La Nazionale “Fantasma” dell’Argentina, nata da una genialata di Omar Sivori

Nazionale Fantasma Argentina

Nel 1973 l’ex campione Omar Sivori, alla guida della Nazionale dell’Argentina, ideò una selezione “fantasma”. Il team disputò una sola partita ma fu decisivo per la qualificazione ai Mondiali del 74!

OMAR SIVORI E LA NAZIONALE FANTASMA ARGENTINA

Omar Sivori ha 38 anni, si è ritirato da qualche anno dalla sua importante carriera di calciatore. Tornato in Patria, dopo i gloriosi anni nel campionato italiano, ha intrapreso la strada da allenatore. Due esperienze, con Rosario Central ed Estudiantes che evidentemente convincono la Federazione argentina ad affidargli la disastrata selezione nazionale. Una squadra, quella dell’Albiceleste, che è reduce dal fallimento del 1970, anno in cui ha toppato la qualificazione ai Mondiali. L’eliminazione, per mano del Perù in quell’occasione, ancora è viva e il seguente biennio è ancora ricco di delusioni.

La Federazione decide così di esonerare Juan Josè Pizzuti e affidare la Nazionale a Omar Sivori. L’ex attaccante di Juventus e Napoli accetta l’offerta e si ritrova a guidare i suoi connazionali nella corsa per il Mondiale del 74. C’è da affrontare il girone di qualificazione, che non è certamente dei più semplici. In quel periodo, in Sudamerica si disputano dei triangolari, con la prima classificata che accede al Mondiale seguente. L’Argentina è capitata in un gruppo con Paraguay e Bolivia, avversari decisamente ostici. I primi per il noto agonismo, l’organizzazione e la solidità. I boliviani soprattutto per un fattore, che tuttora terrorizza tutte le altre sudamericane: l’altura di La Paz.

Gli oltre 3500 metri dal livello del mare sono un particolare di importanza notevole. Manca l’ossigeno, le gambe sembrano più pesanti ed è facile andare incontro a brutte figure. Inoltre, il calendario ha designato la sfida di La Paz come ultima del girone, per cui sicuramente decisiva ai fini della qualificazione. Per questo, Omar Sivori, assieme alla Federazione e al suo staff, cova una geniale idea, mai più replicata da nessuno: creare una nazionale argentina “fantasma”.

LA STUPEFACENTE ESPERIENZA DEI “FANTASMI” ARGENTINI

In cosa consiste questa nazionale “fantasma” argentina? In poche parole, Sivori dirama due liste di convocati. La prima, quella ufficiale e composta dai titolarissimi, avrebbe affrontato le prime 3 gare del girone. Un’altra selezione, invece, composta da giovani, riserve e elementi alla prima esperienza, si sarebbe recata in altura in largo anticipo, preparando la sfida con i boliviani. Ovviamente, il tutto doveva rimanere assolutamente top secret. In questa squadra vengono convocati calciatori come Ruben Glaria, Marcelo Trobbiani, Ruben Galvan, Aldo Poy, Oscar Fornari, Ricardo Bochini e un giovanissimo Mario Kempes. Sotto la guida del vice di Sivori, Miguel Ubaldo Ignomiriello, partono alla volta di La Quiaca, un altopiano situato al confine con la Bolivia a ben 3500 metri dal livello del mare.

Le condizioni sono durissime, anche perchè ci si trova in pieno inverno. Devono rimanere qui per ben 45 giorni, senza ricevere stipendio, allenandosi in condizioni avverse e organizzando amichevoli fortuite e “segrete” contro formazioni locali. Queste amichevoli, inoltre, sono anche utili  per fare cassa e pagarsi le varie spese. Iniziano un tour micidiale, che li vede recarsi addirittura in Perù per giocare a 3600 metri. Si allenano in campo pessimi, pieni di buche, innevati. Con loro c’è addirittura uno psicologo, il dottor Horacio Escudero, che lavora affinchè nessuno di loro crolli mentalmente. Ma qualcuno non ce la fa e così i calciatori dei River Plate Jorge Troncoso, Reinaldo Carlos Merlo e Juan José Lopez si tirano indietro e tornano a casa.

Il piano sta riuscendo talmente bene che, per lunghe settimane, neanche la stampa argentina viene a conoscenza del fatto. Nessuno sa che fine abbiano fatti i calciatori in questione. Quando la voce inizia ad arrivare finalmente a Buenos Aires, nel corso degli ultimi giorni di ritiro, la stampa conia il  termine “selezione fantasma”. Nel frattempo, la Nazionale A sta portando avanti il proprio cammino. Lo fa ottenendo due vittorie e un pareggio ad Asuncion nelle gare disputate. Per qualificarsi, occorre battere appunto la Bolivia. Più che mai, l’apporto della nazionale fantasma diventa fondamentale.

LA GARA DECISIVA A LA PAZ

Con la gara decisiva alle porte, Sivori sbarca a La Paz soltanto poche ore prima e si porta dietro alcuni dei titolari. A rinforzare la nazionale fantasma argentina, arrivano Daniel Carnavali, Rubén Ayala, Rodolfo Tech, Angel Bargas, Daniel Tagliani e Osvaldo Cortés. Il tecnico dell’Albiceleste sceglie questa formazione iniziale: Carnevali, Glaría, Bargas, Tagliani, Cortés, Telch, Galván, Poy, Fornari, Ayala, Kempes. Il match inizia subito con un’occasione importante fallita dallo stesso Kempes, poi i padroni di casa sembrano prendere il controllo della gara. Crea diverse occasioni nei primi minuti, di cui una clamorosa su svarione di Bargas. Ma al 15′ la contesa si sblocca: Ruben Ayala, servito da Poy, cerca la porta con un tiro di prima.

La conclusione, però, si trasforma in un assist per Oscar Fornari, detto “il Passero”. L’attaccante del Velez è alla prima e unica presenza in Nazionale ma ripaga la fiducia. Si avventa su quel tiro sbilenco in tuffo di testa e infila la porta boliviana. E’ l’1-0 che decide il match (clicca QUI per vedere la rete). Da lì in avanti i boliviani si riversano in attacco e schiacciano gli argentini. Tuttavia, memore anche dei suoi trascorsi italiani, Sivori barrica i suoi con una stoica fase difensiva che alla fine paga. Entrano Bocchini e Trobbiani a rinforzare la squadra con energie fresche e alla fine la qualificazione diventa cosa fatta!

Omari Sivori è riuscito, con un’idea geniale, a compiere l’ennesimo miracolo della sua carriera. Tuttavia, l’impresa non basta e a pochi mesi dal Mondiale viene clamorosamente esonerato. Al suo posto viene scelto Vladislao Cop. La sua esperienza sarà piuttosto fallimentare. Prima si macchierà dell’umiliante sconfitta in amichevole contro una selezione di semi professionisti di Rosario, tra cui il “Trinche” Tomas Carlovich. Successivamente verrà sonoramente battuto per 4-0 dall’Olanda al Mondiale, arrivando ultimo nel secondo raggruppamento del torneo. Per molto tempo, i tifosi argentini si chiederanno come sarebbe potuto andare il Mondiale tedesco se in panchina ci fosse stato ancora Sivori. Chissà cosa si sarebbe inventato stavolta il “Mago”?

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