Il magnifico “quasi” golden gol di Roberto Baggio contro la Francia nel ’98

Roberto Baggio Francia

Nel quarto di finale del Mondiale ’98 contro i padroni di casa della Francia, Roberto Baggio sfiorò il clamoroso golden gol. Il tiro al volo del Divin Codino, esteticamente perfetto, sfilò di poco alla destra della porta difesa da Barthez. Pochi minuti dopo, gli Azzurri cedettero ai calci di rigore, per un’eliminazione dolorosa e piena di rimpianti.

ROBERTO BAGGIO ALLA CACCIA DI UN POSTO NELLA ROSA PER FRANCIA ’98

Questione di centimetri e finisce il tuo sogno, eliminare i futuri campioni del Mondo nel loro stadio, davanti alla loro gente. Forse sarebbe stato troppo per quello che si era realmente visto in campo tra Italia e Francia, ma Roberto Baggio è andato ad un passo dal fare godere un popolo intero. Una giocata che verrà ricordata come uno dei più grandi non gol della storia del calcio. E’ l’estate del ’98 e la Francia si appresta a ospitare la Coppa del Mondo, riportandola nel Vecchio Continente dopo l’avventura americana di 4 anni prima, dove peraltro i transalpini non presero parte, in pieno ricambio generazionale. I padroni di casa sono fortissimi e partono tra i favoriti, assieme al Brasile campione del mondo in carica e trainato dal Fenomeno Ronaldo.

Assieme a loro riscontrano consensi favorevoli anche l’Argentina di Batistuta, l’Inghilterra di Beckham (che farà scoprire al mondo intero un giovanotto terribile come Michael Owen) e la nostra Italia.  Per gli azzurri, tuttavia, arrivare in Francia non è stato semplicissimo. Dopo il fallimento a Euro ’96, la Federazione decide di continuare con Arrigo Sacchi per due motivi principali: il ricordo del secondo posto a Usa ’94 e un contratto importante che nessuno ha voglia di sciogliere. Tuttavia, l’avventura del tecnico di Fusignano in Azzurro sembra ormai segnata e nessuno crede più nel suo progetto. I giocatori sono stanchi del suo rigore tattico e dei suoi continui stravolgimenti di rosa, la gente gli rinfaccia l’allontanamento del Divin Codino Roberto Baggio dai convocati nell’ultimo anno e mezzo.

Lo stesso allenatore sembra attratto dall’idea di tornare a lavorare con un Club.  Così il nuovo ciclo parte male, con tanta confusione, poche certezze e risultati che stentano ad arrivare. L’apice, in negativo, la si tocca in un pomeriggio di Novembre, data di un’inutile amichevole tra la nostra Nazionale e la neonata selezione bosniaca. Negli ultimi giorni sono rimbalzate importanti voci di mercato che vogliono Sacchi in procinto di tornare al Milan, con Berlusconi che fa pressione sulla FIGC per farlo liberare. Il clima non è dei migliori e il CT decide di presentarsi in campo con una squadra sperimentale, ricca di esordienti. Nonostante il gol di Enrico Chiesa, l’Italia subisce una clamorosa sconfitta contro la Bosnia, un 2-1 che fa scattare il campanello d’allarme e convince la FIGC ad accondiscendere alle richieste di Berlusconi.

IL RITORNO IN NAZIONALE A POCHI MESI DAL MONDIALE

Poche ore dopo Arrigo Sacchi è il nuovo allenatore del Milan, tornando quindi nel Club che lo ha reso grande. Per la cronaca sarà un grosso fallimento con l’avventura che durerà solo pochi mesi. A questo punto, la FIGC va alla ricerca del sostituto. Girano diversi nomi ma alla fine si punta per una soluzione interna e la panchina va al CT dell’Under 21 Cesare Maldini, capace di vincere ben 3 Europei consecutivi alla guida degli azzurrini. In questi anni, il padre di Paolo è stato capace di valorizzare i giovani, portandoli fino alla Nazionale maggiore e ha mostrato chiaramente la sua idea di calcio, tipicamente nella tradizione italiana. Una squadra attendista, molto organizzata in difesa e volta a distruggere l’offensiva avversaria facendo grande densità per poi ripartire in contropiede.

La sua filosofia è trasmessa immediatamente anche alla Nazionale maggiore e inizialmente i risultati sembrano dargli ragione: l’apice verrà toccato nella sua seconda panchina, che coincide con una sfida quasi decisiva nel girone di qualificazione Mondiale contro l’Inghilterra a Wembley. Gli inglesi, sulla carta, fanno paura ma la Nazionale Italiana riesce a imbrigliargli con un calcio prettamente difensivo ma solidissimo, in cui si esalta un fedelissimo di Maldini come Fabio Cannavaro, fatto esordire proprio dal CT. Sarà un gol di Gianfranco Zola a gelare gli inglesi e permettere all’Italia il sorpasso in classifica. Tutto sembra portare ad un cammino trionfale fino al primo posto, utile per la qualificazione diretta. I primi problemi iniziano ad arrivare quando l’Italia si trova di fronte a compagini chiuse che non le permettono di esprimere il proprio calcio e la costringono a fare la partita.

E’ il caso della Polonia, che in terra amica ferma gli Azzurri sullo 0-0 rallentandone la corsa. Per una curiosa fatalità del calendario, gli azzurri affrontano nuovamente i polacchi pochi giorni dopo, stavolta a Napoli. Maldini, a distanza di diverso tempo, rispolvera Roberto Baggio, per l’entusiasmo del popolo italiano che inizierà ad immaginarlo in Francia per il Mondiale. Proprio il Divin Codino bagnerà il suo nuovo debutto azzurro con il gol e l’Italia vincerà 3-0, mascherando solo momentaneamente i limiti offensivi. Dopo il torneo amichevole in Francia nell’estate del ’97, chiuso con due pareggi e una sconfitta, gli azzurri riprendono le qualificazioni affrontando la Georgia: ne esce fuori uno scialbo 0-0 che permette all’Inghilterra il sorpasso. La successiva sfida a Roma è proprio contro gli inglesi e vale il primo posto.

LE CRITICATE CONVOCAZIONI DEL CT

La squadra di Maldini non sfonda il muro britannico e chiude ancora una volta la gara sullo 0-0, regalando la qualificazione agli avversari e vedendosi costretta a partecipare ai play off. L’avversaria è la Russia e la prima gara di gioca in terra sovietica, con l’esordio in Azzurro di Gigi Buffon. Finirà 1-1 con un gol di Christian Vieri mentre al ritorno terminerà 1-0 in nostro favore con un gol di Pierluigi Casiraghi, all’ultima realizzazione in Nazionale della sua carriera. Siamo finalmente ai Mondiali e il sorteggio ci vede opposti a Cile, Camerun e Austria. Niente di insormontabile per quello che sembra essere un buon gruppo, oltretutto trainato da un Ct che nelle competizioni internazionali con l’Under 21 ha sempre dimostrato come la sua idea di calcio pagasse in termini di risultati.

Le convocazioni del CT fanno discutere, anche a distanza di tanti anni. L’idea è di giocare col 5-3-2 e spicca il fatto che vengano chiamati solo 4 difensori centrali. Nesta, Cannavaro, Costacurta e il redivivo Bergomi, riconvocato dopo ben 7 anni di assenza dalla Nazionale sulla scia di una grande annata con l’Inter che lo ha portato a vincere la Coppa Uefa. In attacco c’è Baggio ma viene messo subito in competizione con Alessandro Del Piero. Diverrà uno dei ballottaggi più discussi della storia del nostro calcio italiano, quasi al pari di quello tra Rivera e Mazzola. Pinturicchio è reduce da una stagione difficile, costernata da infortuni gravi. Arriva in Francia in condizioni molto complicate ma ha la piena fiducia di Maldini, che nelle gerarchie sembra preferirlo a Roberto Baggio. Come centravanti ci sono Bobo Vieri e Filippo Inzaghi.

Chiude il reparto Enrico Chiesa, preferito a Francesco Totti nonostante il romanista abbia giocato una stagione di altissimo livello con Zeman e la sua convocazioni venisse caldeggiata dalla stampa. Inspiegabile, a giochi fatti, risulterà invece la chiamata dell’onesto gregario della Fiorentina Cois, che non vedrà mai il campo. All’esordio, a Bordeaux, gli Azzurri affrontano il Cile, forse l’avversario più difficile del girone. In attacco Baggio parte titolare visto che Del Piero è ancora indisponibile. Passiamo in vantaggio con Christian Vieri dopo una buona partenza ma poi subiamo il ritorno dei sudamericani che ribaltano tutto con una doppietta di Salas, che irride Cannavaro nel gioco aereo e beffa per due volte Gianluca Pagliuca. Solo un generoso calcio di rigore, guadagnato e trasformato da Baggio, evita una sconfitta che avrebbe alzato polveroni sulla Nazionale.

L’ALTERNANZA CONTINUA TRA BAGGIO E DEL PIERO

Sei giorni dopo, a Montpellier, affrontiamo il Camerun passando nuovamente in vantaggio in apertura di match con un colpo di testa di Di Biagio. Poi soffriamo tantissimo e rischiamo più volte di subire il pareggio ma teniamo duro fino al 75′, quando Bobo Vieri sigla il 2-0. Ancora il centravanti di origine australiana, nel finale di gara, allunga sul definitivo 3-0. Un risultato che pare fin troppo ampio per quello che si è visto ma che avvicina la nostra Nazionale alla qualificazione. Nell’ultima gara del girone sulla strada azzurra c’è l’Austria, a Saint Denis. I nostri avversari hanno delle buone individualità come Konsel (eletto miglior portiere dell’ultima serie A), Vastic o l’eterno Polster ma non possono e non devono spaventare. In questo caso l’Italia gioca un discreto calcio rispetto alle prime due uscite e vince per 2-1.

Le reti sono dello scatenato Vieri. su cross del rientrante Del Piero e con Roberto Baggio su passaggio di Pippo Inzaghi. In questa gara, purtroppo, si infortunerà molto gravemente Alessandro Nesta, ponendo fine in anticipo al suo Mondiale e lasciando gli Azzurri, di fatto, con soli 3 centrali di ruolo. Il passaggio agli ottavi ci abbinati con la Norvegia e la stampa italiana pensa bene di caricare la sfida con inutili timori. Di colpo, il centravanti Tore Andre Flo diventa lo spauracchio, il giocatore che, per via della sua statura, diventa impossibile da contrastare. Sul banco degli imputati sale, ancor prima che la sfida abbia inizio, Fabio Cannavaro. Gli vengono rinfacciati i due gol subiti con il Cile e ci si domanda come possa mai contenere un giocatore che gli dà 20 centimetri in altezza quando non è stato in grado di limitare Salas.

Anche Pagliuca viene accusato di uscire poco dalla linea di porta e la Norvegia sembra un ostacolo insormontabile. Il campo, in realtà, dirà tutt’altro visto che Cannavaro e Pagliuca saranno i migliori in campo: il difensore del Parma contrasterà con energia, vigore, senso della posizione e anticipo Flo mentre Pagliuca risulterà determinante su qualsiasi altro tentativo degli scandinavi. Andiamo in gol in contropiede con un gol di Christian Vieri cui seguirà la sua celebre esultanza con Del Piero. L’1-0 finale ci qualifica ai quarti e ci vede opposti alla Franca padrona di casa, con il solito dubbio tra Del Piero e Roberto Baggio, che caratterizza i giorni precedenti.

IL “QUASI GOL” DI ROBERTO BAGGIO CHE AVREBBE ELIMINATO LA FRANCIA

La Francia, fino a quel momento, le ha vinte tutte, superando a punteggio pieno il girone e soffrendo contro il Paraguay di Chilavert agli ottavi. Una gara decisa solo da un golden gol di Blanc allo scadere dei supplementari. I transalpini fanno paura, sono fortissimi. Dietro hanno Thuram, Blanc, Desailly e Lizarazu. A centrocampo ecco Deschamps, Petit, Vieira, Pires, Zidane e Djorkaeff mentre davanti due limpidi talenti come Henry e Trezeguet, anche se il titolare è l’impresentabile Guivarch. Nonostante i timori e uno stadio ovviamente tutto a favore dei francesi, l’Italia è pienamente in partita, lascia l’iniziativa agli avversari ma non lesina a colpire in contropiede quando ne ha l’occasione. Pagliuca è insuperabile e compie interventi determinanti con Bergomi a dirigere in modo impeccabile la retroguardia.

Dall’altra parte anche Barthez è chiamato più volte in causa, specialmente da Bobo Vieri, ma anche il numero 16 transalpino si fa trovare sempre pronto. Nella ripresa l’Italia si abbassa maggiormente e solo l’ingresso di Roberto Baggio in luogo di uno spento e impalpabile Del Piero dà nuova linfa al gioco azzurro, che sfiorano il colpaccio nel finale con Pessotto ma il risultato non si sblocca e si va ai tempi supplementari. Qui il portiere azzurro è ancora determinante, togliendosi così qualche sassolino dalla scarpa, specialmente nei confronti di Arrigo Sacchi, che con troppa fretta lo aveva escluso dal giro della Nazionale. Il caldo la fa da padrone e il ritmo si abbassa, tutto porta a pensare inesorabilmente ai calci di rigore quando Albertini, defilato sulla destra, scodella verso il centro dell’area di rigore della Francia trovando in profondità di Roberto Baggio.

La difesa francese non ha seguito il movimento e il Divin Codino è solo. Tuttavia, è una palla difficile da addomesticare, arriva da dietro, è lenta e alta e le possibilità di tramutarla in qualcosa di importante sembrano poche. Ma Baggio è un fuoriclasse di livello mondiale e senza pensarci troppo, decide di girarla al volo, in mezzo sforbiciata, verso il secondo palo della porta. Barthez è battuto, tutto il pubblico presente e quello in visione trattiene il fiato. La palla va dritta verso l’incrocio dei pali e alcuni dei giocatori in campo sono già pronti a esultare. Costacurta grida al gol ma lo fa troppo presto: il pallone sfila di pochissimo alla destra del palo, prolungando ancora l’agonia.  Nel finale dei supplementari Pagliuca salverà il risultato con una grande uscita su Djorkaeff: si va ai calci di rigore.

LA DOLOROSA ELIMINAZIONE, ANCORA DAGLI 11 METRI

Ancora una volta i maledetti rigori che ci avevano estromesso dal Mondiale italiano del 90 e fatto perdere la finalissima col Brasile a Usa 94. I primi tiri li mettono a segno i due giocatori più tecnici ed estrosi delle due squadre: Zidane e Baggio. Il secondo tiro dei francesi è affidato a Lizarazu, il terzino del Bayern Monaco. Il piccolo laterale mancino prende una lunga rincorsa ma decide di piazzare il pallone. Ne esce un tiro lento e prevedibile, che Pagliuca blocca facilmente a terra. Ma la gioia dura solo qualche istante. Il successivo giocatore italiano a presentarsi dal dischetto è Demetrio Albertini, uno che comunque è abituato a battere i rigori. Calcia con pochissima rincorsa, come sua abitudine e decide di incrociare. Tuttavia non batte bene, ne esce una traiettoria a mezza altezza e non particolarmente angolata.

Barthez riesce a respingere, riportando tutto in parità.  I successivi tentativi vengono tutti realizzati da Trezeguet, Costacurta, Henry, Vieri e Laurent Blanc. Si arriva al quinto e ultimo tiro per gli Azzurri e l’incaricato è Gigi Di Biagio. Peraltro, uno che i rigori è abituato a batterli e che nella Roma è addirittura avanti a Totti nella lista dei tiratori. Il regista azzurro non prende la rincorsa, parte deciso e calcia forte, centrale. Barthez si accascia alla sua sinistra ma il pallone si stampa dritto sulla traversa per poi tornare verso il campo. Di Biagio porta le sue mani al volto e crolla a terra, come le speranze italiane: siamo fuori ai rigori, ancora una volta. Poco importerà che, a fine torneo, saremo gli unici a non aver perso in campo contro la Francia, la nostra avventura termina ai quarti.

Per la cronaca i transalpini, dopo aver eliminato in rimonta la sorprendente Croazia in semifinale, annienteranno per 3-0 il Brasile in finale. Una gara diventata tristemente celebre per il caso Ronaldo. Il Fenomeno accuserà un bruttissimo malore la notte precedente. Un problema causato dalla quantità sproporzionata di antidolorifici presi per combattere il dolore al tendine rotuleo che si porta dietro da mesi. Ciò nonostante, viene spedito in campo su pressione degli sponsor. Sarà un fantasma e i francesi ringrazieranno, laureandosi Campioni del Mondo per la prima volta. E chissà cosa sarebbe successo se quel destro al volo di Roberto Baggio avesse terminato la sua corsa nella rete della Francia… A distanza di 20 anni siamo ancora in molti a domandarcelo!

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