Robin Friday, il folle fuoriclasse inglese che nessuno ha mai visto giocare!

Robin Friday

Robin Friday è una vera leggenda, tanto da ispirare un libro scritto dal bassista degli Oasis e venire ricordato, nella memoria degli inglesi, come uno dei più grandi calciatori nati nel loro Paese. Eppure l’ormai defunto e talentuoso giocatore nato ad Acton non ha mai militato in Premier League!!! Ecco la sua vita, fatta di eccessi e preoccupanti vizi!

ROBIN FRIDAY, UN TIPO POCO RACCOMANDABILE!

Avete presente George Best e le sue ormai leggendarie dichiarazioni? Frasi del tipo “Ho speso una fortuna in donne, alcol e macchine, tutto il resto l’ho sperperato”? Bene, in confronto a Robin Friday, George Best era un vero e proprio angioletto! Nato ad Acton, un piccolo quartiere nei pressi di Londra, Robin dimostra subito di avere un talento calcistico smisurato. E’ un’ala destra, proprio come Best, ma può anche ricoprire il ruolo di centravanti perchè rispetto al ben più celebre collega irlandese, Friday ha anche una notevole forza fisica. Classe 52, cambia diverse squadre già durante il settore giovanile per via della sua indisciplina, militando nel Crystal Palace, nel QPR, nel Chelsea e nel Reading. Proprio con questa maglia, in futuro, diventerà un’icona.

Malato di asma, ben presto il ragazzo inizia a mostrare un’indole ben difficile da gestire. E’ un duro, uno che non si fa mettere i piedi in faccia da nessuno, che non disdegna l’uso della violenza per farsi rispettare. Inoltre scopre, fin da adolescente, di avere una certa “passione” per l’alcol, per la droga e per le donne. Se nella vita di tutti i giorni è un vero e proprio disastro, in campo Robin si trasforma in uno splendido cigno. “Absolutely fabolous” l’espressione usata dal medico sociale del Cardiff per definire il controllo di palla di Friday, il tutto abbinato ad uno spiccato senso del gol, a una fantasia fuori dal comune e ad un dribbling ubriacante!

A 16 anni, mentre il suo talento da calciatore fatica a sbocciare per via del carattere, si accorge di non essere fatto per il lavoro onesto e pensa bene di darsi alla malavita. Inizia a compiere dei furti ed è anche piuttosto bravo ma, come capita quasi sempre, viene colto sul fatto e finisce in prigione. Per sua fortuna, stavolta l’asma gli viene in aiuto. Le sue condizioni di salute gli permettono un rilascio anticipato e se la cava. Tuttavia, non sarà l’unica visita, nel corso della sua breve e scellerata vita, all’interno di un carcere. Proprio il secondo arresto si rivelerà decisivo per la sua carriera calcistica. Qui, infatti, inizia a giocare per la squadra della prigione e a farsi notare per la sua classe sublime, tanto da meritarsi un provino con il Reading, che alla fine lo tessera a 17 anni.

LE PRIME GESTA “EROICHE”

In questo periodo, Robin Friday si sposa, giovanissimo. La fortunata è Maxime, una ragazza di colore dalla quale avrà un figlio, Nicola. In un periodo in cui in Inghilterra insorgono polemiche a sfondo razziale, il suo matrimonio multietnico gli causa diversi problemi, con addirittura un’aggressione subita in un pub. Il primo contratto vero lo strappa nel ’71 e glielo offre il Walthamstow, squadre semi professionistica che milita in Isthmian League. Qui imparano ad amarlo, nonostante i suoi eccessi, nonostante i suoi vizi e la sua totale mancanza di affidabilità, così come faranno, nella stagione successiva i tifosi dell’Hayes. Si narra che una volta la squadra sia costretta ad iniziare la gara in 10 perchè lui si trova nel bar vicino allo stadio a bere.

Siamo in un periodo in cui non sono consentiti i cambi, per cui la squadra stringe i denti fino al suo arrivo, che slitta al secondo tempo.  E’ in condizioni penose, ubriaco fradicio ma riesce a siglare il gol vittoria, per poi passare di fronte al proprio allenatore e dire “Visto stronzo? Adesso torno a bere e non rompermi mai più i coglioni”! Sempre durante la sua avventura con la maglia dell’Hayes, Friday rischia la vita: talmente ubriaco, sale incautamente su un tetto, salvo poi scivolare e precipitare sotto, terminando il suo volo su di un palo affilato che li penetra il corpo, fermandosi a pochi centimetri da un polmone. A detta di molti medici sarebbe un miracolo vederlo tornare ad avere una vita normale, ma lui riesce nell’impresa di tornare addirittura in campo dopo soli 4 mesi!

ROBIN FRIDAY E IL GRANDE SALTO AL READING

Nonostante i suoi eccessi e la sua vita sempre al limite, le imprese calcistiche di questo ragazzo e la sua confidenza con la porta avversaria, iniziano a fare il giro dell’Inghilterra. Diverse squadre si interessano a lui, molte delle quali si ritirano presto dall’affare per via del suo modo di essere. Di lui si ricorda anche il Reading, col quale ha fatto un anno di settore giovanile nel 1968. I Royals lo acquistano nel Gennaio del ’74, soffiandolo al Watford. Appena arrivato, mentre cerca un appartamento dove andare a vivere, chiede candidamente ad un dirigente della squadra quale sia la miglior zona per andare a comprare droga. Inizialmente, firma un contratto amatoriale, decidendo di proseguire anche nel suo lavoro.

Viene aggregato in un primo momento alla squadra riserve, segnando da subito valanghe di gol ma facendosi anche notare per le sue entrate assassine in allenamento ai danni dei compagni. Redarguito più volte a tal proposito, si toglierà il classico sassolino dalla scarpa quando verrà aggregato alla prima squadra: “Fantastico, mi ero rotto di giocare con quei finocchi!” La prima squadra del Reading è in crisi nera, un periodo condito da tantissime sconfitte, da critiche e da assenza di un gioco convincente. Ma con Robin Friday in campo la squadra ritrova tutte le proprie qualità e si trasforma. Tutti impazziscono per lui e per le sue giocate, per i suoi gol incredibili e per la sua classe smisurata. Peccato che fuori dal campo non dà alcun cenno di miglioramento.

E’ solito girare e litigare in tutti i pub della città, molti dei quali gli proibiscono l’ingresso per le sue frequenti scenate. Una sera si ritrova a bere in un night e, trasportato dalla musica, pensa bene di alzarsi e andare a ballare in pista. Peccato che quando toglie il cappotto, sotto sia completamente nudo! Senza alcun problema, prosegue a ballare in quel modo tutta la notte! Nel tentativo di placarlo, il tecnico del Reading, Hurley, lo costringe a trasferirsi nello stesso condominio dove vive l’ex custode dello stadio, un povero vecchietto di 80 anni suonati che dovrebbe controllarlo. Chiaramente la mossa non ha alcun esito ma finisce solo per distruggere la quiete di quel signore e della sua famiglia costretta a sopportare anche a notte fonda i suoi dischi metal a tutto volume.

IL PEGGIORAMENTO DELLO STATO DI SALUTE

Sempre durante il suo periodo al Reading, Robin Friday, durante una trasferta, fa fermare il pullman nei pressi di un cimitero con la scusa di dover fare pipì. In realtà si introduce tra le lapidi e ruba alcune decorazioni presenti per sistemarle, al suo ritorno nel bus, attorno al presidente del club, che dorme candidamente al suo posto. Un’altra volta prende un cigno come animale domestico, portandolo tranquillamente a spasso come un normale cagnolino e portandolo con sè anche all’allenamento. Viene anche ritrovato a dormire in mutande in un bagno di un locale al mattino.

Ciò nonostante, a fine anno (siamo nel ’75), è nominato miglior giocatore del campionato anche grazie ai suoi 18 gol. In questo periodo divorzia dalla sua prima moglie e si sposa con una giovane studentessa universitaria. Il matrimonio sarà un vero e proprio spasso con Robin vestito in maniera improbabile e 200 invitati strafatti di droga e alcol a prendersi a pugni e rubare i regali di nozze. Le sue condizioni peggiorano sempre più e la droga lo ha reso uno straccio, tant’è che prima della stagione 75-76 non riesce a stare praticamente in piedi durante la preparazione.

Inizia a saltare allenamenti con frequenza, causando l’ira di compagni e allenatori, ormai stufi di lui. Si isola al punto tale che durante una partita, tant’è penoso il suo stato di salute, si avvicina al pubblico per domandare il risultato della partita. Sostituito dopo una pessima gara, reagisce malissimo e defeca al centro dello spogliatoio. Ormai è troppo e il Reading decide di disfarsene. Ad accoglierlo, a sorpresa, arriva il Cardiff, che lo acquista per la seconda divisione a 28 mila sterline. Il Reading accetta l’offerta di buon grado!

L’ESPERIENZA IN GALLES

Inizialmente poco entusiasta di allontanarsi da Londra per andare a vivere in Galles, Friday prende tempo ma alla fine capisce di non avere alternative e parte in treno. Decide di non fare il biglietto e ne scaturisce una colluttazione col controllore, tanto che al suo arrivo a Cardiff, viene arrestato. E’ proprio il manager del club gallese, Andrews, ad andarlo a riprendere e, si narra, a fargli firmare il contratto in commissariato! Essendo il 31 dicembre del ’76, decide di passare la nottata a modo suo: a bere e drogarsi. Il tutto nonostante, il giorno seguente, abbia in programma il suo esordio in campionato con la nuova maglia. Avversario di turno il Fulham, che tra le proprie file vanta due giocatori niente male, seppur a fine carriera. Uno è per l’appunto il suo alter ego George Best; l’altro l’ex difensore centrale della nazionale inglese, Bobby Moore.

Proprio quest’ultimo è l’uomo incaricato di marcare Friday e i due non se le mandano certo a dire. Lo scontro si conclude a favore del nostro eroe dopo una violenta strizzata di testicoli ai danni di Moore. Per la cronaca, il Cardiff vince 3 a 0 e Friday, oltre al palpeggiamento verso il suo avversario, si rende protagonista con una doppietta. In questo caso, però, il buongiorno non si vede dal mattino perchè Robin Friday proprio non riesce ad adattarsi alla vita in Galles, continuando ad avere nostalgia di Londra. La notte, a volte, parte di nascosto in treno, senza ovviamente pagare il biglietto. Per non farsi scoprire si posiziona dietro al bagno e, fingendosi il controllore, si fa passare il biglietto da sotto la porta, salvo poi intascarselo e allontanarsi di gran carriera.

Supplica Hurley, il manager del Reading, di riprenderlo a giocare con loro ma si sente rispondere che il club viaggia in pessime acque economiche e non può acquistare il suo cartellino. Intanto, a Cardiff, non riesce proprio a legare col nuovo manager Andrews. Costui, a più riprese, si presenta in casa di Robin di notte per verificare che stia dormendo, senza mai trovarlo. La stagione seguente, la 77-78, inizia nel peggiore dei modi per Robin, che a causa del suo stile di vita poco raccomandabile, soffre di un fortissimo e misterioso virus intestinale. Dopo un’intera estate caratterizzata da una violentissima diarrea, si presenta agli allenamenti con ben 13 chili in meno di peso.

LA PREMATURA MORTE

Andrews intuisce che ormai non c’è più niente da fare e il fisico di Robin è compromesso per sempre. Torna in campo solo a fine Ottobre ma ormai è l’ombra di se stesso. In una trasferta a Brighton litiga pesantemente con un avversario, Mark Lawrenson e reagisce nel peggiore dei modi, colpendolo con un calcio in faccia. Espulso, rientra negli spogliatoi e pensa bene di defecare nella borsa dello stesso Lawrenson. Dopo aver scontato 3 giornate di squalifica, gioca la sua ultima gara il 10 Dicembre. Il giorno seguente si presenta nell’ufficio di Andrews e comunica il suo ritiro immediato dal calcio.

Ha solo 25 anni e si dice stufo di ascoltare i consigli di gente che vuole solo limitarlo. Nello stesso periodo divorzia per la seconda volta nonostante la nascita del secondo figlio. Torna a vivere a Londra, lavorando come asfaltatore e continuando a bere e drogarsi. Tenta un paio di volte il grande ritorno in campo ma capisce, dopo pochi allenamenti, che quel mondo non fa più per lui. Il nuovo manager del Reading, Evans, tenta in tutti i modi di convincerlo a tornare a giocare per loro. Gli porta anche una petizione, firmata da 3 mila tifosi che ne invocano l’ingaggio. Durante il loro incontro gli fa presente che è ancora molto giovane e che, se mettese a posto la testa, potrebbe ancora raggiungere la Nazionale.

Friday gli risponde che, sebbene abbia la metà degli anni di Evans, lui ha vissuto già il doppio, rifiutando così la proposta. Si sposa una terza volta, nuovamente senza fortuna e trova il modo di farsi arrestare ancora. Si traveste da poliziotto al fine di sequestrare della droga ad alcuni giovani spacciatori per poterla poi consumare lui stesso. Viene trovato morto a 38 anni, nel suo appartamento, a causa di un’overdose. Se ne va, così, uno dei più grande talenti sprecati del calcio inglese. Uno capace di essere eletto giocatore del secolo dai tifosi del Reading senza aver mai militato in Premier League. Iconico il titolo che il bassista degli Oasis, Paul McGuigan, sceglierà per il libro a lui dedicato. “Il più grande calciatore che non avete mai visto”, perchè dopotutto Robin Friday era un fenomeno, seppur a modo suo!

 

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