Leigh Richmond Roose, il portiere playboy che rivoluzionò il ruolo!

Leigh Richmond Roose

Leigh Richmond Roose fu un buonissimo portiere che militò in diversi club inglesi. Gallese di nascita, aveva una maniera tutta sua di interpretare il ruolo e che fu alla base di importanti cambiamenti regolamentari. Era anche noto come un incallito playboy. Perse la vita durante la Prima Guerra Mondiale.

LEIGH RICHMOND ROOSE, IL RIVOLUZIONARIO PORTIERE GALLESE

Per immedesimarsi meglio con questa storia, occorre resettare per un attimo tutto ciò che sappiamo sul calcio. Siamo a fine 800, alle origini di questo sport, che è assai diverso da come siamo abituati ad intenderlo. Innanzitutto, non è un gioco per tutti. Tendenzialmente, nel Regno Unito, dove si sta espandendo a macchia d’olio, è praticato dai borghesi. Per questo motivo, il fatto che il piccolo Leigh Richmond Roose inizi a giocarvi, è già di per sè un’anomalia. Figlio di un pastore gallese che lavora a Holt vicino a Wrexham, appartiene quindi alla classe media. Però è bravo e, soprattutto, fa il portiere, un ruolo che al tempo è piuttosto schernito, per via soprattutto del regolamento, come vedremo tra poco. Il fatto che gli piaccia il calcio è particolarmente curioso, dato che quasi tutti i suoi amici, come la maggior parte dei gallesi, preferisce il rugby. Non che, al tempo, vi siano molte differenze tra i due sport…

Leigh è un ragazzo sveglio, intelligente e cresce con una buona educazione. Sogna di diventare dottore ma, a causa di difficoltà finanziarie della famiglia nell’assecondare il suo progetto, è costretto a ripiegare sul corso di laurea in scienze. Proprio ai tempi dell’università di Aberystwyth, entra a far parte della squadra dell’istituto e si fa un nome. E’ un portiere completamente diverso rispetto a quelli che girano nel calcio britannico. Innanzitutto, è molto strutturato fisicamente, il che è un vantaggio. Poi è spavaldo, sicuro di sé, di grande personalità. Tutti particolari fondamentali per poter intraprendere quel ruolo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Questo perché, sostanzialmente, non vi sono regole precise sul fallo di carica al portiere. Pertanto, qualsiasi calciatore di movimento può tranquillamente colpire l’estremo difensore avversario con spinte e spallate, cercando di rubargli palla o spingendolo direttamente in porta.

IL RIFIUTO COSTANTE A DIVENTARE PROFESSIONISTA NONOSTANTE LA BRAVURA

In un simile clima, è chiaro che i portieri vengano addirittura bullizzati dagli avversari. Farlo con Roose, però, risulta da subito estremamente complicato. In primis perché non ha minimamente paura di loro, e poi perché li affronta con un’energia e una grinta incredibile. Si lancia ai loro piedi con coraggio, li stende senza farsi problemi con veementi spallate, risponde alle loro provocazioni anche fisicamente. Insomma, è un vero e proprio duro che inizia a farsi un nome nel calcio britannico. E poi, ha un’altra caratteristica molto particolare, che inizia a renderlo assai popolare. Sempre attenendosi al buffo regolamento del tempo, il portiere può arrivare, palleggiando in stile basket, fino al centrocampo. Un qualcosa che i colleghi non tentano mai per paura di perdere palla e venir beffati. Lui, invece, si lancia in lunghe fughe solitarie e, giunto a metà campo, calcia la palla in avanti verso gli attaccanti.

Diventa una sua abilità tipica ma a qualcuno, dalle parti della Federazione, quell’eccesso di interpretazione regolamentare proprio non piace. Sarà quindi proprio per via del suo modo di giocare, che i vertici della FA cambieranno regola, impedendo l portiere di toccare il pallone fuori dall’area di rigore con le mani. Un qualcosa che Leigh Richmond Roose non ha mai digerito. Intanto, comunque, la sua carriera va avanti e si impone come uno dei portieri più bravi di tutto il Regno Unito. Lo chiamano a giocare addirittura in Inghilterra e milita in squadre come Stoke, Everton, Sunderland, Aston Villa e Arsenal. Emigra addirittura in Scozia, difendendo i pali del Celtic e vincendo il suo primo campionato, seppur da comprimario. Ovviamente, è anche il titolare inamovibile del Galles. Acquisisce fama, anche per i suoi modi da divo, ma rinuncerà sempre a prendere lo status di professionista. Questo perché, sostanzialmente, dividendosi anche nel suo lavoro da scienziato, guadagna sufficientemente bene e si accontenta.

L’INCALLITO PLAYBOY, DIVO DELLE FOLLE

Leigh Richmond Roose è un personaggio incredibile, un vero rivoluzionario e non solo nel suo modo di interpretare il ruolo di portiere ma anche in quello di celebrità. Molti dei suoi colleghi, in quegli anni, tendono a scendere in campo a testa bassa, quasi intimoriti dal trovarsi di fronte a migliaia e migliaia di persone. Lui, invece, in quel clima ci sguazza. Osserva la folla, alza le mani, la saluta, fa lo splendido, insomma è una vera e propria star. I suoi modi spavaldi, oltre che il suo bell’aspetto fisico, l’istruzione e la gentilezza, lo rendono anche particolarmente popolare tra le ragazze e lui non si tira indietro. Diventano frequenti le sue uscite con le studentesse delle città in cui milita. Avrà anche una lunga e chiacchierata relazione con la star della musica Hall, Marie Lloyd, ma deciderà di non sposarsi mai, restando un cuore libero.

Oltre che un noto playboy, Leigh scopre presto anche i piacere dell’alcool e della bella vita. Si veste in modo elegante, ama girare in taxi e partecipare a serate con celebrità e personaggi ricchi. Il calcio, nelle sue priorità, scivola sempre più a fondo. L’episodio che lo fa definitivamente disinnamorare di quel mondo, avviene quando Roose ha 26 anni ed è già tornato per la seconda volta a difendere i pali dello Stoke. I dirigenti, per convincerlo, lo hanno ricoperto di promesse. E’ un modo per riportare la gente allo stadio, perché la squadra va male e il seguito dei tifosi è totalmente scemato. Non è propriamente un professionista, ma nei vantaggi ci si avvicina molto. L’impatto è ottimo. Il club scala la classifica e i tifosi tornano a riempire numerosi l’impianto per gustarsi gli show di Roose. Lui non li delude: fa balletti sui calci di rigore, parla con loro avvicinandosi a bordo campo e, soprattutto, indossa un completo sempre sporco, che non lava da anni per superstizione!

LA MORTE DI LEIGH RICHMOND ROOSE IN GUERRA

Nonostante il buon ritorno allo Stoke, però, le cose sono destinate a cambiare rapidamente. Il club, dopo un paio di stagioni, si accorge di non avere più la disponibilità economica di un tempo. Il consiglio di amministrazione vara dei tagli e quello di Roose è uno dei primi nomi. Il bizzarro portiere viene convocato in sede. Gli viene ribadita la centralità nel progetto tecnico ma anche l’impossibilità di continuare a trattarlo come una celebrità. Occorre tagliare il suo stipendio e eliminare i tanti benefici di cui godeva fino a poco prima. Leigh Richmond Roose rifiuta qualsiasi accordo. Da lì in avanti, e non sarà un caso, il suo rendimento crolla e lo Stoke precipita in fondo alla classifica. Ad un paio di giornate dal termine, abbandona la nave e fa ritorno a casa. Pur avendo successivamente altre esperienze, tra cui quella al Celtic, tutte relativamente brevi, la sua carriera ad alto livello, finisce qui, a soli 26 anni.

Intanto, però, scoppia la Prima Guerra Mondiale e la Gran Bretagna è in prima linea nel conflitto. Roose sfrutta la sua laurea per entrare nella Royal Army Medical Corps, preferendo guarire i suoi connazionali piuttosto che combattere in prima linea. Partecipa a battaglie in Francia e a Gallipoli, ricevendo anche una medaglia per poi tornare a Londra. Qui è costretto dall’andamento della guerra ad arruolarsi come soldato. Al momento della compilazione dei dati, però, qualcuno sbaglia a scrivere il suo nome, storpiandolo in Rouse. Può sembrare un particolare insignificante e invece sarà fondamentale perché quel ragazzo baldanzoso e sicuro di sé non tornerà più dalla Francia. I famigliari richiederanno a più riprese notizie ma di Leigh Richmond Roose non risulterà mai nulla. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e il suo nome, stavolta corretto, è stato poi inserito sul Thiepval Memorial, un monumento nel nord della Francia dedicato agli oltre 72 mila soldati britannici caduti in quel conflitto…

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