Michele Scorrano, il tenace e mai dimenticato capitano del Campobasso

Un marcatore arcigno che ha onorato i colori del club molisano dai dilettanti fino alla Serie B

Michele Scorrano

Ben 429 presenze con la maglia del Campobasso. Michele Scorrano è stato il capitano storico dei molisani, che ha guidato, dopo una lunga scalata, dai dilettanti fino alla Serie B. E’ morto nel 2009 a causa di un infarto…

MICHELE SCORRANO, IL CAPITANO DEI LUPI

Se domandate ad un tifoso del Campobasso chi sia il capitano storico della propria squadra, vi risponderà sicuramente “Michele Scorrano”. Un molisano doc, nato a pochissimi chilometri dal capoluogo della regione e che ha vestito la maglia rossoblù in ben 429 occasioni, contando tutte le competizioni. Scorrano, che era solito giocare con il numero 2 sulla schiena, era un difensore tenace, duro, un vero marcatore di quelli che ormai non nascono più. Non particolarmente alto, era però piuttosto bravo nel gioco aereo, grazie ad un ottimo tempismo e ad una notevole elevazione.

Proprio la sua era da capitano coincise con l’epoca più gloriosa nella storia calcistica del Campobasso. I Lupi, all’inizio degli anni ’70, lanciarono il giovane Scorrano nel corso di una difficile stagione di Serie D, terminata con una retrocessione. Sembrava l’inizio della fine, con una piazza comunque importante sprofondata nei campionati regionali. Le successive due annate non portarono alla tanto agognata promozione, almeno fino ad un ripescaggio improvviso che permise ai molisani di tornare in Interregionale. Da lì in poi, ebbe il via una scalata sensazionale, che nessuno dimenticherà mai.

L’ESORDIO IN SERIE B

Sotto la guida del presidente Nucciarone, il Campobasso divenne una splendida realtà. Proprio in quegli anni tra la D e la C, Michele Scorrano ereditò la fascia di capitano, precedentemente sul braccio di Bruno Pinna, poi ritiratosi. Nella stagione 81-82 arrivò la clamorosa promozione in B, prima nella storia del club. Scorrano, riconfermatissimo nella banda molisana, destinata a scrivere altre pagine indelebili, fece il suo debutto in cadetteria ed ebbe modo di marcare niente poco di meno che Bruno Giordano, attaccante della Lazio. Nel tunnel degli spogliatoi, il centravanti, facendo il gradasso con i compagni, si domandava ad alta voce chi sapesse dove fosse Campobasso.

Scorrano, che era uno che difficilmente le mandava a dire e che soprattutto era perennemente arrabbiato, gli si avvicinò e lo preavvisò che dopo la partita non si sarebbe più scordato la posizione geografica della città molisana. Giordano, inizialmente per nulla intimorito dalla minaccia del difensore, tentò di ridicolizzarlo al primo pallone utile, provando un improvvido tunnel a metà campo. Il gesto tecnico non riuscì e da quel momento ebbe inizio un’altra storia. Scorrano gli disse di portare rispetto e iniziò a marcarlo in modo durissimo, non facendogli più toccare palla. Per la cronaca, il Campobasso vinse la gara per 1-0, in una giornata indimenticabile.

L’ADDIO DEL CAPITANO

L’epopea in B del Campobasso fu esaltante e conobbe momenti di grande gloria, a partire dalla seconda annata. I molisani, ormai ben distanti dell’essere una matricola poco conosciuta, guidarono la classifica per diverse giornate. Il cammino dei Lupi fece molte vittime illustri. Lecce, Palermo o Atalanta caddero sotto i colpi di Scorrano e compagni. Il sogno della promozione in Serie A divenne concreto ma, purtroppo per i molisani, crollò nella parte finale del torneo con alcuni passi falsi che rallentarono la corsa. Il 5°posto finale, a soli 5 punti dalla A, rappresenta tutt’oggi il miglior piazzamento di sempre del club.

L’anno seguente, 83-84, fu anche l’ultimo di Michele Scorrano al Campobasso. Il capitano, infatti, iniziò ad avere scontri con la società soprattutto dopo la decisione di cambiare allenatore. Le diverse vedute portarono alla dolorosa separazione. Il glorioso capitano di mille battaglia, che aveva siglato anche 3 reti in B, decise di cambiare aria e si trasferì al Barletta in C1. La gara di addio col Campobasso fu anche piuttosto suggestiva. I molisani, infatti, il 26 giugno disputarono un’amichevole a Montreal, dinanzi a ben 32 mila spettatori, pareggiando 0-0 contro Haiti.

A Barletta, invece, Scorrano iniziò a fare i conti con diversi guai fisici e dopo una sola stagione decise di tornare nei dilettanti, per vivere gli ultimi anni di carriera con meno pressione. Giocò a Castel Di Sangro, in Abruzzo, e al Turris Santa Croce, dove ebbe modo di sfidare anche il suo Campobasso, ormai tornato mestamente nei dilettanti. Successivamente, mise su una scuola calcio, dove portò tutte le sue conoscenze e la sua esperienza. Il 22 febbraio del 2009, mentre era nella sua abitazione a Campobasso, fu colto da un infarto. In tanti hanno chiesto che gli venisse intitolato lo stadio dei Lupi. Per adesso, la curva nord, cuore della tifoseria molisana, è stata intitolata proprio a lui, il capitano storico Michele Scorrano…

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