Quando Gigi Nardini consegnò il premio Alveare d’argento a Michel Platini!

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MICHEL PLATINI E IL PREMIO ALVEARE

Di premi nel calcio ne esistono a valanga. Oramai il fatto di consegnare una ricompensa per qualsiasi cosa è diventato un diktat del calcio moderno. Dal miglior giocatore del mese alla parata più bella realizzata in un anno. Eppure, spulciando nei pezzi di storia del calcio italiano, Michel Platini è stato l’unico giocatore a ricevere il premio Alveare d’argento, poco conosciuto. Vi starete chiedendo quale subdola connotazione c’è tra alveare e calcio per garantire un riconoscimento simile. Bene, per spiegarlo bisogna fare un po’ di salti indietro nel tempo. Il 27 ottobre 1985, allo Stadio Friuli si giocava l’ottavo turno di campionato fra Udinese e Juventus: una sfida fondamentale per i bianconeri di Torino, giunti in Friuli a punteggio pieno e ansiosi di fare 8 su 8.

Prima dell’inizio della gara, il fenomeno francese Michel Platini venne chiamato a centrocampo da un addetto della Lega Calcio che, sorridendo, gli mostrò un trofeo bizzarro e irregolare. Le Roi si guardò intorno per capire cosa diavolo significasse quella roba lì. Nessuno aveva mai visto un riconoscimento di calcio più assurdo di quello. Il francese chiese incredulo: “E’ per me?”. Non ricevette neanche una risposta, solo il gesto di consegna. Era un Alveare d’argento, un premio istituito dal grande Gigi Nardini, un erborista di Cividale del Friuli conosciuto da tutti per essere il sosia di Luciano Pavarotti.

A quel punto Platini rimase fermo immobile per cercare nella memoria un qualsiasi collegamento con le api. Ripensò soprattutto a qualche intervista rilasciata ma non associò nulla. Poi, la signorina accanto a lui (si pensa sia stata la madrina del premio), gli suggerì ad un orecchio che quel trofeo doveva essere consegnato al giocatore più fantasioso del precedente campionato. Questa fu la reale spiegazione.

MA PERCHE’ L’ALVEARE?

Gli occhi di Platini brillarono quando la signora gli spiegò il motivo, visto che era uno dal carattere emotivo. Rimase lo stesso perplesso sulla forma: perchè un alveare? Da oltre 40 anni, Gigi Nardini si occupava di apicoltura e allo stesso tempo era un grandissimo tifoso dell’Udinese. L’istrionico sosia di Pavarotti era solito a regalare un quintale di miele al primo marcatore dei friulani in ogni campionato e pensate, tra tutti quelli che ne hanno beneficiato c’è anche Cyril Thereau, che il 28 agosto 2015 segnò il gol vittoria allo Stadium.

Nardini aveva un debole per Platini e, per omaggiare il suo talento decise di fare un qualcosa di stravagante. Al posto che un quintale di miele fece realizzare un vero e proprio premio a forma di alveare. Rimarrà unico nella storia del calcio!

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