La brevissima avventura in Vietnam di un Denilson ormai al capolinea

Denilson Vietnam

Nel 2009, l’ex nazionale brasiliano Denilson si è trasferito in Vietnam. Ormai 32enne, l’ala sinistra fu accolta come un vero eroe da una folla festante. Logoro fisicamente, riuscì a giocare una sola partita, andando peraltro in gol.

DENILSON E IL TRASFERIMENTO IN VIETNAM

E’ il mese di maggio del 2009 quando il calcio vietnamita viene “sconvolto” da una notizia sensazionale di mercato. Il brasiliano Denilson ha appena firmato un contratto annuale con l’Hai Phong Cement. Si tratta di un colpo epocale per tutto il movimento sportivo locale, che si appresta ad accogliere quello che, per molti anni, è stato un vero simbolo di un calcio fatto di tecnica, velocità e spensieratezza. Tornando alla fine degli anni ’90, Denilson era uno dei calciatori più apprezzati dell’intero pianeta. I suoi dribbling funambolici avevano fatto innamorare una generazione. Col senno del poi, soprattutto dopo il suo trasferimento record al Betis (63 miliardi di lire) si può tranquillamente affermare che la sua sia stata la carriera di un eterno incompiuto, nonostante il Mondiale del 2002 in tasca.

A 32 anni, ormai in fase calante da tempo, il fantasioso esterno paulista è reduce da una lunga sfilza di esperienze piuttosto complicate. Ha giocato in Spagna, Francia, Arabia Saudita e Stati Uniti, lasciando raramente il segno. Poi l’infruttuoso ritorno in Brasile, caratterizzato dalle parentesi con il Palmeiras e con l’Itumbiara. La chiamata dal Vietnam, per Denilson, rappresenta uno degli ultimi contratti da poter firmare in carriera. Lo stipendio, di 35 mila dollari al mese, è di gran lunga il più alto di tutto il campionato vietnamita. A questo, si aggiungono diversi bonus riguardanti le presenze, gli assist e i gol che potrebbero rendere il suo ingaggio ancor più sostanzioso. Denilson arriva ad Hai Phong il 2 giugno del 2009, accolto da una folla impressionante. Per controllare la situazione, il governo manda perfino l’esercito. L’entusiasmo è divampante, è in arrivo un ex Campione del mondo!

LE SUE CONDIZIONI FISICHE IMBARAZZANTI

Tuttavia, fin dai primi allenamenti appare evidente che sarà molto difficile vedere Denilson in campo. Il brasiliano è in condizioni fisiche incresciose. Ormai da anni, soffre di gravi problemi al ginocchio, sempre trascurati per non doversi operare e fermare per un lungo periodo. L’esterno non riesce neanche ad allenarsi, ha dolore perfino nelle semplice corsa. Così passano i giorni e la sua presenza sul terreno di gioco diventa sempre più un miraggio. Il presidente del club, colui che lo aveva voluto più di chiunque altro, lo prega di giocare almeno una partita per coronare un suo personale desiderio. Denilson decide di accontentarlo e, aiutandosi con quantità industriali di antidolorifici, si prepara per disputare la terza gara dell’Hai Phong dal suo arrivo.

Durante i pochi allenamenti svolti, quasi tutti parzialmente con lavoro differenziato, si accorge di quanto sia imbarazzante il livello tecnico del calcio vietnamita. Così, seppur in condizioni precarie, Denilson figura in campo dal primo minuto nel corso del match contro lo Xi Mang. Il brasiliano fa quello che sa fare meglio. Incanta la folla con le sue giocate, regala piccoli sprazzi del giocatore che fu. Ha poca mobilità, ma quando ha il pallone tra i piedi delizia, si dimostra di infinite categorie più avanti rispetto agli altri in campo. Riesce anche ad andare in gol e questa non è propriamente una consuetudine, dato che nella sua carriera di reti ne ha sempre fatte poche. Lo fa grazie ad una splendida punizione, dopo appena un minuto di gara!

All’intervallo, poi, si accorge di non averne davvero più. Il ginocchio fa troppo male e anche il fiato inizia a scarseggiare. Denilson resta negli spogliatoi e, di fatto, sarà la sua ultima presenza in Vietnam. Il presidente dell’Hai Phong, quasi con le lacrime agli occhi, lo ringrazia per quelle giocate sublimi. L’ex Betis si accorge di non averne più, anche se a detti di molti, invece, cerca semplicemente un pretesto per fuggire da una località che non ha apprezzato fin dal primo momento. Rescinde il contratto, “accontentandosi” di 12 mila dollari per soli 45 minuti giocati. Sembra in procinto di ritirarsi ma, incredibilmente, finisce in Grecia al Kavala. Non giocherà neanche una volta…

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