Sandro Ciotti e il sogno di giocare nel Torino svanito a causa della musica

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18 luglio 2003: muore Sandro Ciotti, The Voice del calcio italiano

Il 18 luglio 2003 si spegneva a Roma Sandro Ciotti, storica prima voce della trasmissione “Tutto il Calcio Minuto per Minuto”. Il popolare giornalista sportivo però non si distinse solo nel calcio. Seguì diverse discipline sportive, ebbe anche alcune esperienze come regista e soprattutto una grande passione che era quella della musica. Una passione però che ad un certo punto della sua vita non sembrava coniugarsi bene con quella per il calcio.

La modesta carriera da calciatore di Sandro Ciotti

Sandro Ciotti, infatti, prima di diventare uno dei grandi maestri del giornalismo sportivo, fu anche un discreto calciatore. Cresciuto nelle giovanili della Lazio, giocò come difensore con i bianco-celesti. A svezzarlo fu l’allenatore Dino Canestri, il quale catechizzava i suoi ragazzi con continue indicazioni tattiche, come raccontato anni dopo dallo stesso Ciotti: “Mai offrirsi in linea con un compagno all’avversario portatore di palla”, “Mai battere centralmente un calcio di rimessa”, “Mai aspettare la palla, ma andarle incontro”. Questi erano i comandamenti di Dino Canestri e chi li disobbediva era costretto a sorbirsi una bella serie di giri di campo. Nelle giovanili laziali però Ciotti ebbe anche l’opportunità di misurarsi con campioni del calibro di Silvio Piola, ai quali si dava rigorosamente del Lei. Ma anche con giocatori più “normali” come un certo Uber Gradella, con il quale il giovane Sandro legò immediatamente soprattutto per una passione che li accomunava. Ossia quella per la musica.

Il sogno di giocare nel Torino che svanì per “colpa” della musica

Del resto Sandro Ciotti aveva avuto come padrino di battesimo il poeta romano Trilussa che evidentemente favorì l’interesse del ragazzo verso altre discipline artistiche. E Sandro si buttò sulla musica. Nel 1942, infatti, mentre giocava nelle giovanili della Lazio, decise di iscriversi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, iniziando a studiare per imparare a suonare il violino. A seguirlo fu il suo compagno di squadra Gradella che giocava in porta e che seguiva le lezioni di canto. Il calcio e la musica divennero così parte integrante della vita del giovane Ciotti così come di quella di Gradella. Spesso però queste due grandi passioni però finivano per scontrarsi tra di loro. Non era facile gestire entrambi gli impegni e capitava spesso che i due ragazzi si presentavano in ritardo agli allenamenti. Ritardi che solo la signorilità e la passione del mister Canestri potevano far passare in cavalleria. Tuttavia Sandro aveva un sogno ed era quello di diventare un giocatore del Torino. Nel frattempo però la sua carriera da calciatore proseguì tra Viterbese, Frosinone, Anconitana Forlì e Terracinese ultima tappa della sua avventura calcistica terminata nel 1956. Ad un certo punto arrivò il momento di scegliere tra fare il calciatore o fare altro. Sandro Ciotti scelse il giornalismo sportivo che gli permise di conciliare la passione per il calcio e quella per la musica. Il suo sogno di giocare nel Toro rimase soltanto tale. In compenso però ci diede emozioni con la sua voce anziché con i suoi piedi sui campi di tutta Italia.

FOTO: Wikipedia.org.

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