Intervista esclusiva a Ighli Vannucchi, ex fantasista di Empoli e Salernitana

Ighli Vannucchi
Non vuol proprio saperne di appendere gli scarpini al chiodo e, seppur nei meno noti palcoscenici della Terza Categoria, Ighli Vannucchi continua a deliziare e dispensare magie. Un vero 10, di quelli che forse non ci sono più, di quelli che il calcio italiano ha sempre provato a rinchiudere in schemi e tatticismi. Le prime magie alla Lucchese, poi l’esplosione a Salerno e i meravigliosi anni ad Empoli, dove divenne l’ispiratore di un bellissimo giocattolo capace di stupire l’Italia con un calcio fresco e offensivo. E ancora, i successi con l’Under 21, il treno non pienamente sfruttato a Palermo e poi la discesa nelle categorie inferiori. Sempre con la classe e la spensieratezza di un trequartista, uno che col pallone tra i piedi vuol divertirsi e creare. Vannucchi si è raccontato in esclusiva per noi, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera, con uno occhio anche verso il futuro.

IGHLI VANNUCCHI, CLASSE PURA IN PROVINCIA

1) Ighli Vannucchi: trequartista di grande tecnica, visione di gioco, dribbling e fantasia. Uno dei veri 10 del calcio italiano, eppure è sempre mancato quel qualcosa in più per il grande salto hai mai avuto la possibilità di trasferirti in una grande squadra? Hai qualche rimpianto nella tua carriera da professionista?
Grazie mille per le belle parole. Sono contento di essere il fantasista di periferia; sono una persona semplice che ha ottenuto l’obiettivo prefissato giocare a calcio divertendomi e facendo divertire. Il fatto di essere continuamente corteggiato da tifosi di tutta Italia e giornalisti conferma di aver scelto il percorso giusto per me.
2) il trequartista è sempre stato un ruolo particolare. In un mio articolo ho descritto il ruolo con la citazione “trequartisti si nasce, non ci si diventa”. Sei d’accordo? Pensi che il 10 sia stato spesso ingabbiato dal tatticismo, costretto a giocare sull’esterno o come seconda punta?
Il 10, il fantasista, è l’essenza del calcio, è il calcio stesso. Gli allenatori hanno sempre temuto e temono questa figura perchè è uno spirito libero che può realizzare tutto quello che vuole. La libertà la si vede nel quotidiano e spaventa ogni situazione di controllo. Infatti è una figura sparita…purtroppo.

UNA CARRIERA DI FANTASIA

3)Qual è stato l’idolo d’infanzia di Ighli Vannucchi? E qual è stato il tuo preferito tra i grandi 10 dei tuoi anni?
Sempre stato Michel Platini dipende, estro creatività classe e simpatia!
4) Hai avuto tanti allenatori nella tua carriera. Quali ti hanno lasciato di più dal punto di vista umano o tattico. Con quale, invece, hai trovato meno feeling?
Con Cagni e Prina ho avuto il massimo di rapporto e stima, ricambiando con prestazioni indimenticabili per molti appassionati e tifosi. Con Baldini e Serena invece ho trovato delle difficoltà.
5) Nel 2003 sei passato in una piazza importante come Palermo, in una società ambiziosa che da lì a poco avrebbe vinto il campionato di B e sarebbe arrivata in Europa. Nella tua posizione c’erano diversi calciatori di grande talento come Zauli, Brienza e all’occorrenza Gasbarroni. Pensi che l’esperienza in rosanero non abbia funzionato per via della concorrenza o ci sono state altre motivazioni?
Non ha funzionato perchè come allenatore c’era Silvio Baldini. Per caratteristiche, credo che saremmo stati un potenziale centrocampo a 5 da paura…

EMPOLI E UNDER 21

6)La miglior versione di Vannucchi l’abbiamo vista sicuramente ad Empoli. Una piazza che ha saputo valorizzarti e lasciarti libero di esprimere. In Toscana, inoltre, hai avuto modo di veder crescere tanti talenti come Giovinco o Marchisio. Che rappresenta la piazza empolese per te? Qual è il segreto di tanta competenza pur non essendo una società di primo piano?
Ad Empoli ho trovato quello che cercavo, liberta di espressione, valorizzazione dei giovani e un ambiente più familiare. Ho dato tutto e anche più per quella piazza e ancora adesso sento il loro affetto, anche a distanza!
7) Nel palmares di Ighli Vannucchi c’è un titolo europeo con la Nazionale under 21, vinto in Slovacchia nel 2000. Ci racconti qualcosa del tuo biennio con gli azzurrini?
Indossare l’azzurro è estremamente gratificante e ti rende orgoglioso, allenarti con giocatori di livello in un team dove hai tutto. Esperienza magica unica che porterò per sempre nel cuore

IGHLI VANNUCCHI TRA PRESENTE E FUTURO

8) Da qualche stagione stai militando nelle categorie dilettantistiche, ci si diverte davvero di più senza tutte quelle pressioni? E cosa pensi dell’attuale situazione drammatica che il calcio minore sta vivendo con il forzato stop per il Covid?
La Terza Categoria ha riscoperto in me una seconda giovinezza. Un calcio diverso, più antico. Un calcio che sognavo da bambino, in cui esistono solo i valori e l’amicizia. Purtroppo stiamo soffrendo per la situazione attuale ma speriamo di poter ripartire nella stagione nuova e al mio fianco avrò mio figlio. Sarà un’emozione unica giocare con lui!!!
9) Che farà Ighli Vannucchi una volta appese le scarpe al chiodo? Pensi di rimanere nel mondo del calcio? Ti piacerebbe allenare? Se si, che idea di gioco vorresti proporre e come configureresti il trequartista nel tuo calcio?
Dal 2014 gestisco la mia linea di abbigliamento www.ilbomber.it . Pensare di appendere le scarpe al chiodo è presto… ci avevo provato 4 anni fa ma alla fine è rimasto solo il chiodo al muro!!!
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