Il Marocco e quel sogno frantumato dalla Norvegia a Francia ’98

marocco francia 98

IL MAROCCO E LA CLAMOROSA BEFFA A FRANCIA ’98

Il calcio è bello perchè imprevedibile. In un attimo il destino ti si può rivoltare contro, abbattendoti e vanificando tutto ciò che hai costruito. Dall’euforia al pessimismo il salto è breve e, che piaccia o no, questo è l’epilogo da accettare. Ma d’altronde “non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”, e ciò che fece il Marocco al Mondiale francese del 1998 si può riassumere in questo aforisma. Una squadra dal temperamento nordafricano e dotata di grandissimo talento che dopo aver stupito media ed esperti, subì una beffa clamorosa, di quelle difficilmente dimenticabili. Ma andiamo a spiegare nel dettaglio lo scenario che si venne a creare attorno alla compagine magrebina. Dopo le mancate qualificazioni a due edizioni della Coppa D’Africa e l’eliminazione al primo turno di USA ’94, il Marocco dovette prepararsi ad affrontare le qualificazioni per i mondiali in Francia.

Era una formazione ben consolidata, ambiziosa e determinata per dire la sua in una competizione come la Coppa del Mondo. Il CT francese Henri Michel poteva vantare, come detto, di una rosa ampia in cui figuravano diversi giocatori interessanti, specialmente in attacco. La stella che brillava era sicuramente Mustapha Hadji, futuro Pallone d’Oro africano. Centrocampista reinventato centravanti che possedeva doti tecniche strabilianti. Salaheddine Bassir; Abdeljalil Hadda; Rachid Rokki; il portiere Driss Benzekri (considerato uno dei migliori nel continente africano); il difensore Rachid Neqrouz che ebbe un passato in Italia con la maglia del Bari in cui si rese protagonista di una marcatura “palpeggiante” su Inzaghi (QUI per saperne di più). Insomma, un organico di tutto rispetto pronto a prendersi la scena. Il girone di qualificazione fu superato dal Marocco con estrema scioltezza dopo aver conquistato 16 punti sui 18 disponibili (un solo pareggio in casa del Ghana).

Il 26 aprile 1997, dopo aver battuto la Sierra Leone 1-0, la Nazionale magrebina staccò il pass per il Mondiale francese dell’anno successivo. Un raggruppamento stra dominato e concluso con 9 punti di vantaggio sulla stessa Sierra Leone e ben 10 sul Ghana. La squadra di Michel attirò l’attenzione di diversi cronisti in giro per l’Europa, curiosi di poter ammirare una selezione di poco appeal in una competizione così prestigiosa. Il Marocco venne sorteggiato nel Gruppo A assieme al favoritissimo Brasile, alla Norvegia e alla Scozia. La sensazione era che la sorte potesse riservare squadre di caratura superiore (tolta la Seleçao), visto che con Norvegia e Scozia ce la si poteva giocare alla pari.

IL CAMMINO ALLA COPPA DEL MONDO

Gli scandinavi avevano buoni giocatori ma nessun trascinatore vero e proprio, mentre la Scozia era una Nazionale molto anziana sull’orlo del tramonto. I magrebini puntarono fortemente sul loro beniamino dai capelli lunghi e ricci, Mustapha Hadji. Giocatore che al Deportivo La Coruna non esaltò tutto il suo potenziale ma che in un palcoscenico come il Mondiale poteva mettere in evidenza le sue enormi qualità. Detto questo, il debutto del Marocco avvenne il 10 giugno 1998 a Montpellier contro la Norvegia. Il Brasile aveva liquidato la pratica Scozia nel pomeriggio con un 2-1 e si proiettava già in cima alla classifica.

Allo stadio Mosson ci furono 30.000 spettatori, la maggior parte marocchini che non vedevano l’ora di incitare la loro squadra. Hadji e Hadda si contraddistinsero nella partita con le loro danze sul pallone: tocchi vellutati, suolate a pettinare la sfera e tocchi raffinati per creare superiorità o sorprendere la difesa avversaria.

Al 38′ il Marocco passò meritatamente in vantaggio col suo numero 7 Hadji, che dopo essere scappato sulla sinistra palla al piede e aver ubriacato di finte i marcatori avversari, batté il portiere norvegese Frode Grodas. Erano due squadre che facevano un tipo di calcio totalmente diverso: quello aggressivo, pimpante e “barbaro” dei marocchini andava contro quello più ordinato e tattico degli scandinavi. La Norvegia pareggiò poi a fine primo tempo grazie ad un’autorete di Chippo. La formazione di Michel ripartì subito forte nella seconda frazione e al 59′ Hadda realizzò il 2-1. Il problema dei magrebini era l’organizzazione collettiva in difesa, con i due terzini Saber e El Hadrioui che svarionarono diverse volte dando poca sicurezza ai due centrali. Questo nonostante il dominio territoriale.

Gli scandinavi erano consapevoli che, restando in partita, la rimonta si poteva completare. Tempo un minuto dal gol di Hadda e Eggen pareggiò i conti con un tap-in vincente dopo che Benzekri non bloccò la palla da una punizione.

La partita si concluse in parità e i marocchini non poterono che essere insoddisfatti visto che buttarono letteralmente 2 punti. La prestazione, in compenso, non poteva che lasciare segnali positivi in vista del passaggio del turno. Il 16 giugno, a Nantes, il Marocco sfidò il Brasile, Nazionale più forte al mondo in quegli anni. I verdeoro studiarono benissimo gli avversari, bloccando tutte le folate di Hadji e Bassir che fino a una partita prima erano stati infermabili. Dopo 9 minuti il Fenomeno mise lo zampino, mentre nel secondo tempo ci pensarono Rivaldo e Bebeto a chiudere i conti. Un 3-0 senza storia ma comunque accettabile visto il divario tecnico e tattico delle due squadre. L’obiettivo era il secondo posto per il Marocco e tutto si sarebbe deciso nell’ultima partita.

UN SOGNO FRANTUMATO DAI NORVEGESI

Scozia e Norvegia pareggiarono 1-1, dando un’ulteriore chance di qualificazione ai marocchini. Brasile 6, Norvegia 2, Scozia e Marocco 1, recitava la classifica. Potenzialmente erano ancora tutti in corsa per il secondo posto, anche se gli scandinavi avevano l’arduo compito di battere la Seleçao per poter passare. L’unico timore per i magrebini era che il Brasile prendesse sottomano la partita vista la matematica qualificazione conquistata in anticipo. Nonostante ciò, il Marocco era consapevole che il traguardo era vicinissimo; battere gli scozzesi avrebbe portato quasi certamente agli ottavi di finale. Nel pomeriggio del 23 giugno si completò il Gruppo B, vinto dall’Italia col Cile al secondo posto e che andò ad incrociarsi con il Gruppo A. Marocco-Scozia prese le attenzioni anche della Nazionale di Cesare Maldini, al punto che la Rai e Telemontecarlo dedicarono ampi approfondimenti sulle due compagini.

Le quote erano tutte a favore del Marocco, con la Scozia più dietro e la Norvegia con pochissime possibilità di qualificazione nonostante fosse al secondo posto. Si presagiva ad una gara equilibrata e invece si assistette ad un dominio della squadra di Michel. Gli scozzesi apparirono sonnolenti, stanchi e con troppa poca determinazione nel conquistarsi il pass per gli ottavi. Al 22′ segnò Bassir con un bolide che non lasciò scampo al portiere avversario. Le radioline erano in fermento e collegate a Marsiglia, dove si stava giocando in contemporanea Brasile-Norvegia. Ad inizio secondo tempo il Marocco archiviò già la pratica fissando il risultato sul 2-0 grazie a Hadda, che sfruttò una papera del portiere Leighton.

Ai magrebini non restava altro che amministrare il risultato e attendere notizie confortevoli da Marsiglia. Al 78′ il Brasile passò in vantaggio con Bebeto e sulla panchina del Marocco partì un’esaltazione unica. Il sogno si stava avverando.

I MINUTI FINALI CHE VISSE IL MAROCCO A FRANCIA 98

Calma però, mancavano 12 minuti più recupero. I tifosi marocchini erano in uno stato di euforia che probabilmente non avevano mai vissuto. A 5 dal termine ancora Bassir firmò il tris chiudendo la pratica. Tempo un minuto e arrivò la notizia del pareggio della Norvegia con il gigante Tore Andrè Flo. Il pari non cambiò le sorti, ma bastava un’altra rete agli scandinavi per prendersi gli ottavi. I giocatori del Marocco erano in adrenalina pura, ogni secondo che passava risultava decisivo. A partita terminata, non restava altro che pregare che a Marsiglia finisse in parità. Al 90′ successe di tutto: Flo venne fatto cadere in area di rigore dal brasiliano Junior Baiano. Dopo un attimo di esitazione, il direttore di gara indicò il dischetto. Dalle immagini appariva chiaro come l’attaccante norvegese fosse andato a terra in maniera troppo semplice.

L’arbitro mimò il gesto di una trattenuta, confermando la decisione. Il rigore lo batté il cervello della Nazionale nord europea, Kjetil Rekdal, giocatore dal sangue gelato che difficilmente sbagliava appuntamenti decisivi. Una freddezza esemplare, un tiro forte e preciso a battere Taffarel. La Norvegia vinse incredibilmente 2-1 la partita e spezzò i sogni del Marocco. A nulla servì l’assedio finale dei brasiliani, anche se erano già qualificati. La Nazionale di Michel uscì così da Francia ’98 in malo modo dopo aver cullato l’illusione di vedersi tra le 16 squadre migliori del mondo. Un rammarico enorme per il Marocco nonostante ci avesse provato fino alla fine. Poi il destino da sliding doors ha cambiato le carte in tavola, facendo passare quel maledetto 23 giugno come uno dei giorni più neri della storia del paese.

LEGGI ANCHE: LA NAZIONALE DI CALCIO NORVEGESE E IL CURIOSO RECORD CONTRO UNA BIG MONDIALE

E’ uscito il nostro libro “frammenti di calcio”. Clicca QUI per acquistarlo

Loris Pradella Treviso Ancona

La mitica doppietta in 5 minuti di Loris Pradella in Treviso-Ancona a 38 anni

Luis Silvio Danuello

Luis Silvio Danuello, il bidone di Pistoia “avvolto” da mitologici dubbi