Quando “Spillo” Altobelli fu in procinto di firmare con l’Ascoli nell’estate ’89

Spillo Altobelli Ascoli

Nell’estate del 1989, dopo essersi svincolato dalla Juventus, Alessandro “Spillo” Altobelli iniziò la preparazione precampionato con l’Ascoli. Dopo un’amichevole disputata e alcune incomprensioni con il presidente Rozzi, preferì non firmare l’accordo. Per l’ultima stagione della sua carriera, optò per un nostalgico ritorno al Brescia, la squadra che lo aveva lanciato.

SPILLO ALTOBELLI E QUEI GIORNI DA ATTACCANTE DELL’ASCOLI

Alessandro Altobelli, per tutti conosciuto come “Spillo”, è stato uno degli attaccanti italiani più forti e completi, specialmente nel corso degli anni ’80. Una lunga carriera di successi, legati principalmente ai colori dell’Inter, con cui ha disputato la bellezza di 11 campionati, diventando anche capitano della squadra. L’addio ai nerazzurri si concretizzò al termine del campionato 87-88, per via del rapporto ormai logoro con il tecnico Giovanni Trapattoni. Nel corso di quella stagione, infatti, il Trap iniziò a centellinarne sempre più l’impiego nonostante “Spillo” fosse il capitano e la rosa fosse orfana di Rummenigge, trasferitosi al Servette. La rottura definitiva tra i due avvenne durante una partita a Pescara, con l’allenatore lombardo che lo sostituì e l’attaccante che, stanco del poco impiego di quell’anno, gli lanciò la fascetta in faccia.

Nonostante i problemi col tecnico e il maggior minutaggio dell’altro attaccante Ciocci, Altobelli concluse comunque la stagione da capocannoniere della squadra, siglando 16 reti. Terminata l’avventura nerazzurra, ormai svincolato, Altobelli si fece convincere dall’ex compagno di Nazionale Dino Zoff, divenuto allenatore, a firmare con la Juventus. In bianconero rimase un solo anno. Si laureò nuovamente miglior realizzatore della rosa con 15 gol (di cui, però, solo 4 in campionato). Ormai 34enne e ancora una volta libero da accordi contrattuali, Spillo Altobelli attese la giusta chiamata, che in un primo momento sembrò essere quella dell’Ascoli. A guidare i marchigiani del presidente Rozzi, infatti, era giunto Eugenio Bersellini, il tecnico a cui il bomber era maggiormente legato tra quelli avuti. L’affare sembrava talmente ben avviato che l’attaccante iniziò perfino la preparazione precampionato con gli ascolani.

IL RAPIDO ADDIO ALLA SQUADRA MARCHIGIANA

Alessandro Spillo Altobelli iniziò ad allenarsi all’Ascoli, agli ordini di Bersellini, pur non avendo ancora firmato un accordo. I giorni passavano e le trattative col Presidente Rozzi non sembravano giungere ad una conclusione. L’ex attaccante della Nazionale, forte anche del suo stimabile curriculum, aveva pretese importanti. Di contro, Rozzi cercava di risparmiare qualcosa, facendo anche i conti con la carta anagrafica del giocatore, ormai avviato al finale di carriera. Nella città ascolana, inoltre, si dice tutt’oggi che tra i due l’idillio non scattò mai con il vulcanico patron che fu indispettito dall’arrivo in Ferrari di Altobelli il primo giorno.

La leggenda vuole che lo stesso Rozzi gli abbia chiesto quanto avesse impiegato per il viaggio, invitandolo a rifare il tragitto contrario e tornarsene a casa. Nonostante la mediazione di Bersellini, che aveva intenzione di aggiungerlo ad un attacco importante con Casagrande e Cvetkovic, l’affare non si sbloccò mai. Altobelli ebbe comunque modo di disputare un’amichevole estiva, giocando 45 minuti nella sfida contro il Chieti, compagine abruzzese che disputava la Serie C. Nei giorni successivi, anche poco convinto dal progetto tecnico, Spillo si tirò indietro, preferendo valutare altre opzioni. Col senno del poi, una scelta probabilmente giusta visto che l’Ascoli, in quella stagione, arrivò ultima in classifica e retrocesse in B con tanto di esonero del suo mentore Bersellini.

IL RITORNO AL BRESCIA

Spillo Altobelli, dopo la breve luna di miele con l’Ascoli, fu contattato da uno dei suoi primi amori: il Brescia. Con la maglia delle Rondinelle, il bomber era esploso nell’ormai lontana metà degli anni 70, guadagnandosi il successivo approdo all’Inter. Una scelta di cuore alla quale non seppe dire di no. Con i lombardi, Spillo Altobelli totalizzò 32 presenze, segnando 7 reti.  La squadra del Presidente Rovelli si classificò al 10°posto al termine di un campionato senza infamia e senza lodi. Il cammino fu caratterizzato anche dall’esonero del tecnico Cozzi in favore di Varrella. Al termine dell’anno, ormai 35enne, Altobelli decise di appendere le scarpe al chiodo. Pose così fine ad una carriera da 292 gol!

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