Inter-Napoli, l’ultima partita di Beppe Viola

Ricordando Beppe Viola e il suo ultimo servizio per la Rai a quarant’anni dalla sua scomparsa

Beppe Viola

17 ottobre 1982: muore Beppe Viola, genio del giornalismo sportivo e non solo

Il 17 ottobre 1982 era una domenica di sport e di calcio. Una domenica che però passerà alla storia per un motivo nefasto. Proprio quel giorno, infatti, si spegneva improvvisamente a soli 42 anni Beppe Viola. Quella domenica il mondo del giornalismo sportivo perdeva il suo esponente più geniale e dissacrante che con la sua ironia aveva dato una dimensione umana ad uno sport che si stava trasformando lentamente nel business che è oggi. Viola se ne andò come Molière mentre stava facendo quello che più amava fare, ovvero commentare una partita di calcio.

Inter-Napoli, l’ultima partita di Pepinoeu

Quel 17 ottobre di quarant’anni fa il calendario di Serie A proponeva tra le altre gare, anche un Inter-Napoli. A seguirla la Rai mandò uno dei suoi volti di punta, il milanese DOC Beppe Viola. Classe 1939, Viola era un giornalista, scrittore, telecronista, e persino attore e umorista. Qualche anno prima fece una comparsa nel film di Mario Monicelli Romanzo Popolare e, oltre agli articoli di calcio, scriveva anche le battute per i comici del Derby Club, noto locale di cabaret molto in voga a Milano. A Pepinoeu il compito di commentare con la sua ironia quella partita in una domenica che per lui si preannunciava come al solito di grande calcio nella sua tana. San Siro con il suo stadio e il suo ippodromo, spesso frequentato dal giornalista. La gara tra nerazzurri e partenopei mantenne le premesse e si concluse con uno spettacolare 2-2. Si decise tutto nella ripresa: Inter in vantaggio con Oriali all’11’, raddoppio di Altobelli su rigore. Poi però il Napoli venne fuori e, nel finale, rimise in sesto le cose prima accorciando con Criscimanni e poi pareggiando con Marino al ’90. Una partita spettacolare a cui mancava solo il servizio di Beppe che, nel post gara chiese con la sua solita ironia all’allenatore del Napoli: “Migliore in campo? San Gennaro?”. E il buon Beppe, forse, nemmeno immaginava che sarebbe stata la sua ultima battuta davanti ad un microfono.

Il malore fatale e quel servizio incompiuto

Terminate le interviste nel post gara, Beppe Viola si precipitò a preparare il suo servizio che sarebbe andato in onda alla Domenica Sportiva quella sera stessa. Mentre montava le immagini, però, iniziò a non sentirsi bene nell’ufficio del suo collega Carlo Sassi, il re della moviola. Ad un tratto cominciò a rantolare, poi si riprese dicendo: “Cos’è successo?” per poi cadere in coma irreversibile. La corsa in ospedale fu inutile, il giornalista fu dichiarato deceduto il mattino seguente al “Fatebenefratelli” di Milano. Il suo servizio andò in onda con il suo nome, ma a leggere la sintesi del match non c’era la sua voce, bensì quella del collega Gianni Vasino. Il pubblico a casa capì che c’era qualcosa di strano e di lì a poco apprese la tremenda notizia. Il buon Pepinoeu aveva fatto la sua ultima burla, un ictus fulminante se lo portò via a soli 42 anni. E con lui se ne andò anche un certo calcio.

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