L’ex velocista Ben Johnson e il suo sogno di giocare nel Foggia di Zeman

Ben Johnson Foggia Zeman

Ad inizio anni 90, nel bel pieno del miracolo del Foggia di Zeman, il velocista canadese Ben Johnson sognò di effettuare un provino con il club pugliese.

BEN JOHNSON E L’AMORE PER IL FOGGIA DI ZEMAN

Ben Johnson, classe 1961, è stato un famoso velocista canadese. La sua carriera fu macchiata dal doping. Proprio in seguito ad un controllo, a cui risultò positivo allo stanozololo, si vide annullare la vittoria ai giochi Olimpici di Seul del 1988. Proprio in quell’occasione, peraltro, aveva fatto registrare il record mondiale di 9:79 sui 100 metri. Successivamente, ammise di aver assunto sostanze dopanti anche in altre occasioni. Tuttavia, non accettò mai la decisione di privarlo di quell’oro olimpico e del record. A suo dire, tanti, troppi velocisti in quegli anni furono colti in fragrante senza subire tali conseguenze.

Nel 1988 fu nuovamente trovato positivo ad un controllo doping e si beccò una squalifica di tre anni. Proprio in questo periodo di fermo forzato, Ben Johnson si appassionò follemente al gioco offensivo del Foggia di Zeman. Il calcio era sempre stata una sua passione, tanto che in gioventù aveva anche praticato questo sport. Così, considerando anche il fatto di non poter correre per tre anni, iniziò a maturare una folla idea: quella di sostenere un provino per la squadra pugliese!

LA PRESENZA IN TRIBUNA ALLO STADIO ZACCHERIA

Le speranze del velocista canadese, di origine giamaicana, svanirono presto. Ormai alla soglia dei trent’anni e senza aver mai praticato il calcio a livello professionistico, non avrebbe avuto alcuna chance di superare il provino. Se per valorizzare il gioco di Zeman fosse bastato attaccare la profondità con la propria velocità, Ben Johnson sarebbe stato il centravanti ideale di quel Foggia. Ma quel ruolo era ricoperto a meraviglia da Ciccio Baiano, che magari era meno veloce ma era estremamente tecnico, intelligente e concreto. Così, Johnson fu costretto a rinunciare al suo sogno. La società pugliese, tuttavia, gli fece recapitare un invito per un gara casalinga contro il Cagliari.

Il velocista presenziò nella tribuna del Pino Zaccheria alla gara di campionato. Poi tentò, nel 1991, un nuovo ritorno all’atletica ma nel 93 ricadde nel solito vizietto del doping e fu squalificato a vita. Una storia simile l’abbiamo vissuta più recentemente col fenomeno dell’atletica, Usain Bolt. Da sempre tifosissimo del Manchester United, il giamaicano tentò in tutti i modi di intraprendere la carriera del calciatore. Dopo vari provini falliti, tra cui uno con il Borussia Dortmund, ebbe due brevi e trascurabili parentesi con i norvegesi dello Stromsgodset e gli australiani del Mariners prima di capire che il calcio non facesse per lui.

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