Malta-Italia: l’ultima partita (con gol) di Gianluca Vialli in Nazionale

Vialli ultima partita nazionale

Il 19 dicembre del 1992, nella sfida di qualificazione ai Mondiali del ’94 tra Malta e Italia, Gianluca Vialli disputò la sua ultima partita in Nazionale. L’allora centravanti della Juventus sbloccò la gara nella ripresa ma da quel momento non fu più convocato da Arrigo Sacchi per via delle incomprensioni tra i due.

L’ULTIMA PARTITA IN NAZIONALE DI GIANLUCA VIALLI

E’ il dicembre del 1992 e la Nazionale Azzurra, guidata da Arrigo Sacchi, si appresta ad affrontare la trasferta di Malta per continuare la propria corsa verso Usa ’94. Un impegno, almeno sulla carta, molto agevole, tanto che la stampa e i tifosi italiani pregustano già una larga vittoria. Ma l’Italia, almeno per gran parte della propria storia, ha spesso deluso in queste circostanze e in quel di La Valletta non farà eccezione. Il CT continua i suoi cervellotici esperimenti, a caccia di quegli equilibri che sogna ma che vede ancora lontani. C’è l’ennesimo cambio di formazione ma stavolta in pochi ci fanno caso, dato che l’11 sceso in campo dovrebbe fare un solo boccone dei malcapitati avversari. Tra i pali c’è Gianluca Pagliuca, da tempo in lotta con Marchegiani per la maglia da titolare dopo l’esclusione di Zenga.

Difesa a 4 formata da Maldini, Costacurta, Baresi e Di Chiara. A metà campo spazio a Donadoni, Albertini, Eranio ed Evani. In avanti coppia Vialli-Signori. Proprio il centravanti, da poco passato alla Juventus, è uno degli uomini più attesi. Da tempo, il suo rapporto con il CT Sacchi non è proprio idilliaco. Alla base, svariate incomprensioni di natura tattica e un feeling mai del tutto scattato. In bianconero, Vialli non sta vivendo un primo periodo semplicissimo e segna con il contagocce, giocando spesso lontano dalla parte. Di contro, il tecnico di Fusignano lo vorrebbe vero e proprio finalizzatore. Nonostante tutto, però, il 9 è in campo da titolare ed è una delle maggiori attrazioni della gara. In pochi, però, immaginano che quella contro Malta, sarà anche l’ultima partita in Nazionale per Gianluca Vialli.

UN’ITALIA TROPPO BRUTTA PER ESSERE VERA

Il copione della gara è chiaro sin dall’inizio. Gli Azzurri provano a fare la gara ma senza ritmo, senza molte idee e, soprattutto, senza molta voglia. Il gruppo sembra già essere con la testa alle vacanze natalizie e sottovaluta del tutto l’impegno. Malta, invece, gioca raccolta, è ben messa in campo e bada soprattutto a non prendere la solita imbarcata. Ne esce una partita decisamente brutta, con un primo tempo che definire soporifero è un complimento. L’Italia, al di là di qualche spunto estemporaneo, non crea praticamente niente e si va all’intervallo sullo 0-0, nell’incredulità più totale. Nella ripresa, Sacchi lascia negli spogliatoi il terzino sinistro Di Chiara ed inserisce il centrocampista dell’Inter Alessandro Bianchi. La musica cambia, ma di poco. L’Italia è leggermente più propositiva, probabilmente scossa dalle grida del tecnico all’intervallo. Al 60′ Evani pennella un cross mancino dalla destra, che taglia fuori tutta la difesa maltese.

Il più lesto è Vialli, che come un falco si avventa sul pallone e, al volo, lo spedisce alle spalle del portiere Cluett. Passano appena 3 minuti e Giuseppe Signori con uno splendido pallonetto in corsa firma il 2-0. Tutta la truppa azzurra tira un sospiro di sollievo e il più sembra fatto. Invece, al 67′, l’arbitro decide di vestire i panni del protagonista. Franco Baresi tocca la palla chiaramente con le mani ma è nettamente fuori dall’area di rigore. La pensa diversamente il belga Goethals, che lo espelle ma, soprattutto, assegna un calcio di rigore che potrebbe riaprire tutto. Dal dischetto si presenta il numero 10 e capitano Laferla, il giocatore di maggior talento di Malta. Il suo tiro, però, è orrendo e Pagliuca riesce a respingere col corpo. Sembra passata la paura ma nel finale i padroni di casa riescono comunque a segnare con Gregory e l’Italia vive intensi e folli attimi di paura sino al triplice fischio. L’ultima partita dell’anno solare della Nazionale si chiude con un deludente 2-1, firmato dai gol di Vialli e Signori.

L’ESCLUSIONE DEL CENTRAVANTI

Al fischio finale, Arrigo Sacchi è furioso. Alla stampa, dichiara “Mi sono vergognato di avere assistito a questa partita. Non vedevo l’ora che finisse. È un buon risultato, ma soltanto per Malta”. Gli Azzurri torneranno poi in campo a fine gennaio, per un’amichevole contro il Messico. Non ci sarà più Gianluca Vialli, con il peso dell’attacco affidato a Baggio e a Roberto Mancini. Proprio l’ex gemello del gol di Vialli alla Samp, da lì a poco, sarà l’altro grande escluso del CT. Sacchi, dopo essersi faticosamente qualificato a USA 94, avendo la meglio in extremis del Portogallo, punterà tutto su Pierluigi Casiraghi nel ruolo di centravanti. Il 9 della Lazio, però, negli Stati Uniti deluderà e verrà quasi subito avvicendato da Daniele Massaro, agli ultimi sussulti della carriera. Proprio l’assenza di un vero uomo d’area, probabilmente, è stato il più grande limite nella spedizione azzurra ai Mondiali.

Spinti quasi unicamente dai gol di Roberto Baggio, gli Azzurri arriveranno in finale, salvo poi perdere ai rigori contro il Brasile. Proprio in quell’occasione, per sua stessa ammissione, Gianluca Vialli, davanti al televisore, tiferà contro i suoi ex compagni. Una reazione istintiva ad un’esclusione che l’attaccante della Juventus non si riuscirà mai a spiegare. Mancanza di feeling col CT e incomprensioni tattiche a privarlo dell’ultima grande occasione internazionale della carriera. E in molti, tutt’oggi, si chiedono cosa sarebbe potuto succedere se Sacchi lo avesse convocato, preferendolo ad un Massaro che graffiò soltanto contro il Messico. Gianluca Vialli, dopo la sua ultima partita a Malta, chiuse la sua avventura in Nazionale con 59 presenze e 16 gol. Un bottino discreto e nulla più, a dimostrazione di un rapporto, con la maglia dell’Italia, fatto di luci e ombre e che non lo ha visto mai dare il meglio. Vialli, tuttavia, si è poi ripreso ciò che il destino gli aveva tolto da dirigente, vincendo l’Europeo 2020 al fianco del suo grande amico, il CT Roberto Mancini!

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