William Cropper, l’attaccante inglese a cui si perforò l’intestino in campo

William Cropper

William Cropper fu un ottimo giocatore di cricket e, successivamente, un discreto calciatore. Purtroppo, è stato anche il primo giocatore di calcio a morire ufficialmente per via di un colpo ricevuto in campo. Il durissimo scontro con Dan Doyle gli provocò la rottura dell’intestino tra urla e dolori atroci.

WILLIAM CROPPER, IL CAMPIONE DI CRICKET PRESTATO AL CALCIO

Ci troviamo nel 1889, in Inghilterra. Il calcio, ormai da qualche anno, sta prendendo sempre più piede, appassionando centinaia di migliaia di persone. In molti casi, questo “nuovo” sport sta soppiantando il cricket, vecchia passione dei britannici. Non è neanche raro vedere atleti che praticano contemporaneamente entrambe le discipline. E’ il caso, ad esempio, di William Cropper, un brillante battitore del Derbyshire County Cricket Club. Da circa un anno, infatti, ha scoperto di cavarsela piuttosto bene anche nel calcio. E’ un attaccante, per essere più precisi, basandoci sulle tattiche del tempo, è solito giocare da mezzala destra o da ala destra. Le sue qualità hanno attirato le attenzioni dello Staveley, formazione calcistica locale che, da qualche tempo, sta meditando di passare al professionismo.

Anzi, a dirla tutta, la società ha già avviato tutti i procedimenti burocratici e ha inviato le carte alla Federazione per chiedere il cambio di status dalla stagione successiva. Il processo di trasformazione, poi, svanirà a causa del basso numero di abitanti della cittadina e dei molti debiti accumulati dal club che lo porteranno alla definitiva scomparsa. Cropper ne è uno dei punti di forza. E’ un ottimo atleta, come dimostrano i successi ottenuti nel cricket, lo sport nel quale eccelle e vanta perfino qualche apparizione in Nazionale, ultima delle quali contro l’Australia. Il fatto che le due discipline, al di là di un piccolo periodo di concomitanza, si svolgano in due fasi differenti dell’anno, lo aiuta a sdoppiarsi al meglio. Le cronache del tempo lo descrivono come un giocatore affidabile e intelligente, nonché mentalmente molto solido e coraggioso. Insomma, uno sul quale gli allenatori possono fare sempre conto.

QUEL TRAGICO 13 GENNAIO

Il 13 gennaio, lo Staveley deve affrontare una dura trasferta sul campo del Grimsby Town. Gli avversari sono noti per il loro gioco ben sopra le righe, spesso al limite del regolamento. Ma la squadra ospite non ha certamente timore ed è pronta ad affrontare la battaglia. Lo è meno Cropper, che si presenta all’appuntamento con i compagni con il chiaro intento di non scendere in campo, quasi come se avesse avvertito un sentore. Il giorno prima, infatti, ha trovato lavoro come giardiniere presso un esclusivo club di cricket della contea. Per questo, non vuol rischiare di subire infortuni e, dati i molti impegni che l’altro sport gli richiederà da lì in avanti, medita di lasciare il calcio. Allenatore e compagni, tuttavia, lo convincono piuttosto facilmente. E’ un uomo che non si tira indietro, è un combattente e per questo non possono farne a meno in una partita così dura.

E’ una giornata molto fredda, c’è un forte vento e il campo è particolarmente scivoloso. Insomma, le premesse sono quelle di una vera e propria battaglia. Nel Grimsby peraltro, gioca Dan Doyle che, suo malgrado, sarà il protagonista in negativo di questa vicenda. E’ un calciatore scozzese molto noto in quegli anni, quasi una superstar ma ha una pessima reputazione dal punto di vista caratteriale. E’ considerato un mercenario, una banderuola, uno che è solito minacciare di continuo i presidenti dei club per strappare contratti migliori, optando per l’addio in caso contrario. Anche in campo è uno che non le manda a dire, per qualcuno è addirittura un delinquente per le sue entrate assassine, nonché l’incubo assoluto degli arbitri. E’ il pezzo pregiato del Grimsby, che lo ha acquistato da poco tempo. La sua reputazione, tuttavia, verrà offuscata per sempre dall’incontro/scontro con William Cropper.

IL PRIMO DRAMMA UFFICIALE SU DI UN CAMPO DI CALCIO

La sfida è iniziata soltanto da 8 minuti. Ci sono già stati diversi contrasti duri ma regna l’equilibrio. All’improvviso, nei pressi della zona mediana, la palla si impenna e viene contesa da due calciatori. Uno è William Cropper, l’altro Dan Doyle, il peggior cliente possibile. Chi lo conosce, sa benissimo che non tirerà mai indietro la gamba. Anzi, quelle situazioni sono il suo pane quotidiano. Lo scozzese, infatti, non solo non si ferma ma decide addirittura di alzare il ginocchio, un po’ come fanno i portieri quando escono in presa alta. L’impatto avviene esattamente sullo stomaco di Cropper ed è violentissimo. L’attaccante dello Staveley si rotola a terra, emette lancinanti urla di dolore. La situazione appare immediatamente gravissima.

Mentre lo accompagnano a fatica fuori dal terreno di gioco, il ragazzo urla letteralmente “mi hanno ucciso, mi hanno ucciso“. La sua, purtroppo, si rivelerà una profezia. Secondo le prime ricostruzioni, William sarebbe morto direttamente negli spogliatoi. Una versione che, però, la dirigenza del Grimsby ha sempre smentito. Notando le sue condizioni gravissime, decidono di non trasportarlo in ospedale, troppo distante dal luogo. Lo portano dall’altra parte della strada, rispetto al campo sportivo, dove ha il proprio studio Charlie Parker, un medico. Costui lo assiste tutta la notte ma il mezzogiorno seguente è costretto a costatarne il decesso. Dall’autopsia emerge un buco di quasi due centimetri all’altezza dell’intestino.

Scattano immediatamente le indagini e Doyle finisce tra gli indagati.  Al termine verrà scagionato perché il medico legale stabilirà che l’impatto era stato del tutto fortuito. La reputazione di Doyle rimarrà per sempre macchiata e, per molto tempo, anche quella del Grimsby, con numerosi avversari che rifiuteranno di sfidarli per il loro gioco troppo duro. William Cropper, invece, non è mai stato dimenticato: nel cimitero di Brimington gli è stato dedicato un memoriale in marmo. Una scultura raffigurante un pallone da calcio, una mazza da cricket e dei ceppi circondati da una corona d’alloro con una scritta in suo ricordo. Un omaggio ad un ragazzo che amava lo sport e che, purtroppo, verrà sempre ricordato per il triste primato di essere, probabilmente, il primo calciatore a morire per via di uno scontro di gioco…

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