Pibona Alterio, il primo portiere rigorista nella storia del calcio argentino!

Pibona Alterio Sorry! You are blocked from seeing ads

Eduardo Alterio, detto Pibona, è stato un portiere argentino che ha legato gran parte della sua carriera al Chacarita Juniors. Autentico tuttofare del club, aveva dirette origini italiane, essendo i genitori di Carpinone. Diventato sordo per un duro scontro di gioco, si fece conoscere anche come rigorista, non del tutto infallibile.

EDUARDO PIBONA ALTERIO, IL PORTIERE STORICO DEL CHACARITA

Siamo a Chacarita, un quartiere della zona nord di Buenos Aires. Da queste parti, soprattutto ad inizio del ‘900, sono numerose le famiglie italiane che si sono trasferite in cerca di opportunità. Tra di loro, ci sono gli Alterio, che arrivano direttamente da Carpinone, paese della provincia di Isernia. Con loro, hanno un bambino, che di nome fa Eduardo. Fin da piccolino, si rende protagonista delle infinite partite di calcio per strada, insieme con gli amici. Non è particolarmente alto e neanche molto prestante, ma ha dei riflessi felini ed è agile come nessun altro. Per questo, ama giocare quasi sempre in porta. E’ molto più bravo della media generale dei suoi amici, cosicché, in età adolescenziale, decide di aggregarsi ad una vera squadra, l’Argentinos Juniors.

A soli 15 anni, è il terzo portiere del club, che curiosamente si trova proprio nelle vicinanze del quartiere Chacarita, permettendogli di prendere parte agli allenamenti senza troppi spostamenti. Nel maggio del 1906, però, le dinamiche calcistiche della zona sono segnate da un evento. Nasce una squadra che si rappresenta proprio con il quartiere Chacarita e ne porta fieramente il nome. E’ una società, seppur sportiva, con una forte influenza a livello politico, tendente decisamente verso sinistra. Anche nei colori sociali, viene rievocato questo particolare. La scelta nel rosso, nel tricolore, infatti, richiama chiaramente il socialismo. Gli altri due colori, il bianco e il nero, sono a loro volta simbolici. Nel primo caso, rievoca la giovinezza e la purezza del club, nel secondo il ricordo dei defunti, trovandosi il campo da gioco vicino ad un cimitero. Inizia da qui la lunga e incredibile storia d’amore tra il Chacarita e Eduardo “Pibona” Alterio!

UN AUTENTICO TUTTOFARE CON UN AMORE SFRENATO PER IL CLUB

Già, il soprannome Pibona, che lo accompagnerà per tutto il resto della vita. Come quasi tutti i ragazzi argentini, quasi un secondo battesimo, anzi, in alcuni casi perfino più importante del nome originario. Ecco perché, anche negli anni seguenti. Alterio verrà ricordato sempre più come Pibona e sempre meno come Eduardo. Un soprannome che, tra le altre cose, non ha neanche una spiegazione vera e propria. Secondo alcuni, è un modo per definire una persona virile ma non bella. Altri, soprattutto dopo i 18 anni, iniziano a chiamarlo Lon Chaney, star mondiale del cinema horror. Questo perché, da un punto di vista prettamente estetico, Eduardo non è propriamente un adone. A suo dire, fino alla maggiore età, era sempre stato nella norma: non bello, ma neanche così brutto. L’evento che gli cambia per sempre la vita è un semplice appuntamento dal parrucchiere.

Durante il taglio dei capelli, probabilmente per via delle condizioni igieniche non esaltanti o per qualche prodotto non buono, Alterio contrae una brutta infezione. Le conseguenze si riflettono sulla sua pelle, resa rugosa come quella di un anziano. Assodato di non essere di certo un playboy, il buon Pibona si tuffa a capofitta nella realtà del Chacarita. Ama visceralmente quel club e lo aiuta in qualunque modo possibile. Non è solo il portiere, ma un vero e proprio tuttofare che si adempie in vari lavoretti di manutenzione della sede del club. Un curioso episodio, ad esempio, avviene mentre Eduardo è intento a sistemare i tavoli da biliardo nell’area ricreativa della struttura. Proprio in quel momento, dalla porta si materializza la figura del grande Renato Cesarini, che poi sarà attaccante della Juventus e a cui si deve la famosa Zona Cesarini. Il calciatore è alla ricerca di un amico, tale Gaslini, che di professione fa il centravanti proprio del Chacarita e che è nelle mire dell’Alvear, club di Cesarini.

PIBONA ALTERIO E IL RUOLO NELL’ACQUISTO DI RENATO CESARINI

Eduardo Alterio, notando Cesarini, lo riconosce immediatamente. I due scambiano qualche chiacchiera e scoprono la passione comune per il biliardo. Iniziano a punzecchiarsi, quasi scherzosamente, su chi sia il migliore dei due. Cesarini, che di baldanza ne ha parecchia, afferma di non aver mai perso una sfida con la stecca in mano. Pibona, che invece è piuttosto furbo, pensa di cogliere la situazione a suo favore, che poi, essendo lui visceralmente innamorato del suo club, diventa di conseguenza a favore del Chacarita. Propone al bomber Cesarini di giocare a biliardo con lui, con una stipulazione alquanto curiosa. In caso di vincita di Renato, costui può portarsi via Gaslini e farlo tesserare dal club in cui milita, l’Alvear. In caso di sconfitta, però, firmerà proprio con il Chacarita e diventerà, in ogni caso, il partner d’attacco di Gaslini.

Cesarini, convinto dei suoi mezzi, accetta la sfida, che in realtà si rivela ben più ardua del previsto. Pibona Alterio, infatti, con la stecca risulta molto abile e vince l’incontro. Renato Cesarini, a quel punto, si trova dinanzi ad un bivio. Potrebbe rifiutare la proposta, considerandola la conseguenza di uno scherzo tra amici. Oppure, potrebbe mantenere la parola e trasferirsi al Chacarita davvero. E effettivamente, l’attaccante decide proprio in tal senso e disputa un’ottima annata, nel 1924, con la maglia della nuova squadra, appena prima di partire per l’Italia e firmare con la Juventus. Nel mentre, invece, Alterio continua a essere una vera e propria bandiera per la società tricolore. La sua presenza tra i pali diventa una costante, che guida il club dal difficile passaggio dal dilettantismo al professionismo. Pibona, negli anni, si ricicla in svariati ruoli societari, venendo pagato a volte soltanto con delle spezie, poi, successivamente, con una misera paga in monete.

LA PERDITA DELL’UDITO

Nella sua lunga storia d’amore con il Chacarita, il grande Eduardo Alterio ha perfino perso l’uso dell’udito. Per arrivare a questo episodio, però, occorre tornare leggermente indietro rispetto alla vicenda Cesarini. Siamo, esattamente, nel 1926 e il Chacarita si appresta a sfidare il Velez. Nel corso della gara, l’attaccante avversario Eduardo Spraggon è sul punto di segnare. Sta approfittando di una dormita difensiva, sfila alle spalle dell’ultimo avversario e si prepara a battere il portiere. La palla è ancora in sospeso, perché il centravanti, per raggiungerla, deve effettuare alcuni  metri. Seppur in apparente svantaggio, Pibona agisce di puro istinto. Sa di essere veloce e, soprattutto, non ha paura di niente. Con intrepido coraggio, lascia alle spalle la sua porta e si lancia in uscita, al fine di intercettare il pallone. Spraggon, ovviamente, non si ferma e lo scontro tra i due è tremendo.

Pibona Alterio viene colpito proprio all’altezza della tempia e rimane esamine a terra. C’è terrore tra i presenti, si teme il peggio. Per il piccolo ma agile portiere, per fortuna, le conseguenze non saranno letali ma comunque invasive. In quel deleterio impatto, infatti, gli si fracassano entrambi i timpani. Resta praticamente sordo e anche qui si apre una curiosa e macabra analogia. Ricordate quando all’inizio della storia dicevamo che da ragazzo lo paragonavano alla star del cinema horror Lon Chaney? Bene, anche i genitori del leggendario attore erano sordi, pensate voi il destino… Ma torniamo alla nostra storia, perché l’handicap fisico, in ogni caso, non frena assolutamente la carriera del portiere. Ormai da anni titolare del Chacarita, Alterio inizia a scoprirsi anche abile rigorista durante le sedute di allenamento.

IL PRIMO PORTIERE ARGENTINO A BATTERE UN CALCIO DI RIGORE

Intanto, precisamente il 3 agosto del 1930, Alterio ha l’occasione di debuttare con la maglia dell’Argentina, disputando quella che sarà la sua unica presenza. E’ un’amichevole vinta dalla Seleccion per 3-1 sulla Jugoslavia. A più riprese, nelle stagioni successive, Pibona va vicino a ricevere l’incarico di rigorista, ma c’è ancora un po’ di scetticismo. In definitiva, infatti, nessun portiere nella storia del campionato argentino ha mai battuto un calcio di rigore. Ma la storia, chiaramente, è fatta anche per essere riscritta e presentare dei capitoli totalmente nuovi e ricchi di fascino. Così, nel corso di una sfida datata 31 agosto 1931 contro i rivali storici del Tigres, si presenta la grande opportunità. La gara sembra segnata, con gli avversari comodamente avanti per 3-0. Improvvisamente, il direttore di gara assegna un calcio di rigore a favore del Chacarita.

Nonostante il punteggio di ampio vantaggio, la reazione dei calciatori del Tigres è decisamente spropositata. Ritenendolo un fischio inesistente, accerchiano l’arbitro e ritardano volutamente la battuta del rigore. Il più acceso protestatore è il portiere Lorenzo Savarro, che si rifiuta addirittura di parare il tiro. Con arroganza, in segno di protesta, l’estremo difensore si poggia sul palo, lasciando la porta sguarnita. E’ la grande occasione che Pibona Alterio stava aspettando da tempo. Senza scomporsi minimamente, nonostante la situazione piuttosto surreale, il numero 1 del Chacarita va al tiro e segna comodamente il gol della bandiera. Curiosamente, tra l’altro, il teatrino messo in atto da Savarro e compagni si rivela fatale, perché quel calcio di rigore dà la carica agli avversari, che riescono miracolosamente a pareggiare per 3-3.

IL GOFFO RIGORE SBAGLIATO E LA POPOLARITA’ DI PIBONA ALTERIO

Il rapporto tra Alterio e il calcio di rigore, però, non sarà del tutto roseo. Al gol effettuato contro il Tigres, infatti, bisogna necessariamente contrapporre il buffo errore con cui macchia una sua partita contro il Velez, club che evidentemente non gli porta fortuna. Dopo che l’arbitro decreta il penalty, Pibona si presenta dal dischetto. Di fronte a sé c’è il collega Clelio Caucia, che con un buon intervento riesce a respingere il tiro. A questo punto, Alterio si ritrova nel bel mezzo di un vero dubbio esistenziale. Il pallone è ancora in gioco e potrebbe facilmente raggiungerlo. Il suo istinto da portiere lo spinge a lasciare l’inseguimento della sfera ai suoi compagni per riprendere posto tra i pali ed evitare beffe. Viceversa, l’indole da goleador lo porterebbe a rincorre quella palla tanto “golosa” da spingere in rete.

Alla fine, ne esce fuori una roba a metà, dalle sembianze piuttosto comiche. Alterio, effettivamente, decide di andare sulla palla e riesce anche a raggiungerla. Spaventato dall’ipotesi di perderne il controllo, opta per scaraventarla direttamente fuori dallo stadio, così da bloccare l’eventuale contropiede e poter riprendere comodamente posto tra i pali! In ogni caso, nel corso della sua carriera, Pibona avrà modo di rifarsi, battendo anche qualche altro rigore, come ad esempio uno decisivo in un 2-2 con l’Estudiantes. Inoltre, col passare degli anni, la sua popolarità aumenta in maniera spropositata. La rivista sportiva El Grafico, molto popolare in Argentina, lo immortala in copertina (quella dell’immagine dell’articolo). Diventa una foto virale, perché lo ritrae in una posizione di volo simile a quella di un super eroe. Nel ’33, l’autore Ernesto Russo gli dedica addirittura un tango, chiamandolo iPibona!

L’ADDIO AL CHACARITA

Un nuovo capitolo della vita professionale di Pibona viene scritto agli albori della stagione ’35. Per lui, non sappiamo quanto volutamente, si chiude la meravigliosa storia d’amore con il Chacarita. Ma Eduardo ha ancora voglia di giocare e, soprattutto, di far parlare di sé. La seguente tappa di una carriera che si avvicina al termine si chiama Atlanta, che del Chacarita è anche un club rivale. Pibona Alterio vi resta due anni, ma quanto basta per raccontare un altro aneddoto assai particolare. In quella stagione, per tutte le difese e i portieri del campionato argentino, lo spauracchio ha un nome e un cognome: Bernabè Ferreyra. Straordinario attaccante del River Plate, dal suo arrivo al Monumental viaggia a medie realizzative semplicemente pazzesche. Nelle prime 33 partite con i Millonarios, La Fiera ha messo a segno la bellezza di 44 gol.

In passato, addirittura, il quotidiano Critica aveva messo in palio un trofeo da assegnare al primo portiere che fosse riuscito ad uscire indenne da una sfida contro di lui. In occasione del match tra l’Atlanta e il River, Ferreyra si trova a battere un calcio di rigore. Appena 3 anni prima, quando il nostro Pibona era ancora al suo amato Chacarita, la sfida tra i due aveva avuto un primo atto. Il tiro dell’attaccante era stato intercettato dal portiere ma era talmente violento da avergli piegato le mani e aver terminato la propria corsa in rete. Stavolta, invece, Alterio riesce nell’impresa miracolosa e ferma la conclusione dagli 11 metri del fenomenale attaccante. La sua esperienza all’Atlanta viene caratterizzata da un altro evento, stavolta decisamente meno gratificante. Nella gara contro il Lanus diventa uno dei portieri più battuti di sempre nel campionato locale, prendendo ben 8 reti!

GLI ULTIMI ANNI DI CARRIERA DI PIBONA ALTERIO

Dato l’addio all’Atlante, Eduardo decide di scendere in Seconda Divisione, tornando a militare in un torneo che aveva affrontato nei primi anni di carriera. L’ultima maglia da difendere è quella Club Atlético Colegiales. Anche in questo caso, la società ha dei forti riferimenti alla politica. Fu infatti fondata da anarchici e i suoi colori (rosso, blu e giallo) derivano dalla bandiera repubblicana spagnola. Pibona Alterio, però, in definitiva non ha più una grande voglia di giocare e, inoltre, il suo rendimento inizia a risentire del peso dell’età, peraltro molto avanzata. Dopo sole 5 partite, chiama allenatore e dirigenti e comunica loro l’intenzione di appendere i guanti e cambiare vita.

Improvvisamente, passa dalla popolarità acquisita da anni, dalla copertina di El Grafico a lui dedicata e dalla canzone scritta in suo onore, al più totale anonimato. Per sua stessa scelta, inizia a lavorare come usciere in un cinema, l’Armonia. Un lavoro che continuerà a fare fino alla fine dei suoi giorni. Sempre il cinema, tra l’altro, regalerà involontariamente un altro simpatico aneddoto alla storia di Alterio. Il nipote Hector, infatti, diverrà un famoso attore argentino. Quasi simbolicamente, inoltre, sarà scelto per interpretare il ruolo di protagonista nel film El hijo de la novia. Una pellicola girata proprio nel quartiere rivoluzionario Colegiales, dove il buon Eduardo, oltre 60 anni prima, aveva chiuso la sua lunga e incredibile carriera!

E’ uscito Frammenti di Calcio, il nostro libro. Clicca QUI per acquistarlo!

LEGGI ANCHE: WINSTON COE, L’IMPROVVISATO PORTIERE CHE GIOCAVA SENZA UN BRACCIO

error: Content is protected !!