Oscar Victor Trossero, l’attaccante del River che morì negli spogliatoi

La drammatica morte, a soli 30 anni, dell’attaccante Trossero al termine di un match contro il Rosario

Oscar Victor Trossero

Oscar Victor Trossero è stato un valido attaccante argentino che ha militato sia col Boca Juniors che con il River Plate. Nel mezzo, anche una proficua esperienza in Francia. Al termine di una partita tra il suo River e il Rosario Central, fu colto da un malore e morì negli spogliatoi.

OSCAR VICTOR TROSSERO, UN ATTACCANTE COL FIUTO DEL GOL

E’ stato uno dei 99 calciatori che hanno militato sia con il Boca Juniors che con il River Plate. Oscar Victor Trossero, però, non poteva di certo avere ricordi piacevoli della sua esperienza agli Xeneizes, dove fece tutta la trafila giovanile per poi venire scartato dopo poche partite in prima squadra. Eppure, appena 18enne, in quelle uscite con la maglia del Boca aveva dimostrato di avere stoffa. Era un attaccante scaltro, dalla buona tecnica, rapido e con un buon fiuto del gol. Già nella gara di esordio, disputata contro il Racing, riuscì a bucare un portiere di livello come Fillol e a bissare nella presenza successiva. Nelle seguenti partite, ad eccezioni di alcune amichevoli, Trossero non riuscì più ad andare in rete e il Boca decise di disfarsene.

Dopo l’addio alla Bombonera, Nito, come veniva soprannominato, si accasò proprio al Racing, il club al quale aveva rifilato il suo primo gol da professionista. La trattativa tra le due società fu impostata con uno scambio che portò al passaggio di Jorge Benitez al Boca. Nella sua esperienza al Racing, Trossero mostrò una buona parte delle sue doti. Aveva un tiro molto potente e si sapeva muovere bene in area. Mise a segno 7 reti in campionato ma a fine anno decise nuovamente di cambiare casacca. Fu una scelta decisamente azzeccata, dato che la sua esperienza all’Union de Santa Fè fu davvero ottima. I 58 gol in 3 anni lo hanno portato ad essere, tutt’oggi, il secondo miglior marcatore nella storia del club.

LA DELUSIONE PER IL MONDIALE PERSO

Proprio le ottime performance con la maglia dell’Union iniziarono a portarlo alla ribalta. Il CT della Nazionale, Menotti, mostrò di apprezzarlo particolarmente e iniziò a convocarlo con frequenza. Disputò 3 partite internazionali, curiosamente tutte alla Bombonera, nello stadio in cui non era riuscito a imporsi. Nella mente di El Flaco, Trossero rappresentava la prima alternativa al titolare Leopoldo Luque. Il suo momento di maggior gloria con la Seleccion coincise con un calcio di rigore procurato in un match contro la Jugoslavia e poi trasformato da Passarella. La sua convocazione al Mondiale del 1978, che si sarebbe disputato proprio in Argentina appariva cosa certa. Purtroppo, però, il destino si mise di traverso.

Oscar Victor Trossero, infatti, a 3 mesi dalla massima rassegna internazionale, subì la frattura di tibia e perone. Disperato, nonostante un vano tentativo di recuperare, fu costretto a vedere i suoi compagni alzare la Coppa. Il Ct Menotti raccontò di una telefonata tra i due in cui Nito lo supplicò di aspettarlo fino all’ultimo, salvo poi doversi arrendere all’evidenza. Nonostante fosse reduce da un infortunio comunque piuttosto serio, Trossero riuscì a strappare un buon ingaggio in Europa. La stagione successiva, la 78-79, lo vide vestire la maglia del Nantes, in Francia. I Canarini inizialmente erano interessati a Luque ma le esose richieste del River e un consiglio dello stesso Menotti, li fecero virare sul centravanti dell’Union.

OSCAR VICTOR TROSSERO E QUELL’ALLENAMENTO CON BOB MARLEY

In Francia, Nito continuò a dimostrare il suo valore. Entrò presto nel cuore della tifoseria e divenne un perno della formazione del Nantes. Con i Canarini conquistò una Coppa di Francia al primo anno e un campionato nella stagione seguente. Tuttavia, il momento più caratteristico della sua esperienza in terra transalpina giunse proprio nell’estate successiva alla conquista del titolo nazionale. Il 2 luglio, infatti, in città c’era Bob Marley, che si stava preparando per un concerto. Il cantante giamaicano, notoriamente grande appassionato di calcio, chiese al suo produttore di organizzare una sorta di allenamento col Nantes. Ne venne fuori una partitella 5 contro 5 tra una squadra composta da Bob Marley e i membri dei The Wailers (la sua band) e una formazione del Nantes, tra cui spiccava proprio Trossero.

Surgido de Boca; murió después de un partido con River: la trágica historia de Trossero - TyC Sports
Trossero è il ragazzo in secondo piano

Curiosamente, proprio la squadra di Trossero, in quell’occasione, indossava una maglia bianco-rossa molto simile a quella del River Plate, il suo futuro club. Dopo un’altra stagione trascorsa a difendere i colori del Nantes, l’attaccante argentino si trasferì al Monaco, continuando a essere uno dei migliori cannonieri del torneo. Dopo aver messo a segno 18 gol, però, optò per una scelta piuttosto inusuale e, col senno del poi, decisamente sbagliata. Probabilmente attratto dal maggior stipendio garantitogli, lasciò il Monaco per accasarsi al Montpellier, che era una neopromossa. In definitiva, non riuscì mai ad ambientarsi nella nuova squadra e alla fine optò per un ritorno in patria. Dopo aver trattato a lungo con l’Argentinos Juniors, Oscar Victor Trossero firmò con il River Plate, nonostante il suo passato al Boca.

LA TRAGICA MORTE NEGLI SPOGLIATOI

Con i Millonarios, Trossero continuò a mostrarsi come uno dei migliori attaccanti argentini. Il buon rendimento fu testimoniato anche da una telefonata del CT Bilardo, che lo informava della sua intenzione di testarlo in alcune gare, prima che iniziasse il percorso di qualificazione al Mondiale del 1986. Tuttavia, l’opportunità svanì immediatamente per via di un tragico e fatale episodio. Il 12 ottobre del 1983 il River Plate affrontava un’insidiosa trasferta sul campo del Rosario Central. La partita si rivelò disastrosa per i biancorossi, che rimasero in 10 per l’espulsione di Gallego e chiusero il primo tempo sotto di due reti. Pur in una situazione disperata, il River riuscì a rientrare in gara, accorciando le distanze. Durante il forcing finale, l’allora trentenne Oscar Victor Trossero fu colpito violentemente allo stomaco.

Mancavano 8 minuti e l’arbitro chiese se fosse necessario l’intervento dei medici. L’attaccante, intenzionato a non perdere tempo, tranquillizzò tutti e rimase in campo. Il risultato non cambiò più ma al rientro negli spogliatoi Nito si accorse subito che qualcosa non andava. Si avvicinò a Roberto Paladino, medico sociale del River, e gli spiegò di accusare un forte dolore al petto. Il dottore gli disse di farsi una doccia prima della visita ma non appena l’attaccante entrò sotto l’acqua, crollò a terra. I tentativi di rianimarlo con la respirazione artificiale furono vani e il ragazzo morì in ambulanza durante il trasporto in ospedale. Il responso fu aneurisma cerebrale. Il giorno del suo funerale presenziarono calciatori e tifosi di Boca Juniors e River Plate, uniti come non mai nel dolore della scomparsa di uno dei numeri 9 più sfortunati nella storia del calcio argentino.

Frammenti di Calcio è il nostro libro, clicca QUI per saperne di più!

LEGGI ANCHE: IL MISTERIOSO OMICIDIO DI FELIX ORTE, EX ATTACCANTE DI BANFIELD E ROSARIO CENTRAL