La drammatica morte del portiere Roberto Strulli durante Samb-Ascoli

Nel corso di un sentito derby tra la Sambenedettese e l’Ascoli, il portiere bianconero fu involontariamente colpito in faccia dall’attaccante Caposciutti e morì qualche ora dopo in ospedale…

Roberto Strulli

Durante il derby di ritorno del campionato di Serie C tra Sambenedettese e Ascoli, il portiere bianconero Roberto Strulli fu violentemente colpito in uno scontro di gioco. Il numero 1 morì qualche ora dopo in ospedale, in seguito ai danni riportati.

ROBERTO STRULLI E QUEL DRAMMATICO DERBY

E’ il 14 febbraio del 1965 e a San Benedetto del Tronto va in scena una sfida che, da quelle parti, può valere una stagione. E’ un derby con l’Ascoli, uno dei più sentiti in assoluto nel panorama calcistico italiano. Una rivalità fortissima, che va anche oltre il calcio ma che trova, proprio nello sport, il massimo punto di tensione. Lo stadio Ballarin, glorioso impianto della città che anni dopo sarà drammaticamente avvolto dalle fiamme durante una partita, è quello delle grandi occasioni, nonostante la categoria. Le due squadre, infatti, militano nel girone C del campionato di Serie C. Tra le due, inoltre, è proprio l’Ascoli a partire favorito nel sentito derby marchigiano, forte di una classifica convincente e, soprattutto, del periodo nero che stanno attraversando i rossoblù.

La Samb, infatti, è reduce da due sconfitte consecutive, rimediate nei match contro Reggina e Salernitana. Due battute d’arresto che hanno ridimensionato le ambizioni della squadra, impantanata a metà classifica. Proprio per via di questo spirito di rivalsa, gli uomini di mister Alberto Eliani partono fortissimo, imponendo il proprio ritmo alla partita. L’Ascoli, che probabilmente non si aspettava un simile impatto dei rivali, è presto stordito e messo alle corde. Il primo tempo si chiude sul 2-0 a favore dei padroni di casa, grazie ai gol di Pucci e Piccioni. L’incontro terminerà poi 4-0 ma purtroppo tutto ciò scivolerà mestamente in secondo piano. In chiusura di prima frazione, infatti, si consuma la tragedia del numero uno Roberto Strulli…

IL MICIDIALE IMPATTO CON ALFIERO CAPOSCIUTTI

Roberto Strulli è il portiere dell’Ascoli da ormai 3 anni. E’ ancora relativamente giovane, grazie ai suoi 27 anni e, in definitiva, ha avuto una carriera inferiore alle aspettative. Anni prima, infatti, era finito anche nel giro delle Nazionali minori ed era uno dei portieri più promettenti dell’intera Toscana. Arrivò nelle Marche dalla Lucchese, società nella quale era cresciuto, grazie ad uno scambio. A Lucca era finito Piero Persico, mentre Strulli aveva fatto il tragitto inverso, firmando per l’Ascoli. La sua avventura in bianconero, fino a quel momento, è stata in chiaroscuro. Nei primi tempi, si è dovuto accontentare del ruolo di dodicesimo, accomodandosi in panchina per lasciare spazio prima a Strogolo e poi a Colombi.

Soltanto nella stagione 64-65, quella in questione, si è guadagnato i gradi del titolare, meritandoseli con prestazioni di buon livello. Ma torniamo al drammatico match. Mancano ormai una manciata di minuti al fischio che sancirà la fine del primo tempo quando la Samb, non paga del doppio vantaggio, costruisce l’ennesima opportunità da rete. Un tiro da fuori area che sembra ben indirizzato ma Strulli risponde presente, lanciandosi in bello stile all’angolo per respingere. Accortosi che sulla sfera sta per arrivare Alfiero Caposciutti, centravanti rossoblù, il portiere si alza di gran carriera e si getta tra i piedi dell’avversario con coraggio. Caposciutti, numero 9 di grande stazza e con un passato proprio da portiere, si ritrova Strulli a pochi centimetri. Tenta disperatamente di saltarlo ma, nel movimento, finisce per colpirlo in pieno volto con un ginocchio.

LA DOLOROSA MORTE DEL GIOVANE ROBERTO STRULLI

L’impatto è semplicemente devastante e risuona in tutto il Ballerin. Sull’impianto sambenedettese cala improvvisamente il gelo, il silenzio più assoluto. Non tutti si sono accorti che Strulli ha perso i sensi ma la sensazione generale è che, comunque, quello scontro abbia avuto conseguenze pesanti. Lo stesso Caposciutti, resosi conto dell’accaduto, inizia a chiamare rapidamente i soccorsi. Il suo ginocchio ha impattato violentemente sulla mascella del portiere, che viene portato immediatamente all’ospedale di San Benedetto del Tronto. Qui, i medici gli diagnosticano la frattura della mascella stessa, che è il problema minore, dato che risultano anche una contusione cerebrale e una lesione encefalica. Lo speaker del Ballarin, intanto, avverte gli spettatori che Roberto Strulli si è ripreso e che, probabilmente, tornerà allo stadio per veder giocare i compagni.

E’ una mossa per provare a tranquillizzare gli animi, ma purtroppo ben distante dalla realtà. Ciò che, infatti, sta accadendo all’ospedale, è assai drammatico. I medici si accorgono immediatamente di non poter fare molto e decidono di affidarsi ad uno specialista in neurochirurgia di Roma, Beniamino Guidetti. Il luminare arriva a San Benedetto poco prima della mezzanotte, anche per colpa delle fitte nevicate che hanno reso complicato il transito sulla Salaria. Visita Strulli e si rende conto che la situazione è disperata. In quelle condizioni, non si può nemmeno tentare di eseguire un intervento. Il ragazzo viene messo sotto la tenda ad ossigeno, nella speranza che le condizioni migliorino e che portino alla possibilità di operarlo. Purtroppo, però, tutto ciò che non accadrà mai. Alle 6 del mattino, il giovane portiere viene dichiarato clinicamente morto.

CORDOGLIO, COMMOZZIONE E CONSEGUENZE

La moglie Luana, ignara dell’accaduto, attende l’abituale chiamata del marito per tutta la notte. E’ quasi all’ottavo mese di gravidanza: è una tragedia enorme. Solo al mattino viene avvisata dell’immane disgrazia. Il martedì seguente, tutta Ascoli saluta per l’ultima volta il giovane Roberto Strulli. Al funerale c’è anche Artemio Franchi, commissario della Federazione. La Sambenedettese calcio invia una corona di fiori, la commozione è generale e i cordogli arrivano da tutta Italia. Squadre come Lecce e Napoli offrono anche portieri in prestito per aiutare la società marchigiana a terminare il campionato. Ma lo scandalo, tuttavia, è appena dietro l’angolo. I calciatori del tempo, infatti, sono assicurati per una somma misera, quantificabile in circa 30 mila euro attuali.

Quasi una presa in giro per la povera vedova Strulli. Così, anche in questo caso, gli aiuti arrivano dal mondo del calcio.  Vengono organizzate diverse amichevoli in giro per la Penisola e gli incassi devoluti in beneficienza alla famiglia del compianto Roberto. La moglie Luana, dopo il parto, deciderà di dare al figlio lo stesso nome del padre defunto. Lo stesso Roberto jr. anni dopo verrà invitato dall’associazione “Solo per l’Ascoli” per un convegno a Palazzo dei Capitani, dove si ricorderà il portiere scomparso. Al compianto numero 1, nel corso degli anni, verrà dedicata una piazza in città e anche la pubblicazione di un libro, intitolato “Roberto Strulli, l’eroe dimenticato”

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