Il clamoroso “biscotto” tra Germania e Austria a Spagna ’82

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GERMANIA-AUSTRIA 1982, IL PRIMO “BISCOTTO” DELLA STORIA

Le biscottate nel calcio sono probabilmente la cosa più ripugnante che si possa commettere a sfavore di una o più squadre. Nel gergo indica un accordo tacito tra due formazioni che crea vantaggio per entrambe a discapito di una terza. Per chi non lo sapesse, il termine deriva dall’ippica, dalla tecnica usata da chi voleva truccare le corse. In pratica veniva dato da mangiare al cavallo un biscotto in cui erano state inserite sostanze proibite o doping che ne avrebbero alterato le prestazioni. In questo modo il “dopaggio” sarebbe passato inosservato. Ma torniamo a noi. Qual è stato il primo vero “biscotto” della storia del calcio? Per scoprirlo bisogna risalire al Mondiale spagnolo del 1982, quello che ha portato sul tetto del mondo per la terza volta la nostra Nazionale. La Germania Ovest arrivò alla Coppa del Mondo come una delle grandi favorite.

Aveva vinto gli Europei di due anni prima in Italia e si era qualificata ai Mondiali vincendo tutte e otto le partite del suo girone, finendo con 33 gol fatti e 3 subiti. In rosa poteva vantare grandi campioni come Rummenigge, Stielike e Breitner. Finì per giocarsela nel Gruppo 2, insieme ad Algeria, Cile e Austria. Avversari che sulla carta difficilmente potevano spuntarla sullo squadrone teutonico guidato da Jupp Derwall. I tedeschi esordirono il 16 giugno 1982 a Gijon contro l’Algeria, alla sua prima partecipazione ad un Mondiale. Nella conferenza stampa della vigilia, un giocatore della Germania disse che avrebbe dedicato il settimo gol a sua moglie e l’ottavo al cane. Un altro, invece, disse che avrebbe giocato con il sigaro in bocca. Derwall, dal canto suo, se ne uscì addirittura in maniera scherzosa dicendo che se la squadra avesse perso sarebbe saltato sul primo treno per tornare a Monaco.

Insomma, questo era il clima che si respirava nell’ambiente tedesco prima della sfida contro gli algerini. Questi ultimi scesero in campo in maniera allibita visto l’atteggiamento burbanzoso degli avversari. Addirittura qualcuno pensò che i tedeschi stessero facendo finta per aggirare psicologicamente e intimorire i giocatori algerini. Sicuramente nessuno credeva che la squadra di Derwall potesse scendere in campo così impreparata per una partita di un Mondiale.

IL COLPACCIO DELL’ALGERIA

L’Algeria, in compenso, non era scarsa come si pensava: nelle qualificazioni aveva battuto due volte la Nigeria e nelle amichevoli di preparazione aveva vinto contro Irlanda, Benfica e Real Madrid, giocando un calcio tecnico e veloce. Sì perchè qualche talento figurava anche in quella Nazionale. Destarono scalpore due cose, che avrebbero dovuto far riflettere i tedeschi; visto che una legge algerina proibiva ai calciatori con meno di 28 anni di lasciare il paese, quasi tutti giocavano nelle stesse squadre di club, di conseguenza quelli dell’Algeria erano abituati a giocare insieme. Inoltre, l’allenatore era Rachid Mekhloufi, ex calciatore algerino che divenne un idolo per aver difeso il suo popolo grazie al gioco del calcio (QUI per saperne di più).

Tornando alla partita, gli algerini attaccarono con grande foga, senza dominare, ma giocando molto meglio rispetto alla Germania. Il loro tipo di calcio lo chiamavano “la vivacità algerina”, proprio perchè veloce e offensivo. Al 54′ Rabah Madjer portò la formazione africana clamorosamente in vantaggio. L’euforia durò 13 minuti, quando Rummenigge pareggiò i conti. L’Algeria non si demoralizzò e in meno di un minuto rimise la testa avanti con un gol da tiki-taka (fatto di 9 passaggi consecutivi) realizzato da Belloumi. 2-1 e tedeschi al tappeto. Gli ultimi minuti si rivelarono tutt’altro che assedianti da parte della Nazionale di Derwall, completamente scarica fisicamente e anche mentalmente. L’Algeria fece la storia, un colpaccio in cui nessuno ci avrebbe creduto. Per la Germania, al contrario, fu una sconfitta incredibile e inaspettata. Il The Guardian racconterà la sfida come “l‘affondamento del Titanic”.

IL “BISCOTTO” CON GLI AUSTRIACI

Nella partita seguente l’Algeria perse 2-0 contro l’Austria di Georg Schmidt. La Germania, invece, dilagò 4-1 contro l’arrendevole Cile. Nella terza ed ultima giornata, la formazione di Mekhloufi vinse di misura per 3-2 contro i sudamericani, portandosi in testa al girone con 4 punti insieme all’Austria. I tedeschi erano a quota 2 e avevano il disperato bisogno di vincere nell’ultimo match contro gli austriaci con 1 o 2 gol di scarto per potersi qualificare alla fase finale. Dopo appena 10 minuti Horst Hrubesch portò in vantaggio la Germania e da lì in avanti non successe (incredibilmente) più nulla. Questa fu la dichiarazione del The Guardian:

“Rendendosi conto che il risultato avrebbe favorito entrambe le squadre, Germania e Austria smisero di giocare. Per i successivi 80 minuti non ci furono tiri in porta, contrasti, scatti o cross. La partita non era più una gara, ma una cospirazione. Eberhard Stanjek, commentatore per la televisione tedesca ARD, cominciò quasi a piangere in diretta dicendo che si trattava ‘di una disgrazia che non aveva nulla a che fare con il calcio’. Il commentatore della televisione austriaca, invece, chiese ai telespettatori di spegnere la televisione e si rifiutò di commentare gli ultimi 30 minuti della partita.”

Il biscotto era compiuto. La partita finì 1-0, con Germania e Austria che staccarono il pass per la fase finale. Gli austriaci si mostrarono molto tranquilli, con il capo delegazione Hans Tschak che disse in un’intervista che se gli algerini volevano fare uno scandalo “era solo la prova che non avevano abbastanza scuole”. La FIFA fu invasa da proteste e richieste di sanzioni pesanti per le due squadre “biscottanti”. La Federazione non prese alcuna posizione, se non quella di sancire che le partite dei gironi dei Mondiali si sarebbero giocate in contemporanea, come avviene ancora oggi. I giocatori dell’Algeria, dopo tutta la mole di sforzo fatta, non se la presero neanche. Il terzino Merzekane disse: “Non eravamo arrabbiati, ma tranquilli. Vedere due grandi potenze umiliarsi per eliminare noi fu un tributo all’Algeria. Loro andarono avanti con disonore, noi tornammo a casa a testa alta”.

In un Mondiale ci sono un austriaco, un tedesco e un algerino. Non poteva che essere l’inizio di una barzelletta….

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