Italia-Spagna del 2004, l’ultima partita in Nazionale di Roberto Baggio

Roberto Baggio ultima partita Nazionale

Il 28 aprile del 2004, in occasione della partita amichevole tra Italia e Spagna, Roberto Baggio dava l’addio alla Nazionale. Un rapporto tormentato con i colori Azzurri, per via della nota ostilità di molti CT nei suoi confronti. Lo stesso Trapattoni, pur mandandolo in campo in quella gara contro le Furie Rosse, lo aveva escluso dal Mondiale 2002.

28-04-2004: L’ULTIMA PARTITA IN NAZIONALE DI BAGGIO

Il caso è ancora oggi aperto, con i tantissimi fans di Roberto Baggio a chiedersi se quello di Trapattoni fu un riconoscimento alla sua carriera o un semplice contentino per ciò che era successo due stagioni prima. Erano passati quasi 5 anni dall’ultima volta in Azzurro del Divin Codino: tanti, troppi per quello che è stato, probabilmente, il giocatore più osannato dalle folle italiane. Un Campione senza tempo, che fa discutere e innamorare anche a distanza di 17 anni dal ritiro. Il 10 per antonomasia che scatenò una guerra, passando dalla Fiorentina ai rivali della Juventus. Poi, le maglie delle altre 2 big del nord, il Milan e l’Inter. Roba da farsi odiare ovunque ma non nel suo caso. Superata la delusione iniziale per l’addio, Baggio è sempre stato ricordato per quello che era.

Un trequartista sublime, un vero fuoriclasse e un esempio di umiltà e professionalità. Il 28 aprile del 2004 non fu una semplice amichevole quella tra l’Italia di Giovanni Trapattoni e la Spagna. Match senz’altro ricco di contenuti, tra due delle grandi del calcio continentale che stavano preparando l’imminente Europeo. Il tema principale che incollò milioni di appassionati al televisore, era l’ultima partita in Nazionale di Roberto Baggio. Una convocazione per certi versi preannunciata ma messa a rischio da alcuni problemi fisici del giocatore del Brescia. Alla fine, il Divin Codino rispose presente. Immancabile maglia numero 10 sulle spalle, fascia di capitano e un’accoglienza da autentica leggenda da parte del pubblico del Marassi di Genova. Per gli 87′ in campo, tutta Italia ha cercato di spingerlo verso un gol che non è arrivato, seppur per poco.

IL RITORNO DOPO 5 ANNI DI POLEMICHE

Era dal 31 marzo del 1999 che Baggio non giocava con la maglia Azzurra. Subentrò nei 25 minuti finali di un deludente incontro pareggiato per 1-1 ad Ancona contro la Bielorussia. Era l’Italia di Dino Zoff, il CT che ereditò il gruppo reduce dal Mondiale 98 con Cesare Maldini. Di quella squadra, faceva parte anche il Divin Codino. L’ex portiere della Juventus lo schierò in 3 occasioni e solo nell’amichevole con la Norvegia da titolare. In testa, aveva altri piani, che portavano direttamente ai nomi di Alex Del Piero e dell’emergente Francesco Totti. Quando, nel corso del campionato 99-2000, Baggio finì ai margini del progetto Inter per via delle note diatribe con Lippi, Zoff colse immediatamente la palla al balzo e lo estromise dal giro azzurro. Con l’avvento di Trapattoni, il tormentone ricominciò, più forte che mai.

Perchè, nel frattempo, Roberto Baggio era passato al Brescia, regalando magie con una continuità che mancava da tempo. Rinvigorito dalla cura Mazzone e dall’amore della piazza, il Divin Codino divenne l’autentico trascinatore delle Rondinelle. Per tutto il primo anno di gestione, Trapattoni andò avanti per la sua strada, puntando a sua volta su Totti e Del Piero. Nella stagione 2001-2002, quella che portava al Mondiale, però, dovette fare i conti con il rendimento del calciatore, ancor più che con la pressione di un intero popolo. Perchè il Baggio di quei primi mesi di Serie A era quanto di più vicino alla perfezione. Viaggiava alla media di un gol a partita, a 35 anni. A quel punto, messo alle strette, il CT, che già aveva avuto Baggio alla Juventus, riconsiderò la sua posizione e avvisò il trequartista che, qualora fosse stato in forma, lo avrebbe convocato.

Il destino, però, si mise per l’ennesima volta contro il 10 di Caldogno. Il ginocchio, il solito maledetto ginocchio, gli iniziò a dare problemi attorno alla fine del girone di andata. Un paio di distorsioni, la fretta di rientrare con l’intenzione di convincere Trapattoni e poi il crack. Il 4 febbraio partì il crociato, con interessamento del menisco. A 4 mesi dal Mondiale, era praticamente una resa certa. E invece, nonostante l’età e una parte della testa che diceva di fermarsi, Baggio lottò contro tutto e tutti e il 21 aprile tornò in campo, entrando negli ultimi minuti di un match contro la “sua” Fiorentina. Come finì? Baggio fece doppietta, segnando anche all’ultima di campionato. Ma non fu sufficiente a convincere Trapattoni, che lo escluse comunque.

IL MATCH DEL MARASSI

Per la sua ultima partita in Nazionale, Baggio fu schierato da trequartista puro nel 4-2-3-1 azzurro. Di fatto, era forse la prima volta che accadeva con la maglia dell’Italia. Sempre stritolato dal tatticismo, il Divin Codino si era praticamente sempre “sacrificato” da seconda punta. Trapattoni gli affiancò Fiore sulla destra e Marco Di Vaio sulla sinistra, mentre il riferimento avanzato era il titolarissimo Bobo Vieri. Per il resto, il CT si affidò a Buffon tra i pali. Linea a 4 formata da Panucci, Cannavaro, Materazzi e Zambrotta. Simone Perrotta e Andrea Pirlo formavano la mediana alle spalle dei già citati 4 calciatori offensivi.

Assenti sia Totti che Del Piero, coloro che furono sempre messi a confronto con Baggio, quando avrebbero sicuramente potuto essere complementari. Dall’altra parte, la tecnica e la qualità delle Furie Rosse del CT Saez. Una squadra non ancora sui livelli di quella che da lì a poco dominò il calcio mondiale, ma comunque di notevole spessore. In campo, c’erano calciatori come Casillas, Salgado, Helguera, Xabi Alonso, Raul o Morientes. Insomma, gli ingredienti giusti per una grande serata di calcio. E poi, Baggio sembrò da subito ispirato. Libero di agire e di collocarsi nelle posizioni più gradite per ricevere palla, il 10 del Brescia regalò numerose magie.

Dopo un inizio di chiaro marchio iberico, con diverse occasioni fallite e un gol annullato a Helguera, l’Italia cominciò lentamente ad ingranare. Uno splendido velo di Baggio liberò Perrotta al tiro a botta sicura ma un difensore spagnolo respinse a pochi metri dalla porta. Poi, al 44′, la prima grande occasione per Roby, imbeccato da una splendida punizione dell’ex compagno al Brescia, Andrea Pirlo. Il colpo di testa del 10, però, non fu dei migliori e la palla sfilò a lato di poco. Si concluse un primo tempo tutto sommato equilibrato, nonostante la lieve supremazia spagnola nei primi minuti. Nella ripresa, Trapattoni cambiò alcuni degli interpreti del suo 4-2-3-1.

IL SECONDO TEMPO DELL’ULTIMA PARTITA DI BAGGIO IN NAZIONALE

Ad inizio ripresa, tra gli Azzurri vi erano tre volti nuovi: Angelo Peruzzi, Matteo Ferrari e Massimo Ambrosini. La Spagna passò in vantaggio dopo 7′ di gioco con il giovane centravanti Fernando Torres, scattato in profondità e bravo a trafiggere il portiere azzurro con un bel diagonale di destro. L’Italia del Trap trovò immediatamente il pari con un prepotente colpo di testa di Christian Vieri a pochi metri dalla porta di Casillas. Ripristinato il punteggio di parità, gli occhi tornarono tutti su Roberto Baggio. Al 24′, imbeccato da un lungo lanciò, fuggì alle spalle della linea difensiva.

Con invidiabile mobilità, anticipò perfino l’uscita di Casillas, spostandosi il pallone con la testa. Nel dribbling, però, finì per allargarsi troppo e, da posizione molto defilata, calciò a lato col mancino nonostante la porta fosse sguarnita. Era evidente la grande voglia di Baggio di impreziosire la sua ultima partita in Nazionale con un gol e il fantasista ci provò, poco dopo, anche su calcio piazzato ma senza riuscire a battere il subentrato Canizares. Al minuto 87 tutto il Luigi Ferraris di Genova si alzò in piedi per la sostituzione: fuori il Divin Codino e dentro Miccoli.  Si concludeva definitivamente la carriera con l’Italia del 10 più amato e allo stesso tempo più discusso.

Nonostante l’evidenza, però, qualcuno in tribuna non accettava la cosa e comparse uno striscione che ne inneggiava la convocazione per Euro 2004 a discapito di Del Piero. Ovviamente, Trapattoni non lo chiamò e Roby si ritirò definitivamente il 16 maggio di quello stesso anno. Dopo aver giocato la sua ultima partita in Nazionale, Baggio fece lo stesso anche con la maglia del Brescia in una sfida col Milan. Tutta San Siro si alzò in piedi per omaggiarlo. A 37 anni diceva basta una vera e propria leggenda vivente. Se ti interessa vedere tutta la partita tra l’Italia e la Spagna di quel 28-04-2004, clicca QUI.

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