi finisce per occuparlo il Messico, allenato dal CT giramondo Milutinovic. La Tricolores ha tanti buoni elementi tra le propria file come Blanco o il bomber Hernandez. Chiudono il cerchio delle partecipanti l’Ecuador, solido ma senza grande fantasia in campo, due compagini interessanti come Perù e Paraguay e le modeste Costa Rica e Venezuela.

LA FASE A GIRONI

La fase a gironi regala subito emozioni e sorprese. Nel gruppo A l’Argentina non va oltre il secondo posto. Frutto di 2 pareggi e una vittoria, lasciando così il primato del raggruppamento alla sorprendente formazione dell’Ecuador, spinta dai gol di Graziani. Quattro i punti totalizzati dal Paraguay di Chilavert mentre chiude a 0, mestamente, il Cile, eliminato in modo prematuro e anche sorprendente. Il gruppo B è quello dei padroni di casa della Bolivia, che sfruttano alla perfezione il fattore campo, riuscendo a vincere tutte e 3 le partite. Secondo posto ottenuto dal Perù con 6 punti, terzo l’Uruguay a 3 e ultimo il modesto Venezuela a 0, a cui non basta la presenza di un portiere molto forte come Dudamel.

Infine il gruppo C della Copa America 97, quello del Brasile di Ronaldo, da subito grande protagonista assieme a Romario. I verdeoro, all’esordio, strapazzano letteralmente il malcapitato Costa Rica con un perentorio 5-0. Apre Djalminha, poi autorete di Gonzalez, Ronaldo-show con una doppietta e rete finale di Romario con una gemma delle sue. Nella seconda sfida, la più importante, i brasiliani vanno sotto per 2-0 contro il Messico per via della doppietta di Hernandez ma ribaltano completamente la situazione grazie alle reti di Aldair, Romario e Leonardo. Nell’ultima sfida del girone il Brasile supera anche la Colombia per 2-0 (Dunga ed Edmundo) arrivando a quota 9. Secondo il Messico con 4, terza la Colombia a 3 e un solo punto per il Costa Rica.

I QUARTI DI FINALE

Nella fase a eliminazione diretta si parte con la clamorosa eliminazione dell’Argentina contro il Perù. Una partita che verrà ricordata soprattutto per la violenza inaudita vista in campo. Un’autentica caccia all’uomo di 90 minuti che vede ben 10 ammoniti e addirittura discussioni politiche nei giorni seguenti tra le due nazioni. La seconda sfida dei quarti i padroni di casa della Bolivia se la vedono con la Colombia in una partita complicata. I verdi vanno sul doppio vantaggio grazie alle reti nel primo tempo dei suoi due giocatori migliori, Etcheverry e Sanchez.

Inutile nella ripresa il gol di Gaviria, che fisserà il punteggio sul 2-1 finale: Bolivia in semifinale! Terzo quarto di finale che si risolve ai calci di rigore tra il Messico e l’Ecuador dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Nei tiri dal dischetto si trasforma in eroe il portiere Rios, solitamente riserva del pittoresco Campos ma promosso a titolare per la competizione e in grado di respingere ben 3 calci di rigore agli ecuadoregni. Infine, nell’ultima sfida dei quarti, il Brasile supera per 2-0 il Paraguay con un solo grande protagonista: Ronaldo. Il Fenomeno è in giornata di assoluta grazia, è imprendibile, ispirato e sigla una meravigliosa doppietta. Avrebbe modo di realizzare anche un altro gol ma Chilavert gli respinge un calcio di rigore.

IL DRAMMA DELLA BOLIVIA FINALISTA

Si arriva così alle semifinali. Nella prima i padroni di casa della Bolivia infiammano un intero popolo, battendo in rimonta il Messico per 3-1 e raggiungendo la finale a distanza di 34 anni dalla precedente. Erwin Sanchez, Ramiro Castillo e Moreno ribaltano la rete iniziale di Ramirez, qualificando i suoi per la finalissima. Ventiquattro ore dopo saranno raggiunti dal Brasile, che distrugge, annichilisce, umilia oltremodo il povero Perù. A Santa Cruz finisce addirittura 7-0 ma la cosa curiosa è che Ronaldo rimane a secco. In gol vanno Denilson, Flavio Conceicao, due volte Romario, due Leonardo e infine Djalminha. Prima dell’atto conclusivo va in scena la finalina per il terzo posto tra Messico e Perù, vinta per 1-0 dai messicani grazie al gol di Luis Hernandez. Con questa realizzazione, l’attaccante si laurea addirittura capocannoniere della Copa America 97 con 6 gol, precedendo Ronaldo stesso.

Il 29 Giugno  tutta la Bolivia è ferma, è un evento Nazionale e lo stadio Siles di la Paz è strapieno di festanti tifosi locali, pronti a spingere i propri beniamini verso l’impresa. Tuttavia la squadra boliviana è scossa per un tragico avvenimento di 3 giorni prima. Proprio nel giorno della seconda semifinale, quella tra Brasile e Perù, il piccolo figlio di Ramiro Castillo muore a soli 7 anni a causa di un’epatite. Il padre, autore del secondo gol in semifinale, decide di non scendere in campo, cosa che invece fa il fratello Ivan, comunque molto scosso. Qualche mese dopo, precisamente nell’Ottobre del 97, lo stesso Ramiro Castillo si toglierà la vita, impiccandosi in seguito all’insopportabile dolore per la perdita del figliolo. Purtroppo però il torneo ha delle date da rispettare e la partita si gioca ugualmente. (leggi QUI la drammatica storia di Castillo)

RONALDO RE INDISCUSSO DELLA COPA AMERICA 97

Di fronte alla Bolivia c’è il fenomenale Brasile, che prova a far valere la nette superiorità tecnica fin dalle prime battute. La gara, tuttavia, si sblocca solo nel finale del primo tempo grazie al gol di Edmundo, in campo al posto dell’indisponibile Romario. O’Animal, futuro centravanti della Fiorentina, sfrutta un clamoroso errore del portiere Trucco, 40 anni e vero e proprio punto debole della formazione boliviana. L’orgoglio, la spinta di un popolo intero e il ricordo del piccolo figlio di Castillo fungono da carica per la Bolivia.

In chiusura di primo tempo, al 45′, trova il pareggio grazie ad un siluro dalla lunghissima distanza del solito Erwin Sanchez, sul quale Taffarel imita il collega e combina una frittata che vale l’1-1.La gara sembra scivolare stancamente verso i tempi supplementari. I calci di rigore sembrano essere il vero obiettivo dei padroni di casa che, però, non hanno fatto i conti con un certo ragazzo 21enne, pelato e col numero 9 sulle spalle. Fino a quel momento Ronaldo se n’è stato buono, quasi in disparte, all’oscuro, poco coinvolto e poco voglioso di esserlo nonostante una Copa America 97 disputata da assoluto protagonista. Siamo al minuto 79 e Ronaldo riceve un pallone in profondità.

Si libera per la prima volta della marcatura rigida di Pena e con un formidabile sinistro in corsa infila il pallone esattamente sotto all’incrocio dei pali più lontano della porta difesa da Trucco. E’ il gol del nuovo vantaggio del Brasile, quello che sembra varcare il definitivo e insormontabile segno di differenza tra le due squadre. E nel recupero Ze Roberto, altro giocatore che avrà una notevole carriera a livello internazionale con le maglie di Bayer e Bayern, chiuderà la contesa su passaggio di Denilson.

TUTTI I GOL DELLA COPA AMERICA (VIDEO)

Per il Brasile si tratta del primo trofeo vinto fuori dai propri confini. Per la Bolivia è un secondo posto comunque di grandissimo orgoglio anche se probabilmente tutto l’ambiente sa che sarà impossibile, almeno per tanti anni, ripetere un simile traguardo. In quelle notti d’estate del 97 tanti tifosi e appassionati di calcio italiani, allietati anche dalle telecronache di una coppia storica come Caputi e Bulgarelli, vivono le magie di una coppa mai banale. Inoltre, vedono sbocciare, definitivamente, il talento di uno dei più grandi giocatori della storia del football, che sarà ovviamente eletto miglior calciatore del torneo: il Fenomeno Ronaldo!

A seguire, il video con tutte le segnature della Copa America 97, vinta dal Brasile di Ronaldo:

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