Quel dito medio a Usa 94 che costò la Nazionale a Stefan Effenberg!

La reazione dell’ex centrocampista della Fiorentina che gli costò l’esclusione dalla Nazionale per ben 4 anni!

Stefan Effenberg dito medio

Durante la terza gara del girone C della Coppa del Mondo 1994 tra Germania e Corea del Sud, il centrocampista Stefan Effenberg alzò per ben due volte il dito medio verso i propri tifosi. Il CT Berti Vogts, che già sopportava poco la personalità dell’ex calciatore della Fiorentina, colse la palla al balzo per rispedirlo a casa!

STEFAN EFFENBERG E IL DITO MEDIO!

Stefan Effenberg era un centrocampista di grande classe ma, soprattutto, di grande personalità. In Italia lo abbiamo visto all’opera con la maglia della Fiorentina. Dopo l’assurda retrocessione nel 92-93, decise di rimanere, diventando capitano nel trionfale cammino che riportò i toscani in A. Tornato in patria, continuò ad essere uno dei migliori calciatori tedeschi e quindi, ovviamente, a far parte della Nazionale allenata da Berti Vogts. Lo stesso CT, però, non aveva di certo un gran rapporto con Effe, digerendo a fatica il suo carattere diretto e il suo carisma. Nonostante il poco feeling, però, fu quasi costretto a convocarlo per USA 94. Quella Germania, infatti, era una squadra a fine ciclo, con un’età media molto alta e una mancanza preoccupante di ricambi generazionali. Rinunciare ad uno dei migliori calciatori del Paese sarebbe stato un errore imperdonabile.

Così, Stefan Effenberg, maglia numero 20 sulle spalle, si apprestava a guidare i tedeschi nel difficile cammino per la difesa del titolo conquistato 4 anni prima in Italia. Già durante il ritiro pre-competizione, l’ex Viola capì che il clima era teso e che i modi bruschi di Vogts avrebbero potuto portare ad uno scontro tra i due. Il tecnico, infatti, nel primo discorso pronunciato alla squadra, si basò quasi unicamente sulle norme comportamentali, minacciando letteralmente la rosa. Disse loro di aver fatto acquistare già due biglietti a data aperta alla Federazione per rispedire a casa chi non rispettava il regolamento. Stefan Effenberg ebbe subito la sensazione che Vogts lo stesse puntando ma non poteva immaginare che lui stesso avrebbe messo la “firma” su quel biglietto con un dito medio qualche settimana più tardi!

LA CONTESTAZIONE DEI TIFOSI AL MOMENTO DEL CAMBIO

Nelle prime due gare del Mondiale, la Germania non brillò particolarmente. L’esordio fu molto deludente. Opposti alla rivelazione Bolivia, la grande sorpresa tra le partecipanti, i tedeschi impiegarono ben 61′ di gioco per sfondare il fortino avversario. L’1-0 finale non soddisfò minimamente la critica, che parlò di squadra scarica fisicamente ed emotivamente. Le cose non migliorarono nel successivo impegno contro la Spagna. Le Furie Rosse, di certo superiori come caratura ai boliviani, erano sulla carta alla portata della banda di Berti Vogts, eppure riuscirono a strappare un prezioso 1-1, andando perfino in vantaggio. Tra i calciatori più presi di mira c’era proprio Stefan Effenberg. Il centrocampista, particolarmente impreciso nelle prime due partite, non era mai riuscito a dettare i tempi di gioco.

Nel terzo match, ultimo del girone C, i tedeschi avrebbero sfidato la Corea del Sud, con l’obiettivo di conquistare i tre punti che avrebbero garantito il primo posto. La partita sembrò scivolare via senza troppi patemi, dato che già al 36′ la Germania era avanti per 3-0 e aveva finalmente giocato un calcio convincente. Nella ripresa, però, la musica cambiò totalmente. I campioni del Mondo in carica staccarono completamente la spina, convinti di aver ormai archiviato la pratica. I coreani, invece, senza più nulla da perdere, tornare in campo con un piglio completamente diverso. Già dopo 17′ del secondo tempo, la partita era riaperta. Sul 3-2, vedendo gli spettri di un’umiliante rimonta, Vogts decise di coprirsi e tirò fuori proprio Effe, tra i più deludenti, per inserire Helmer (un difensore). Al momento del calcio, la tifoseria tedesca iniziò a fischiare all’indirizzo di Stefan Effenberg, che senza pensarci troppo, si girò verso di loro e per ben due volte alzò il dito medio!

BEN 4 ANNI DI ESILIO DALLA NAZIONALE

Dopo il gestaccio, durato una manciata di secondi, l’ex calciatore della Fiorentina era convinto di averla fatta franca. Molti dei presenti, anche tra gli spettatori stessi, non si erano accorti dell’accaduto. Soltanto in serata, a qualificazione archiviata, i vertici federali informarono Berti Vogts dell’episodio sgradevole. Il CT, dopo essersi consultato con il presidente della Federazione Egidius Braun, decise di intervenire duramente. Comunicò a Stefan Effenberg che avrebbe dovuto immediatamente abbandonare il ritiro della Nazionale dopo quel vergognoso dito medio. Vogts aggiunse che finché ci sarebbe stato lui sulla panchina tedesca, il calciatore non sarebbe più stato convocato. Lo stesso CT ricordò che già 2 anni prima, all’Europeo, Effe aveva creato problemi al gruppo e lo definì un bugiardo.

Anche il presidente Braun rincarò la dose, affermando che l’immagine del calcio tedesco in un paese come gli USA era stato leso per colpa del centrocampista. Effenberg, invece, tornato a casa, disse che quel cambio era stato ridicolo e che, pur avendo sbagliato nella reazione, non poteva accettare più la situazione che si era creata con l’allenatore. La Germania, in ogni caso, non fece molto strada negli Stati Uniti. Dopo aver passato l’ottavo di finale a fatica contro il Belgio, fu clamorosamente estromessa dalla Bulgaria. Effenberg, invece, rimase fuori dalle convocazioni durante tutta la gestione Vogts, che si concluse al termine dei pessimi Mondiali francesi. Erich Ribbeck, nuovo CT, chiamò Effenberg per due amichevoli poco dopo il passaggio del calciatore al Bayern Monaco nell’estate del 1998. Le partite contro Malta e Romania furono le sue ultime uscite internazionali mentre a livello di club, nonostante l’età che avanzava, continuò a dimostrare di essere un grande calciatore.

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