Il tragico destino di Simonluca Agazzone, ex promessa di Milan e Under 20

Simonluca Agazzone

Il 1° ottobre del 2020 il mondo del calcio piangeva Simonluca Agazzone e Matteo Ravetto, morti in un drammatico incidente stradale. Il primo, 39enne, era un’ex promessa del Milan e aveva anche militato con l’Under 20 del CT Rocca.

SIMONLUCA AGAZZONE, IL BECKHAM DEL LAGO MAGGIORE

Da ragazzino, gli amici lo soprannominavano scherzosamente il Beckham del Lago Maggiore. Una vaga somiglianza fisica con il campione inglese ma, per certi versi, anche per via di un buon piede destro. Perché, ai tempi delle giovanili del Milan, Simonluca Agazzone era considerato una buona promessa. Un metronomo, con un piede destro educato con cui riusciva a sventagliare su entrambe le fasce per i compagni. Con i rossoneri, dopo aver fatto la trafila nelle varie squadre giovanili, arrivò a vincere anche il Torneo di Viareggio, da leader e con tanto di gol decisivo nella finale contro i croati del Varteks. Sempre in quegli anni, Simonluca entrò nelle grazie del CT dell’Under 20, il grande Kawasaki Rocca.

L’ex terzino della Roma lo aggregò ad una rosa fortissima che prevedeva elementi come De Rossi, Barzagli, Paolo Cannavaro, Bovo, Maggio, Palombo, Pepe, Zaccardo, Caracciolo, Borriello e Balzaretti. Insomma, tutta gente che poi ha fatto carriera, arrivando anche a indossare la maglia della Nazionale Maggiore. Non è stato, purtroppo, il caso di Agazzone, che pure con quella squadra riuscì a vincere il Torneo delle Quattro Nazioni in una finale del 2002 contro la Germania. All’epoca, il regista cresciuto nel Milan era finito in prestito al Monza dopo una stagione alla Spal in C. Un processo piuttosto usuale per i giovani calciatori rossoneri, con i brianzoli che spesso fungevano da tirocinio vero e proprio per testarne le reali capacità e far fare loro le ossa.

UN TALENTO MAI DEL TUTTO ESPLOSO E UNA FINE DRAMMATICA

Agazzone, però, in definitiva non riuscì mai a imporsi e a uscire dalle sabbie mobili della serie C. Una carriera lunghissima, che lo ha visto vestire numerose maglie ma senza mai raggiungere quel livello che tutti gli avevano pronosticato agli inizi. Oltre 150 presenze tra i professionisti e un campionato di C vinto con la maglia dello Spezia nel 2005-2006. Stagioni disputate in piazze come Novara, Carrara, Legnano, Portosummaga e Bolzano. Poi, la discesa nei dilettanti. In questa fase della carriera, con l’età che avanzava, Simonluca Agazzone si era progressivamente trasformato in difensore centrale.

Un ruolo dove riusciva a sfruttare l’enorme esperienza accumulata e dove faceva valere il morbido piede destro per fungere da primo regista della manovra. Prima la serie D Casale, poi tante altre squadre come Baveno, Marano, Borgomanero, Borgovercelli, Suno, Virtus Cusio e Stresa. A 37 anni decise di ritirarsi ma non di smettere definitivamente con il calcio. Ancora pieno di passione, iniziò a giocare con una squadra amatoriale del CSI, la Fontanetese. Contemporaneamente, si dedicò anche all’attività di famiglia, vendendo carni.

Il 1°ottobre del 2020, mentre si trovava in macchina con due amici, il destino gli si mise di traverso definitivamente. Durante la notte, mentre percorrevano l’autostrada A26 nel territorio di Carpignano Sesia, si trovarono improvvisamente a fronteggiare l’attraversamento di carreggiata di alcuni cinghiali. Nel vano tentativo di schivarli, l’auto finì fuori strada, distruggendosi. Per Simonluca e per Matteo Ravetto, anche lui calciatore tra Serie C e D (che al tempo militava in Prima Categoria), non ci fu nulla da fare. La terza persona coinvolta nell’incidente, invece, riuscì a cavarsela. Nei giorni seguenti, tutti i club in cui aveva militato Agazzone, si strinsero nel dolore e lo ricordarono tramite i social…

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