Quando lo sceicco del Kuwait annullò un gol alla Francia a Spagna ’82

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LO SCEICCO DEL KUWAIT AL MONDIALE ’82

Il Mondiale spagnolo del 1982 rimane uno dei momenti più iconici nella storia di noi italiani. Le stoccate di Paolo Rossi trascinarono la nazionale di Bearzot alla vittoria finale contro la Germania. In quella calda estate, però, si verificarono diversi episodi controversi: dal “biscottone” tra Germania Ovest e Austria per far fuori l’Algeria, all’intervento killer di Schumacher su Battiston, fino alla vergognosa campagna della stampa contro i nostri azzurri. Quell’edizione inoltre fu la prima che vide 24 squadre partecipare. Ma il culmine, il livello di degenero di quel Mondiale fu toccato con un clamoroso siparietto in Francia-Kuwait. Le due squadre si trovavano nel gruppo 4 della manifestazione insieme a Cecoslovacchia e Inghilterra. Nel primo turno i britannici superarono 3-1 i transalpini a Bilbao grazie alla doppietta di Robson e alla rete di Mariner. Di Soler fu il gol del momentaneo ed inutile pareggio.

Nell’altra partita, invece, ci fu un sorprendente 1-1 tra Cecoslovacchia e Kuwait; reti di Panenka e Al Dakheel. Gli asiatici erano delle matricole al Mondiale, nonché perfetti sconosciuti che la maggior parte degli osservatori non avevano mai visto giocare. Nella seconda giornata, gli inglesi di Ron Greenwood confermarono la loro forza battendo i cechi 2-0, issandosi così al primo posto del girone. Il giorno dopo, la Francia cercò di riscattarsi dalla debacle iniziale contro il Kuwait del futuro campione del mondo 1994, Carlo Alberto Parreira. I “Galletti” dovevano per forza vincere per continuare il cammino nella fase finale. Il CT francese Michel Hidalgo decise così di fare qualche cambio rispetto al primo impegno contro l’Inghilterra.

Sostituì entrambi i terzini mettendo Amoros e Janvion al posto di Battiston e Lopez. Inoltre, fece fuori Larios e Rocheteau per dare spazio a Lacombe e Genghini. Dal primo minuto partì anche Six. Il Kuwait, dal canto suo, aveva poco da perdere ma comunque scese in campo con l’11 titolare della prima partita.

L’EPISODIO

Il primo tempo fu un monologo vero e proprio, con i transalpini che dominarono e segnarono 2 reti senza subirne grazie a Genghini e Platini. Dopo tre minuti dall’inizio della ripresa, Six calò il tris e al 75′ gli asiatici accorciarono con Al-Buloushi. Il fattaccio avvenne prima del minuto 80. L’attaccante del Bordeaux Alain Giresse si ritrovò davanti al portiere senza essere contrastato, concludendo comodamente a rete per il quarto gol francese. In un primo istante non si capì il motivo per cui i giocatori del Kuwait non lo abbiano fermato, o perlomeno limitato. Dopo la rete si scatenò una rivolta dei kuwaitiani contro l’arbitro; i calciatori della nazionale si sarebbero fermati per aver sentito un presunto fischio da parte sua. In realtà quel fischio il direttore di gara non lo fece mai, proveniva dagli spalti.

In tribuna era presente lo sceicco emiro Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, presidente della Federcalcio. La squadra si rivolse a lui in modo da sfruttare i suoi pieni poteri al fine di ottenere giustizia. Lo sceicco del Kuwait, così, entrò in campo e, accerchiato da fotografi, ufficiali e giornalisti, minacciò il ritiro della propria nazionale. L’arbitro Stupar, forse intimorito o troppo poco sereno per far valere la propria autorità, annullò una rete regolarissima. Ma gol o non gol per i Galletti cambiava poco: la partita era in tasca e all’89° la quarta rete arrivò ugualmente con Bossis. Il post gara fu un polverone di polemiche. La giacchetta nera, tempo dopo, vedrà la propria carriera sgretolarsi: quel Francia-Kuwait fu la sua ultima direzione internazionale e, successivamente, venne radiato.

L’episodio destò scalpore e minacciò la credibilità della Coppa del Mondo. La Federazione calcistica del Kuwait venne multata e il gesto di Fahad Al-Ahmed fu inserito dal Times al nono posto delle vergogne più grandi della storia dei Mondiali. L’emiro morì poi nel 1990 con la Guerra del Golfo (invasione del Qatar nel Kuwait). Secondo alcune fonti morì combattendo nella battaglia del palazzo di Dasman, secondo altre fu catturato e ucciso mentre tentava la fuga in Europa.

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