Il sogno proibito del Paron: Mazzola e Rivera insieme nel suo Milan

Quando Nereo Rocco tentò di convincere Sandro Mazzola a giocare nel Milan con Rivera.

Mazzola - Rivera
Milan (Italy), San Siro, July 3, 1977. AC Milan 2 - 0 Inter Milan, 1977 Coppa Italia Final: Sandro Mazzola, Gianni Rivera.

Compie 80 anni Sandro Mazzola, il “Baffo” simbolo della maglia nerazzurra dell’Inter e di quella azzurra della Nazionale

Una delle grandi leggende del calcio italiano taglia oggi un altro importante traguardo, dopo i tanti raggiunti nella sua lunga carriera da calciatore. Sandro Mazzola festeggia ottant’anni e si gode questo giorno dopo una vita di tanti sacrifici ma anche di tante soddisfazioni. Una vita consacrata interamente a due colori: il nerazzurro della sua amata Inter e l’azzurro dell’altrettanto amata maglia della Nazionale italiana. Eppure ci fu anche chi tentò di fargli cambiare una tinta a quei colori, cercando di unire il suo talento a quello del suo amico-rivale Gianni Rivera. Ovviamente però si trattò di un sogno rimasto proibito per sempre.

Quando Nereo Rocco tentò Sandrino per farlo giocare nel suo Milan con Rivera

Ad avere questo sogno decisamente proibito fu il Paron Nereo Rocco, l’allenatore simbolo del Milan degli anni Sessanta e Settanta che si contrapponeva alla Grande Inter di Herrera e poi di Mazzola. L’allenatore triestino aveva il piacere di allenare un altro simbolo del Milan e del calcio nostrano, come Gianni Rivera, il cui talento era contrapposto da sempre a quello del “baffo” interista. Come nel celebre dualismo Beatles-Rolling Stones tanto in voga in quegli anni, nel pallone quasi tutti pensavano che i due “abatini” non avrebbero mai potuto coesistere insieme. Meglio una sana e democristiana staffetta in Nazionale. Tutti però tranne uno. Il Paron che un giorno disse al figlio del grande Valentino: “Tu e il Gianni potete giocare insieme, vieni con noi e farete 60 gol”. Una proposta che però Sandrino non poteva evidentemente non rifiutare. Il nero e l’azzurro della Beneamata erano ormai tatuati sulla sua pelle.  Neanche la prospettiva sicuramente allettante di giocare con il suo amico-rivale rossonero poteva bastare a convincerlo. “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare“, disse Virgilio alle dannate anime dell’Inferno Dantesco nella Divina Commedia. E così disse anche Mazzola nella sua ultima partita da calciatore, guarda caso proprio contro il Milan di Rivera.

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