William “Fatty” Foulke, il leggendario Bud Spencer dei portieri inglesi

William Fatty Foulke

William Foulke, soprannominato Fatty per la sua mastodontica stazza, è stato uno dei migliori portieri inglesi di sempre. Oltre ad essere un ottimo numero 1, era anche un personaggio incredibile. Tanti gli episodi al limite della sua purtroppo breve vita.

IL PORTIERE WILLIAM “FATTY” FOULKE

Gli amanti di Holly e Benji, il famoso cartone animato giapponese sul calcio, penseranno subito a Theo Sellers. Il gigantesco portiere, presente in alcuni episodi, era uno dei personaggi più “particolari” dell’anime. Ma nella realtà, ben prima di lui, è esisto un numero 1 alquanto simile dal punto di vista fisico: William Foulke. Nato nel 1874, si contraddistingue, fin da giovane, per la stazza fuori dal comune per quei tempi: è infatti alto 1.93 e pesa oltre 130 chili. Nonostante la mole imponente, si specializza nel ruolo del portiere. Scopre questa passione dopo aver abbandonato la scuola e aver iniziato a lavorare come minatore. Proprio nella squadra di calcio dei minatori con cui lavorava, i Blackwell Colliery, comincia a farsi conoscere.

Le sue prestazioni sono talmente di alto livello, che un giornale del posto ne parla in termini lusinghieri e lo considera come uno dei più grandi prospetti nel ruolo di tutta l’Inghilterra. Se ne accorge presto lo Sheffield United, all’epoca una delle più grandi squadre del Paese, che lo ingaggia per 20 sterline. In una delle migliori compagini della Prima Divisione, William prende subito i gradi del titolare e disputa un torneo di altissimo livello. Anche i tifosi iniziano ad adorarlo, tanto che, al termine di allenamenti e partite, non è raro vederlo con loro al pub a bere birra in grandi quantità. Meno amato, invece, William Fatty Foulke lo sarà dai tifosi avversari, che lo bersaglieranno con un leggendario coro  che recita, in italiano, più o meno come “Chi ha mangiato tutte le torte? Tu brutto ciccione. Tu brutto ciccione hai mangiato tutte le torte, gli hamburger e le patatine”.

I SUOI MODI BRUSCHI A DIFESA DELLA PORTA E DEI COMPAGNI

Il coro lo accusa di mangiare torte, hamburger e patatine ed è più o meno quello che William Fatty Foulke fa nella realtà. Il suo peso inizia gradualmente ad aumentare, così come la sua passione per la birra. Ma le prestazioni in campo, almeno inizialmente, non ne risentono. Nel 1897, il suo Sheffield arriva secondo a fine campionato, alle spalle dell’Aston Villa. Fatty è il portiere meno battuto della Prima Divisione ma inizia a farsi conoscere anche per altro. Spesso, infatti, i giornali del tempo, oltre che le sue ottime parate, raccontano anche delle sue proverbiali risse. Stiamo parlando di un periodo in cui non esiste ancora un vero e proprio regolamento del calcio e sono consentiti degli interventi totalmente fuori posto. Basti pensare che gli attaccanti possono tranquillamente buttare a terra il portiere senza essere sanzionati. Il problema è che farlo con Foulke è praticamente impossibile e spesso, chi ci prova, finisce per rimbalzargli contro, proprio come nei film di Bud Spencer.

Le ottime partite con lo Sheffield gli valgono anche la prima convocazione in Nazionale. Esordisce nel 4-0 della sua Inghilterra contro il Galles ma da lì in poi, anche un pò misteriosamente, non viene più preso in considerazione. Nel campionato successivo si macchia di un episodio comico, che gli vale ulteriori prese in giro da parte degli avversari. Nel tentativo di compiere un parata, si arrampica ad una traversa ma il suo peso è eccessivo e tutta la porta viene giù. Lui non riporta conseguenze ma l’arbitro è costretto a sospendere la partita. Proprio nella sua seconda stagione, vince però il campionato, il primo e unico nella storia dello Sheffield. Per i giornalisti dell’epoca, è addirittura il miglior portiere del mondo. Un colosso che difende con grinta e personalità la sua porta ma anche i suoi compagni e l’onore del club in cui milita!

I CONTINUI AUMENTI DI PESO E L’INVENZIONE DEL RACCATTAPALLE

Durante una sfida contro il Liverpool, il centravanti avversario Allan ha la cattiva idea di deriderlo nel corso del match. Stufo di sentirlo, William Foulke abbandona la porta, lo afferra di peso e lo sdraia col viso nel fango. Ovviamente, non essendo previsto dal regolamento, non viene sanzionato. Alcune settimane dopo, un altro avversario fa la stessa cosa, provando a prenderlo in giro e lui gli si siede sulla schiena, quasi soffocandolo. Rischia grosso, invece, un altro attaccante, Bell, che quasi ci rimette le penne. In questo caso, lo scontro è fortuito ma la punta cade a terra privo di sensi ed è costretto ad alcuni giorni di convalescenza. Intanto, però, il suo peso continua ad aumentare e supera i 145 chili.

Nonostante la mole sempre più imponente, il suo rendimento non ne risente. Non è mai stato un portiere agile ma ha un grande senso della posizione, è un para rigori nato e sulle palle alte è formidabile. La dirigenza, inoltre, ha l’idea di piazzare due ragazzini esili delle giovanili ai lati della porta. In questo modo, viene mostrata ancora più nettamente la sua stazza e gli avversari si intimoriscono. William Fatty Foulke, però, decide di rendere utili quei due ragazzini alla causa e, quando il gioco è dall’altra parte del campo, li manda a raccogliere i palloni finiti fuori. In pratica, inventa il ruolo del raccattapalle, mai usato prima di allora.

WILLIAM FATTY FOULKE E LA VITTORIA DELLA FA CUP TRA LE POLEMICHE

Nel 1899 lo Sheffield United conquista la prima FA Cup della sua storia. Due anni dopo, invece, il club arriva secondo, perdendo la finale. Ma l’occasione del riscatto è immediata, perchè nel 1902 lo Sheffield raggiunge nuovamente la finalissima. E sarà anche la partita che renderà una vera leggenda William Fatty Foulke. La sua squadra, dopo aver dominato, passa in vantaggio al decimo minuto del secondo tempo. A quel punto, il tecnico ordina ai suoi ragazzi di chiudersi tutti in difesa, a difesa di quel gol. Ed è qui che Fatty Foulke diventa il protagonista assoluto, compiendo una serie di interventi fantastici, alcuni dei quali davvero miracolosi. Ma a due minuti dal termine, l’arbitro non rassegna una netta posizione di fuorigioco da parte di Wood, attaccante del Southampton, che pareggia indisturbato.

A fine partita, la rabbia dei giocatori dello Sheffield è tale da costringere l’arbitro a fuggire e nascondersi in un armadietto delle pulizie. Sarà proprio Foulke, completamente nudo, a spaccare letteralmente la porta. Solo l’intervento di 5 compagni gli impedisce di picchiare il povero direttore di gara. Non essendoci squalifiche, Fatty Foulke è nuovamente al suo posto in vista della ripetizione della gara, in programma una settimana dopo. Anche grazie al suo rendimento, nuovamente altissimo, lo Sheffield riesce a vincere la partita per 2-1 e conquista la seconda FA Cup della storia. Il punto più alto della sua carriera, però, coincide anche con l’inizio del suo declino, piuttosto rapido e impietoso. (Clicca QUI per un breve video dell’epoca che lo ritrae in azione).

IL DECLINO E LA MORTE PREMATURA

La dipendenza all’alcol inizia a farsi sempre più forte e anche il suo peso diventa insostenibile. William Fatty Foulke supera ormai i 150 chili e il rendimento in campo inizia a risentirne. Per gli avversari, diventa quasi facile segnarli sui tiri rasoterra. Continua a parare molti rigori ma compie anche un numero elevatissimo di errori. Ormai, del portiere infallibile e autoritario di qualche anno prima, resta ben poco. Perso il posto da titolare, gli propongono anche un taglio all’ingaggio ma lui non accetta e si accasa al Chelsea per 50 sterline, in Seconda Divisione. I Blues sono stati appena fondati ma hanno ambizioni importanti. Foulke disputa un buon torneo, pur senza toccare i fasti del passato.

Nonostante le buone partite, però, gli effetti dell’alcolismo iniziano a palesarsi sempre più. E’ nervoso, scontroso, irascibile. Capita, addirittura, che in più di un’occasione lasci il campo contrariato durante la gara per dissidi con dei compagni. Per non parlare degli atti di violenza nei confronti degli avversari, sempre più frequenti. Anche per via di questi suoi atteggiamenti, il Chelsea manca la promozione di pochissimo e lui decide di andare via. Si accasa, sempre per 50 sterline, al Bradford, club che naviga nelle posizioni di metà classifica della Seconda Divisione. Disputa 21 incontri ma ormai non ne ha più. Curiosamente, gli capita nuovamente di rompere una traversa, facendola venire giù col suo peso sempre più imponente.

Nel 1907, a soli 33 anni, decide di ritirarsi dal calcio. In preda alla povertà e all’alcolismo, tira su qualche soldo sulle spiagge di Blackpool. Lo fa sfidando la gente a fargli gol su calcio di rigore e scommettendoci sopra del denaro. Durante queste sfide, denominate “batti il portiere”, William contrae anche una brutta polmonite. Se ne andrà definitivamente qualche anno dopo, nel 1916, all’età di 42 anni per via di una cirrosi epatica. Purtroppo, non è mai riuscito a spostare alcol e cibo dalla sua vita, come invece faceva, con irrisoria facilità, con i suoi avversari…

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