James Spensley, il medico londinese, pioniere del calcio in Italia

JAMES SPENSLEY, IL PROMOTORE DEL CALCIO IN ITALIA

E’ una storia affascinante che parla di un uomo nato in Inghilterra e medico di professione che si è rivelato essere un calciatore e manager per una squadra italiana. James Richardson Spensley è stato insieme a William Garbutt il pioniere del calcio in Italia. Ma andiamo con ordine. Nato a Stoke Newington il 17 maggio 1867, figlio di un pastore, una volta laureatosi in medicina e chirurgia (1891) lavorò per diversi mesi al London Hospital con il professor Down, colui che poi scoprirà la sindrome. Successivamente James si recò a Sunderland, dove una una società di assicurazioni marittime gli diede un lavoro. La svolta avvenne nel 1896, quando il dottore venne inviato a Genova per assistere i marinai inglesi delle navi di carbone. Spensley era un personaggio molto ambiguo: corrispondente del Daily Mail, oltre che filantropo, aveva una intelligenza fuori dal comune.

Alto, non troppi capelli e baffuto, il suo arrivo in Italia fu cruciale per tutto il movimento calcio. Si unì al club di cricket e atletica del Genoa, aprendo personalmente la sezione calcistica della squadra nel 1897. Eletto capitano del Grifone (giocava principalmente in difesa), iniziò ad organizzare il suo Genoa come un club inglese. Il campo da gioco fu cambiato per sua volontà e si passò da quello di Sampierdarena a quello situato a Ponte Carrega, lungo le rive del torrente Bisagno. La stagione 87-88 segnerà ufficialmente l’inizio del football in Italia. Spensley organizzò la prima partita di calcio tra Genoa e F.B.C Torinese il 1° novembre a Torino. In realtà era il primo match di un quadrangolare che prevedeva anche l’International Fbc e la Società ginnastica di Torino.

James faceva il doppio ruolo di allenatore-giocatore. Furono circa 154 le persone che assistettero alla partita di quella sera, ricordata ancora oggi dai tifosi genoani. Insomma, Spensley è stato un simbolo per la Genova rossoblù, tanto è vero che su una targa situata sul muro della casa in cui viveva c’è scritto ancora oggi: “Qui viveva il medico inglese James R Spensley, sportivo – grande amico dell’Italia – pioniere del calcio con il Genoa Cricket and Football Club, fondatore dello scouting genovese.”

LA FORMAZIONE

La formazione con cui si presentò la formazione anglo-genovese fu questa: Baird, Spensley, De Galleani, Ghigliotti, Pasteur, Ghiglione, Le Pelley, Bertollo, Dapples, Bocciardo, Leaver. Dopo la prima stagione il medico londinese passò dalla difesa alla porta, giocandoci fino al 1906, prima di ritirarsi definitivamente all’età di 40 anni. L’amore che aveva James per il gioco lo portò a gestire il Genoa per un altro anno, portando avanti allo stesso tempo la sua carriera di arbitro. Anche qui la sua intelligenza era talmente vasta da fargli conoscere nei minimi dettagli le regole del calcio, molto indefinite all’epoca. A tal proposito, dimostrò di essere una figura chiave nell’introduzione delle prime associazioni calcistiche. Il Genoa, nel frattempo, continuava a dominare e stabilì un dominio vincendo 6 dei primi 7 campionati italiani di pallone. Nulla di tutto ciò sarebbe avvenuto senza l’incantesimo di Spensley.

Il medico inglese non solo ha spianato la strada alla progressione del Genoa come squadra di calcio, ma ha fatto in modo che il football si sviluppasse tra i giovani italiani, costringendoli a unirsi all’accademia della squadra. Scoppiata la prima guerra mondiale, James si arruolò come medico ufficiale. Una volta fatto prigioniero, venne portato nella fortezza tedesca di Magonza, dove morì a seguito di varie torture il 10 novembre 1915. Rimarrà uno dei motivi per cui il calcio in Italia ha avuto un senso fino adesso; probabilmente, senza di lui, il gioco si sarebbe sviluppato molto più lentamente.

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