Roberto Mancini e il suo traumatico debutto nella Nazionale di Bearzot

Roberto Mancini Italia

Roberto Mancini e il trionfo europeo sulla panchina della Nazionale

Roberto Mancini si gode il trionfo ottenuto sulla panchina della sua Italia agli Europei nella finale di domenica sera a Wembley. Un successo che chiude il cerchio per l’allenatore jesino. Il Mancio aveva infatti preso una Nazionale reduce dal disastro della mancata qualificazione ai Mondiali 2018 portandola sul tetto d’Europa. Anche una sorta di riscatto per un rapporto con la maglia azzurra che da calciatore fu tutt’altro che idilliaco.

Roberto Mancini e il traumatico debutto con la Nazionale di Bearzot in una tournée americana

La combattuta storia d’amore tra Roberto Mancini e la Nazionale iniziò nel lontano 1984. L’attaccante della Sampdoria, dopo una buona gavetta nell’Under-21, ebbe la possibilità di debuttare con la Nazionale maggiore a neanche vent’anni. L’allora Commissario Tecnico Enzo Bearzot decise di convocarlo per una tournée in Nord America. Il 26 maggio arrivò l’atteso debutto nella gara contro il Canada subentrando nel corso della ripresa a Bruno Giordano. Una bella esperienza per un giovane calciatore. Una volta terminata la tournée nordamericana, i giocatori decisero di concedersi una serata di svago a New York. Così il giovane Mancini, insieme ai senatori Tardelli Gentile (fedelissimi di Bearzot),  si prese una sera in libera uscita girovagando per New York per tutta la notte e facendo una puntatina al mitico Studio 54, discoteca molto in voga all’epoca nella Grande Mela. Peccato però che la serata avvenne comunque durante il ritiro e il CT Bearzot non la prese molto bene. Beccati i tre giocatori in flagrante, se la prese in particolare con il più giovane, ovvero Mancini dicendogli perentoriamente:”Tu con me hai chiuso!”. Fu così che il futuro successore del Vecio concluse la sua tournée americana con gli azzurri e di fatto il suo rapporto con Bearzot che invece la fece passare liscia ai veterani Gentile e Tardelli. Una decisione che l’allenatore spiegò così nella sua biografia “Il romanzo del Vecio”, scritta da Gigi Garanzini:«Mancini se n’era fregato non tanto di me come persona quanto della responsabilità che portavo».

L’inizio di un rapporto alquanto tormentato con la maglia azzurra

Quella prima avventura con la maglia dell’Italia fu per Roberto Mancini l’inizio di una lunga e tormentata storia in azzurro. L’attaccante sampdoriano dovette aspettare due anni per tornare in Nazionale. Il CT che lo aveva buttato fuori dal gruppo aveva lasciato dopo i Mondiali del 1986. Il rapporto tormentato del Mancio con la maglia azzurra però proseguì con una serie di delusioni, su tutte quella di Italia ’90 e soprattutto con l’impossibilità di esprimere il suo talento, limitato talvolta dal suo essere un po’ testa calda. Troppi fuoriclasse nostrani affollavano la nostra Serie A e Roberto dovette accontentarsi spesso di un ruolo da comprimario. La vittoria di ieri è stata davvero la chiusura di un cerchio. Mancini ha riscattato il suo debito con la maglia azzurra entrando nel novero ristretto dei CT vincenti dove c’è anche Bearzot, Campione del Mondo nel 1982. L’11 luglio proprio come l’Italia di Mancini agli Europei.

FOTO: Fabrizio Bocca Facebook.

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