Quando Eidur Gudjohnsen subentrò al papà Arnor all’esordio in Nazionale!

Eidur Gudjohnsen esordì con l’Islanda nel 1996, sostituendo il papà!

Eidur Gudjohnsen papà

Eidur Gudjohnsen, forse il più grande giocatore islandese di sempre, esordì in Nazionale sostituendo il papà Arnor! I due, però, non ebbero mai l’opportunità di giocare contemporaneamente per il loro Paese!

EIDUR GUDJOHNSEN E IL PAPA’ ARNOR

L’Islanda, nel corso degli ultimi anni, ha avuto una notevole crescita da un punto di vista calcistico. Pur potendo attingere da un ridotto bacino d’utenza, la Nazionale scandinava ha ottenuto risultati storici, come le incredibili qualificazioni a Euro 2016 e al Mondiale 2018. Il calciatore che, forse più di tutti, ha scritto pagine indelebili per il proprio Paese è Eidur Gudjohnsen: un’istituzione, una leggenda assoluta. Basti vedere la sua carriera, che lo ha visto difendere perfino i colori di squadre come Chelsea e Barcellona, peraltro con ottimi risultati. Curiosamente, la sua è una famiglia di calciatori di grande livello, una vera e propria dinastia. Il figlio Andri Lucas, ad esempio, è uno degli attuali elementi dell’Islanda. Un attaccante classe 2002 del quale si dice un gran bene.

Di proprietà del Real Madrid, milita attualmente nella squadra B del club spagnolo e nel giorno del suo esordio in Nazionale proprio Eidur, attuale collaboratore tecnico dell’Islanda, gli ha dato una sorta di benedizione, abbracciandolo e baciandolo. Una scena che, per certi versi, ha ricordato proprio quella del suo esordio internazionale, datato addirittura 1996. Eidur Gudjohnsen, all’epoca 17enne, subentrò proprio al papà Arnor, stabilendo un record assoluto, come vedremo tra poco. Lo stesso Arnor, infatti, era un altro calciatore islandese di ottimo livello. Un attaccante che vantava esperienze con Bordeaux e Anderlecht, a dimostrazione del valore.

QUELL’ESORDIO DA RECORD

Come detto, Eidur ebbe l’occasione di esordire in Nazionale a soli 17 anni. All’epoca, il ragazzino era già passato da qualche mese al PSV Eindhoven, in Olanda. Di lui si parlava un gran bene sin dagli esordi precoci con il Valur. Il passaggio nei Paesi Bassi, tuttavia, non fu semplice. Gudjohnsen fu costretto a lottare con una serie di brutti infortuni alla caviglia, conseguenze di una tendinite mai diagnosticata precedentemente. Problemi che, inevitabilmente, ne rallentarono l’ascesa e lo riportarono a giocare in patria. Nonostante le ovvie difficoltà, Eidur continuava ad essere la grande promessa di tutto il calcio islandese. Per questo motivo, la convocazione, a soli 17 anni, in vista dell’amichevole contro l’Estonia, non sorprese poi neanche molto.

La gara si disputò a Tallin il 24 aprile del 1996. L’Islanda ebbe vita facile e si impose con un eloquente 3-0 in trasferta. L’occasione, dunque, divenne ghiotta per gettare nella mischia il più giovane talento dell’intero Paese. Nei minuti finali il CT Olafsson operò una sostituzione, richiamando in panchina uno degli uomini simbolo del calcio islandese come Arnor Gudjohnsen e fece entrare il piccolo Eidur. Al momento del cambio, il papà Arnor diede un bacio sulla guancia del figlio e lo abbracciò. Quell’avvicendamento, tra l’altro, rappresentava un assoluto record internazionale. Mai prima di allora un padre e un figlio avevano giocato nella stessa partita in sfide tra Nazionali.

IL RIMPIANTO

Da quel momento, sia i due calciatori che la Federazione iniziarono a progettare il successivo passo, che sarebbe coinciso con la presenza di entrambi i Gudjohnsen  in campo, nello stesso momento. La volontà comune, per festeggiare a sufficienza questo nuovo record internazionale, era di farlo in una gara interna, dinanzi alla propria gente. La data scelta fu quella della sfida interna contro la Macedonia, valida per le qualificazioni a Francia ’98 e che si sarebbe giocata un paio di mesi dopo l’amichevole con l’Estonia. Purtroppo, però, nel corso di una partita con l’Under 18, il più giovane dei Gudjohnsen subì un bruttissimo infortunio che lo tenne a lungo lontano dai campi di calcio.

Quando il talentuoso Eidur rientrò nel giro della Nazionale, il papà Arnor si era già ritirato dalla scena internazionale e il sogno dei Gudjohnsen svanì. Arnor, in ogni caso, continuò a giocare a livello di club sino a 40 anni suonati, ritirandosi nel 2001 dopo una buona stagione con lo Stijarnan. Eidur, invece, grazie anche all’impegno e al sacrificio, riuscì a diventare quel tipo di calciatore che tutto il popolo islandese sognava. Un’autentica leggenda, con una formidabile carriera alle spalle e che ha raggiunto traguardi che nessuno mai, in Islanda, ha neanche lontanamente avvicinato. Ora tutto è nelle mani del figlio Andri Lucas (ne ha anche un altro, Svein, meno promettente, però): chissà se riuscirà a emulare il grande Eidur!

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