Jaime Lopez Salazar, il leader del Guadalajara che fu ucciso in discoteca

L’assassinio, mai del tutto risolto, di uno dei giocatori più rappresentativi del Guadalajara

Jaime Lopez Salazar

Jaime Lopez Salazar era un tenace difensore centrale che indossava spesso anche la fascia di capitano del Guadalajara. Inoltre, era anche uno studente universitario. Proprio durante una serata assieme ai suoi colleghi di studio, fu assassinato in una discoteca, dopo una discussione con il titolare per una bottiglia omaggio.

JAIME LOPEZ SALAZAR, L’ENNESIMA VITTIMA DELLA VIOLENZA IN MESSICO

La lista dei calciatori tragicamente assassinati in Messico, nel corso degli anni, è purtroppo sterminata. Soprattutto tra gli anni 70 e 80, tantissimi giocatori hanno perso la vita, in un vortice di violenza e delinquenza che fa semplicemente rabbrividire. Nella fattispecie, è incredibile ciò che è accaduto nel giugno del 1974 e che ha praticamente messo in ginocchio il Guadalajara e tutti i suoi numerosissimi tifosi. Nel giro di poche settimane, infatti, ben due fulcri della squadra furono barbaramente assassinati. Octavio Mucino , di professione attaccante, fu ucciso in una rissa il 3 giugno. La sua storia, comunque, la tratteremo nel dettaglio in futuro. Soltanto 3 settimane dopo, però, un altro leader del club fece la stessa fine.

Jaime Lopez Salazar era uno dei punti di forza del Guadalajara. Un difensore centrale tenace e molto carismatico. Doti che lo portarono a indossare spesso anche la fascia di capitano, nonostante la giovane età. La sua scalata verso il successo era quella che tanti ragazzi messicani sognavano. Cresciuto in uno dei quartieri più pericolosi e ad alto tasso di criminalità della città, aveva dinanzi a sé poche alternative. Lasciarsi trascinare nel vortice di violenza che aveva attorno a sé o cercare di emergere da quel marasma e diventare qualcuno. Era un tipo intelligente, tanto da proseguire gli studi con buoni risultati. Ma, soprattutto, era un calciatore molto promettente e presto, in città, si accorsero di lui.

LA SCALATA VERSO IL SUCCESSO

Da ragazzino, Lopez si distingueva per la polivalenza nello sport. Ad esempio, eccelleva nel basket, dove divenne addirittura parte della Nazionale giovanile. Tuttavia, nella sua testa c’era il sogno di diventare calciatore. Fino al 1964 si era disimpegnato nel calcio soltanto in lunghe e combattute partite di strada. Talvolta, essendo già al tempo molto bravo e considerato tra i suoi coetanei, partecipò anche ad alcuni tornei amatoriali. Proprio in una di queste occasioni, fu notato da Jesús “Chucho” Ponce, al tempo allenatore del Guadalajara, che decise di offrirgli una chance. Così, a 15 anni, Jaime Lopez Salazar entrò a far parte delle giovanili del club di cui era tifoso sin da piccolo. La sua scalata nelle varie formazioni secondarie del Guadalajara fu perentoria.

Essendo molto pronto anche da un punto di vista fisico, si ritrovò a giocare quasi subito con i ragazzi più grandi. Si mise in mostra con la squadra riserve B e in pochi mesi fu promosso con le riserve nazionali. Era un difensore centrale molto tenace, un vero e proprio marcatore, forte nel gioco aereo e duro da affrontare per chiunque. A soli 18 anni debuttò in prima squadra, nel corso di una partita di Coppa del Messico contro il Pachuca in cui sostituì Gregorio Villalobos nella ripresa. Da quel momento, guadagnò continui consensi, fino a ritrovarsi ad essere un titolare inamovibile. Appena un biennio dopo, il Guadalajara salì sul tetto del Messico, vincendo un campionato esaltante, con Lopez tra i grandi protagonisti nonostante la giovane età.

L’ULTIMA SERATA DI JAIME LOPEZ SALAZAR

La coppia centrale formata da Lopez e da Gabriel López Zapiain divenne una delle più quotate di tutto il campionato. L’intesa tra i due era perfetta e il giovane Jaime mostrò continue doti di leadership, che lo portarono, negli anni successivi, a indossare spesso anche la fascia di capitano. Un vero orgoglio per uno nato in città e tifoso del club sin dalla nascita. Il suo livello di gioco era ormai altissimo e riconosciuto da tutti, tanto da venir convocato saltuariamente anche in Nazionale. Inoltre, Jaime Lopez Salazar, pur avendo ottenuto il successo che voleva nello sport, continuò parallelamente a portare avanti anche i suoi studi. Terminate le scuole superiori proprio nei primi anni di carriera, decise di iscriversi all’università.

Studente di agronomia, si fece coinvolgere anche dai movimenti studenteschi di quegli anni. Entrò a far parte di un gruppo politico molto attivo nella facoltà e, secondo alcune versioni dei fatti, questo particolare gli fu letale. In ogni caso, il 26 giugno del 1974, Lopez si concesse una serata di svago assieme ad altri leader politici della sua università. Attorno all’alba, il gruppetto, composto da altre 5 persone, si recò in una rinomata discoteca della città. Secondo le ricostruzioni, gli studenti ebbero quasi subito una discussione con il proprietario del locale. Dopo aver pagato già diverse consumazioni, uno di loro chiese di poter avere una bottiglia omaggio di liquore. La richiesta fu respinta e ne venne fuori un forte litigio.

LA BARBARA ESECUZIONE

Ciò che accadde in discoteca non è mai stato del tutto confermato. Si narra che, qualche minuto dopo la discussione, nel locale fosse venuta meno la corrente elettrica, costringendo di fatto tutti i presenti ad uscire. Ciò che invece, purtroppo, è stato perfettamente appurato, è quanto successo all’uscita. Jaime Lopez Salazar e i suoi amici, infatti, si recarono nella piazza posta proprio dinanzi al locale. Dal tetto del locale, 5 uomini armati e riconducibili al corpo di sicurezza interna della discoteca, iniziarono a far fuoco su di loro.

Ben 15 colpi raggiunsero la schiena del difensore del Guadalajara, che crollò a terra senza vita. Successivamente, furono rivenuti in strada oltre 80 bossoli di pistola. Stesso destino toccò anche al suo amico Francisco Preciado, segretario dell’azione politica per gli studenti di Guadalajara. Proprio la sua presenza ha portato fin da subito gli inquirenti a ipotizzare che l’aggressione non fosse stata casuale. Alla base, infatti, più che il banale litigio avvenuto in discoteca, sembravano esserci proprio differenti visioni a livello politico. Tuttavia, la verità non venne mai fuori. Gli aggressori furono ovviamente identificati.

Furono chiamati dal titolare del locale tramite un apposito citofono che lo poteva mettere in contatto con la sicurezza interna in qualsiasi momento. Uno di loro, peraltro, noto come El Henry e conosciuto come un vero criminale, fu assassinato qualche giorno dopo in modo del tutto casuale, mentre litigava per strada con un camionista, a dimostrazione della dilagante violenza che c’era per le strade del Messico. In ogni caso, Jaime Lopez Salazar, che era solo un ragazzo di 24 anni, non c’era più e la sua assenza ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti i tifosi del Guadalajara, club del quale era un leader assoluto.

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