Viktor Chanov: l’ex numero 1 della Dinamo Kiev morto tragicamente

Viktor Chanov

Storico estremo difensore della grande Dinamo Kiev del Colonnello Lobanovski, Viktor Chanov fu anche il fidato dodicesimo del fortissimo Dasaev in Nazionale. In carriera, ha vinto numerosi titoli, sia in Unione Sovietica che in Israele. E’ purtroppo deceduto nel 2017 in seguito alle lesioni riportate durante un’aggressione subita per strada.

VIKTOR CHANOV E LA DINASTIA DI FAMIGLIA

Il sangue del grande portiere gli scorreva nelle vene. Non poteva essere altrimenti, dato che il padre Viktor e il fratello maggiore Vyacheclav erano stati entrambi professionisti, proprio come estremi difensori. Nativo di Doneskt, Chanov si rivelò presto come un numero 1 molto promettente. Iniziò la sua carriera proprio nelle file dello Shaktar, la squadra più importante della città ucraina. Estremamente pratico ed efficace nello stile, non impiegò molto tempo a guadagnarsi i gradi del titolare ma, soprattutto, ad attirare le attenzioni di Valerij Lobanovski, allenatore della Dinamo Kiev. La compagine ucraina, in quegli anni, era una delle più grandi squadre del calcio sovietico. Viktor Chanov vi arrivò nella stagione 82-83, dando vita ad un lungo periodo di successi.

Nello stesso anno del suo trasferimento alla Dinamo, Chanov vide aprirsi anche le porte della Nazionale. Questo perchè alla guida dell’URSS, ricoprendo il doppio incarico, approdò lo stesso Colonello Lobanovski, che già era stato sulla panchina sovietica qualche anno prima. Chanov iniziò un lungo rapporto con la selezione nazionale, ricoprendo il ruolo di dodicesimo alle spalle di un grande portiere come Rinat Dasaev. Pur collezionando relativamente poche presenze (21 in tutto), l’estremo difensore della Dinamo Kiev riuscì a togliersi diverse soddisfazioni. Basti pensare che, pur giocando saltuariamente, mantenne la propria porta imbattuta per ben 10 gare consecutive, dal 1982 al 1988. Per questa ragione, specialmente nei primi anni, rappresentò un vero e proprio talismano per l’URSS.

LA VITTORIA DELLA COPPA DELLE COPPE

Durante il suo periodo alla guida della Nazionale, Lobanovski decise di affidarsi con frequenza al blocco di calciatori da lui allenato alla Dinamo Kiev. Nell’11 titolare, per l’appunto, Chanov rappresentava una delle poche eccezioni. Se al Mondiale giovanile del ’79 si era disimpegnato da protagonista assoluto, nelle successive competizioni a livello senior si accontentò di strappare la convocazione. Ciò nonostante, la sua carriera continuò a regalargli importanti gioie. Se in patria i successi erano continui, con 3 campionati, 4 coppe e 2 supercoppe, il grande sussulto ci fu in occasione della Coppa delle Coppe 85-86.

La fortissima Dinamo Kiev giunse all’atto finale contro l’Atletico Madrid dopo un cammino pressoché perfetto. I Colchoneros furono disintegrati con un secco 3-0 che permise alla squadra ucraina di bissare la vittoria di un decennio prima. Per Chanov, titolare indiscusso di quella compagine, fu uno dei punti più alti della sua carriera, ripagata anche dalla nomina di miglior portiere sovietico dell’anno 1986. Un’altra grande soddisfazione, che avrebbe potuto essere addirittura maggiore, il portiere se la tolse durante Euro ’88. Anche in quell’occasione, il titolare designato era Dasaev, che in quel periodo era uno dei migliori numero 1 al mondo.

Nel Mondiale di 2 anni prima, con le gerarchie immutate, Chanov era riuscito a esordire nella gara vinta 2-0 contro il Canada, come “premio” ricevuto da Lobanovski. L’Europeo sembrava invece destinato a guardarlo dalla panchina se non fosse stato che durante il secondo match del girone contro l’Irlanda, Dasaev non si fosse infortunato. Chanov prese il suo posto, riuscendo nuovamente a mantenere la porta inviolata. Al termine della partita, Dasaev sembrava destinato a lasciare la truppa, dato che il problema sembrava più grave del previsto. La Federazione si era già attivata per convocare Zidkov come sostituto, con Viktor Chanov che si sarebbe trovato incredibilmente titolare. Dasaev, invece, recuperò a sorpresa e fu tra i pali anche nel corso della finalissima persa contro l’Olanda di Van Basten!

LA PARENTESI IN ISRAELE

Dopo aver vinto l’argento all’Europeo, totalizzando anche una presenza, Chanov vide interrompersi l’incredibile record di imbattibilità in Nazionale. Lobanovski, infatti, lo mandò in campo nel corso di un’amichevole contro la Germania Ovest, nel settembre del 1988. La gara si concluse col punteggio di 1-0 a favore dei tedeschi. Curiosamente, dopo aver visto la sua porta rimanere inviolata nelle prime 10 apparizioni con l’URSS, Viktor subì 9 gol nelle restanti 11. Ormai abbastanza avanti con gli anni e in fase calante, Chanov fu progressivamente scalzato da Uvarov nel ruolo di dodicesimo. Durante il Mondiale di Italia ’90, Dasaev (capitano di quella squadra) si rese protagonista di numerosi errori. Lobanovski, così, decise di sostituirlo con lo stesso portiere della Dinamo Mosca.

Al termine della competizione, il numero 1 abbandonò anche la Dinamo Kiev e decise di andare a guadagnare qualcosa in più in Israele. Convinto da un ricco contratto, si legò al Maccabi Haifa con cui vinse il campionato al primo tentativo e ben due coppe nazionali nelle stagioni seguenti. Nello stesso periodo, l’Ucraina ottenne la possibilità di formare una propria nazionale indipendente. Viktor Chanov, tuttavia, non riuscì mai a esordire con la selezione del suo Paese d’origine. Le ultime avventure della carriera lo videro tra i pali del Bnei Yehuda, sempre in Israele, e infine dell’Arsenal Kiev. Con lo stesso club ucraino, nel 95-96, divenne anche allenatore, decidendo di appendere così i guanti al chiodo.

LA TRAGICA MORTE DI VIKTOR CHANOV

Il rapporto seguente tra l’ex portiere e il calcio non fu del tutto soddisfacente. Chanov, infatti, dopo la breve parentesi sulla panchina dell’Arsenal Kiev, rimase nell’ombra per diversi anni. Soltanto nel 2006-07 il suo nome tornò in auge, quando la Dinamo Kiev si ricordò di lui e gli offrì il ruolo di collaboratore tecnico nello staff del tecnico Demjanenko, suo ex compagno di squadra e di nazionale. L’esperienza dell’allenatore fu però poco fortunata e si concluse nella stessa stagione. L’allontanamento di Demjanenko, pertanto, coincise con quella dei suoi assistenti. Da quel momento in poi, Chanov rimase fuori dal calcio.

Il 20 gennaio del 2017, Viktor Chanov era alla guida della sua auto e percorreva le strade di Kiev. Improvvisamente, mentre era fermo ad un semaforo, fu aggredito da alcuni malviventi. Nella colluttazione che seguì, l’ex portiere fu violentemente colpito in testa, perdendo i sensi e finendo in coma. Trasportato di urgenza in ospedale e immediatamente operato, Viktor non si svegliò mai più. L’8 febbraio, dopo 3 settimane da quella maledetta aggressione, morì. I suoi carnefici sono rimasti ignoti e ancora oggi non si conoscono le cause di un così brutale e vigliacco attacco. Una dipartita che ha toccato il cuore di milioni e milioni di tifosi, che ricordavano quel portiere dai folti baffi, titolare inamovibile della grande Dinamo Kiev di Lobanovski e fedelissimo secondo dell’ultima grande Nazionale sovietica.

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