Tutta la grandezza di Roberto Baggio nel semplice aneddoto degli autografi!

Roberto Baggio autografi

L’ aneddoto, raccontato da Carletto Mazzone, riguardante le continue richieste per degli autografi a Roberto Baggio da parte dei suoi innumerevoli fans. Un semplice episodio che però racchiude tutta la grandezza di un Campione e di un uomo tra i più amati della storia del calcio e dello sport italiano!

ROBERTO BAGGIO, MAZZONE E GLI AUTOGRAFI

Nel 2000 Roberto Baggio si lasciò convincere dalle avance di Carletto Mazzone e firmò un contratto con il Brescia. Fu talmente positivo l’impatto tra i due, che il Divin Codino si fece addirittura inserire una clausola nell’accordo con le Rondinelle per svincolarsi nel caso di addio del tecnico. E proprio in Lombardia, Baggio ha vissute alcune delle stagioni più belle della sua meravigliosa carriera. In tanti si chiedono tuttora che sarebbe potuto accadere se avesse incontrato prima Carlo Mazzone. Un allenatore viscerale ma vero, con cui ha subito avuto una grande empatia. Con lui solo amore e rispetto, niente incomprensioni come invece successo tante, troppe volte, in passato.

Tanti gli episodi divertenti e interessanti che descrivono il rapporto tra i due. (Clicca QUI per la sintesi del famoso Atalanta-Brescia 3-3). Ma uno, in particolare, rende perfettamente l’idea della grandezza dell’uomo, prima ancora che del Campione. Roberto Baggio, ad ogni ritiro del Brescia, era sempre circondato da centinaia di fans, che attendevano anche ore per degli autografi. Un particolare che, però, non piaceva a Carletto Mazzone. Secondo il tecnico romano, queste invasioni negli alberghi dove alloggiava la sua squadra, rischiavano di minare la tranquillità del gruppo ma, soprattutto, del suo Capitano.  Fu così che il Sor Magara stipulò un vero e proprio patto con Baggio.

Quando il ragazzo si sarebbe stancato di firmare autografi, avrebbe dovuto toccarsi la testa. A quel segnale, Mazzone sarebbe intervenuto, allontanato a suo modo i tanti sostenitori del campione. Ma i mesi trascorrevano, Baggio firmava migliaia di autografi senza toccarsi mai la testa. Così, un giorno, Mazzone si avvicinò al suo pupillo e, con la sua tipica parlata romana gli disse: “Ahò, ma te non ce l’hai na testa?”. Da grande uomo, dentro e fuori dal campo, Baggio spiegò al suo allenatore: “Mister, ma come potrei deludere gente che ha fatto centinaia di chilometri solo per incontrarmi?”.

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