Quando il “Galactico” Guti Hernandez fu aggredito da un pugile esaltato

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Nel 2008 il trequartista del Real Madrid, Guti, fu vittima di un brutto episodio con l’aggressione subita da parte di un pugile. Il folle era stato aiutato anni prima dal calciatore a fare carriera. A riportare la peggio furono gli uomini della sicurezza del “Galactico” mentre l’esaltato fu poi arrestato.

GUTI E QUEL PUGILE ESALTATO

E’ indubbiamente una delle conseguenze negative della popolarità. Sei conosciuto, rispettato, stimato ma, allo stesso tempo, anche odiato e invidiato. Devono essere stati davvero dei minuti complicati, carichi di tensione e paura, quelli vissuti da Josè Maria Gutierrez Hernandez nel tardo pomeriggio di un ormai lontano 20 settembre 2008. Il talentuoso centrocampista del Real Madrid ha avuto una carriera ricca di successi. Un calciatore spesso poco reclamizzato in una squadra che, in quegli anni, razziava letteralmente il calciomercato alla ricerca dei migliori fuoriclasse del Pianeta. Tuttavia, tra decine di campioni, Guti trovava sempre il modo di guadagnarsi la sua maglia da titolare. Regista, mediano, mezzala, esterno d’attacco, trequartista, seconda punta o addirittura centravanti. Dove c’era un buco, l’allenatore di turno ci piazzava quel biondino dal sinistro fatato.

Ben 542 presenze con la maglia delle Merengues prima di trasferirsi al Besiktas per chiudere la carriera. Nella sua penultima stagione madrilena, però, il forte e fantasioso giocatore ha vissuto un episodio alquanto controverso. Al termine di una seduta di allenamento alla Ciudad de lo Sport di Madrid, Guti si è trovato di fronte ad una sua vecchia conoscenza, un ex pugile. Anni prima il calciatore, tramite le sue conoscenze, lo aveva aiutato a fare carriera. Jorge Munoz, però, era sordo dalla nascita e questo non gli permise di ottenere i permessi per gareggiare ufficialmente all’interno della Federazione spagnola. Guti, che con lui si era esposto personalmente, tentò di fargli ottenere il via libera ma, assodata l’impossibilità, fu costretto a tirarsi indietro. Una decisione che, evidentemente, non fu gradita a Munoz.

L’AGGRESSIONE

Il 20 settembre del 2008, Guti si trovava nel parcheggio del centro sportivo del Real Madrid. Improvvisamente si accorse di Munoz, posizionato all’esterno e che urlava insulti e minacce nei suoi confronti. Intervennero immediatamente gli uomini della sicurezza del Real Madrid. Il pugile, per nulla intimorito, decise di fare irruzione utilizzando la sua auto. Nella spavalda manovra, danneggiò anche alcune vetture parcheggiate sul posto. Una volta all’interno della Ciudad de lo Sport, fu circondato dai “bodyguards”. Grazie alle sue doti pugilistiche, Munoz riuscì a sopraffarli e a raggiungere il calciatore. Uno degli aggrediti finì poi in ospedale per le conseguenze dell’aggressione.

Guti, per sua fortuna, non riportò danni, subendo solo le minacce verbali e gli insulti del pugile. Poco dopo, sul posto giunsero i poliziotti, che non poterono far altro che arrestare Jorge Munoz. Quest’ultimo si ritrovò con ben due denunce sulle spalle: uno da parte del calciatore e uno dal Real Madrid per l’irruzione nel centro sportivo. Una brutta avventura, terminata tutto sommato bene per Guti. In quella stessa stagione, il fantasioso centrocampista visse la peggior annata di sempre con la maglia dei Galacticos. Poche presenze, un rapporto mai decollato col tecnico tedesco Schuster e un misero zero nella voce dei trofei vinti dal suo Real Madrid.

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