Italia-Svizzera 1982, gli elvetici guastafeste dei Campioni del Mondo

Italia-Svizzera 1982

Italia-Svizzera, i precedenti sorridono agli azzurri tra le mura amiche

Italia-Svizzera sarà il match decisivo per gli azzurri di Roberto Mancini per ottenere il pass diretto per i Mondiali in Qatar del prossimo anno. Bisogna vincere per staccare gli elvetici al primo posto ed ottenere la qualificazione diretta alla rassegna iridata con un turno di anticipo. La cabala sorride alla nostra Nazionale che in casa ha quasi sempre vinto contro gli svizzeri. Svizzera che è l’avversario che ha fronteggiato più volte la nostra squadra con ben 58 precedenti. Per vedere l’Italia sconfitta dalla Svizzera tra le mura amiche bisogna tornare infatti a quasi quarant’anni fa: ovvero ad un’amichevole disputata nel 1982, un anno importante per il nostro calcio.

Italia-Svizzera e quel precedente negativo del 1982

Il 27 ottobre 1982, infatti, si disputava allo stadio Olimpico di Roma (sede designata anche del match di stasera) l’incontro amichevole Italia-Svizzera. La Nazionale azzurra, da pochi mesi laureatasi Campione del Mondo nel Mundial di Spagna, affrontava la rappresentativa elvetica in quella che era la sua prima uscita ufficiale dopo i Mondiali. Le due squadre si erano affrontate anche poche settimane prima dei Mondiali a Ginevra e in quell’occasione i padroni di casa fermarono la formazione del discusso CT Enzo Bearzot sull’1-1 con le reti di Barberis per gli svizzeri e il pareggio azzurro di Cabrini. Insomma, un avversario da non sottovalutare per i neo Campioni del Mondo. Eppure l’atmosfera nello spogliatoio azzurro l’atmosfera era decisamente rilassata. Gli eroi di Spagna prima della gara si concessero una piccola partitina di calcio tennis con i loro borsoni, mentre i giocatori elvetici si scaldavano intensamente nel tunnel dell’Olimpico. Non immaginavano che la musica in campo sarebbe stata molto diversa da quella di Madrid pochi mesi prima.

La palombella di Elsener che mise rovinò la festa ai neo Campioni del Mondo davanti ai loro tifosi

Fin da subito si capì che dell’Italia ammirata in quella magnifica serata al Bernabeu e in quel magnifico Mondiale c’era ben poco all’Olimpico. Eccezion fatta per i numeri sulle maglie azzurre dei calciatori che erano gli stessi del Mundial e dell’arbitro, quel Coelho che alzò al cielo la palla nel dare il triplice fischio dell’ultimo atto di Spagna ’82. Presente in tribuna anche il Capo dello Stato Sandro Pertini, il Presidente che dopo quella sera dell’11 luglio divenne il più amato dagli italiani. Bearzot in panchina si sbracciava sconsolato come se non riconoscesse i suoi ragazzi. L’Italia sembrava slegata e demotivata al cospetto di una Svizzera che giocò una gara corretta, vera ma tutt’altro che molle. Tra gli azzurri sembravano salvarsi solo Zoff Rossi. Peccato che Pablito dovette lasciare il campo dopo poco più di mezz’ora per infortunio, mentre Zoff lasciò spazio a Bordon ad inizio secondo tempo. Proprio il subentrato portiere azzurro si fece sorprendere dalla palombella di Rudolf Elsener che lo scavalcò per lo 0-1 elvetico. L’ala svizzera sfuggì alla marcatura di Gentile e siglò un gol che rovinò la festa italiana. Stasera l’Italia Campione d’Europa gioca proprio contro i rossocrociati sperando che si ripeta la storia di pochi mesi fa agli Europei.

FOTO: soloanni80 il calcio più bello di sempre Facebook.

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