Lo storico derby di Milano tra il Milan di Coppi e l’Inter di Bartali

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IL DERBY BENEFICO TRA IL MILAN DI COPPI E L’INTER DI BARTALI

Fausto Coppi e Gino Bartali sono stati i rivoluzionari del mondo del ciclismo nel secondo dopoguerra, due personaggi che per anni accesero una delle rivalità più dibattute d’Italia. Sono state le figure di prim’ordine degli anni 40 e 50 che hanno rappresentato uno i poli opposti dell’altro. Fausto, definito comunista, Gino, definito il democristiano. Ma oltre ad essersi rivaleggiati su una bici, nel gennaio del 1950, all’Arena di Milano si disputò una stracittadina con finalità benefiche: l’Airone (Coppi) in maglia rossonera e il Ginettaccio (Bartali) in maglia nerazzurra. Un inedito Milan-Inter in uno scenario diverso da San Siro ma pur sempre con 20 mila spettatori intorno. L’unico calciatore presente, ma nelle vesti di arbitro, fu Giuseppe Meazza, coadiuvato da quattro guardalinee: Girardengo, Belloni, Binda e Guerra.

I rossoneri, oltre a rappresentare il Milan di cui era grande tifoso Coppi, erano la “selezione dei ciclisti del nord”, mentre i nerazzurri erano “la squadra di corridori toscani”. A dare il calcio d’inizio fu Tino Scotti, passato da calciatore nelle giovanili interiste prima di diventare uno dei più amati attori teatrali dell’epoca, venendo soprannominato “il cavaliere del palcoscenico”. Tra le file del Milan si notò la presenza di Fiorenzo Magni in porta, mentre in attacco c’era il friulano Oreste Conte, corridore della Bianchi che vinse parecchie tappe del Giro tra il ’41 e il ’54. Coppi venne impiegato come ala destra, l’unico ruolo che gli si addiceva in un campo da calcio. Suo fratello Serse, invece, si sistemò sulla linea mediana per dare qualità.

Nel ruolo di terzino destro venne schierato Primo Bergomi mentre sul lato sinistro ci fu Valeriano Zanazzi, abile su strada e come ciclocrossista. La qualità tecnica era veramente bassa, ma quel derby aveva finalità totalmente diverse dallo spettacolo che vediamo di solito nei derby milanesi.

LA PARTITA

Tra le fila dell’Inter venne impiegato Alfredo Martini in porta mentre Bartali si posizionò sull’ala destra come il suo rivale. Della formazione nerazzurra fece parte anche Vito Ortelli, grande ciclista che vantava un titolo italiano su strada e due su pista. La partita fu senza storia con un dominio rossonero che prevalse per tutto il tempo: finì con un tennistico 6-0 per il Milan. Una partita chiusa già nella prima frazione di gioco dopo le doppiette di Conte e Casola, fresco vincitore della Milano-Torino e specialista della “Sei giorni” milanese su pista. L’unico acuto per l’Inter fu un colpo di testa proprio di Bartali con palla a lato.

Il momento più bello della partita giunse al 22′ della ripresa. Coppi raccolse un lancio millimetrico di Conte, superò in velocità due avversari e davanti al portiere sparò un potente diagonale dritto dritto all’angolino. Un gol da ala destra pura con una corsa da quattrocentista alla Alen Boksic. L’arena di Milano sarà in deliro più totale per la rete. Nell’arco dei 90 minuti si registrò soltanto un faccia a faccia tra Coppi e Bartali, immortalato da fotografi e cameramen. Un’immagine che farà la storia.

L’arbitro Meazza fischiò la fine della partita ben venti secondi dopo il tempo regolamentare. Nonostante il risultato massacrante per l’Inter, tutti i 22 giocatori uscirono dal campo soddisfatti: ai poveri della città furono destinati ben 8 milioni di lire derivati dall’incasso della partita.

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