Baggio e il ritorno movimentato con l’Italia a Firenze nel 1990

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Da Baggio a Donnarumma: l’eco di addii dolorosi che hanno avuto strascichi anche in Nazionale

C’è grande attesa per il match di San Siro tra Italia Spagna per la semifinale di Nations League stasera. Un match che vedrà tra le altre cose anche il ritorno di Gianluigi Donnarumma in quello che è stato fino a pochi mesi fa il suo stadio con la maglia del Milan. I tifosi rossoneri hanno già mostrato la loro fredda accoglienza nei confronti del portiere, un po’ come accadde qualche anno fa ad una leggenda del calcio italiano come Roberto Baggio. 

Il ritorno di Roberto Baggio a Firenze con la Nazionale dopo il trasferimento alla Juve nel 1990

Il Divin Codino, infatti, visse una situazione simile a quella di Donnarumma nel lontano 1990 e a ridosso di una manifestazione ancora più importante come i Mondiali di Calcio che, in quell’anno, si disputavano proprio in Italia. Ad un mese dall’inizio della rassegna iridata, il numero 10 allora della Fiorentina passò clamorosamente alla Juventus, acerrima nemica dei viola. Una cessione, la sua, che fece molto discutere fino a scatenare una vera e propria rivolta con i tifosi della Fiorentina che misero letteralmente a ferro e fuoco la città di Firenze. A scatenare ancora di più l’ira funesta dei fiorentini fu la sconfitta della Viola in finale di Coppa Uefa proprio contro la Vecchia Signora, con tanto di immancabili polemiche. In questo clima, Baggio e l’Italia si avvicinavano al Mondiale casalingo. Manifestazione che vedeva Firenze tra le città ospitanti e Coverciano come sede iniziale del ritiro azzurro. Proprio a Coverciano accadde un episodio significativo.

L’incontro “ravvicinato del terzo tipo” tra il Divin Codino e alcuni tifosi viola a Coverciano

Il primo allenamento dell’Italia a Coverciano, in vista dei Mondiali, si svolse a porte aperte. Presenti cinquecento tifosi che, evidentemente, erano in primis tifosi della Fiorentina. Quando Baggio uscì dagli spogliatoi insieme a Totò Schillaci (futuro compagno di squadra in bianconero), quest’ultimo gli mise un braccio intono al collo, forse per incoraggiarlo. Per tutta risposta partì un coro dai tifosi:”Schillaci, non toccarlo! Schillaci non toccarlo!” che andò avanti per mezz’ora circa. A quel punto, uno spazientito CT Azeglio Vicini si avvicinò alla tribuna tentando di convincere i tifosi a smettere di urlare quel coro. Il tentativo di Vicini però andò a vuoto e lo staff della Nazionale fu costretto a disputare a porte chiuse i successivi allenamenti a Coverciano. Addirittura, di lì a poco gli azzurri decisero di trasferirsi a Marino, sui castelli romani, per preparare al meglio Italia ’90. C’è da scommettere che l’accoglienza di San Siro a Donnarumma stasera non sarà più calorosa. La speranza è che la contestazione non vada oltre i classici fischi e qualche striscione, magari un po’ colorito.

FOTO: Vincerà – The Story of Italia ’90 podcast Twitter.

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