Guglielmo Gabetto, il fantasioso attaccante e primo Barone della Juventus

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GUGLIELMO GABETTO, IL PRIMO “BARONE” DELLA JUVENTUS

Nella storia del calcio nostrano, il termine “Barone” è assai ricorrente. I più famosi personaggi che hanno rappresentato questo soprannome sono stati Niels Liedhom e Franco Causio. Negli stessi anni in cui sulla panchina giallorossa sedeva il Barone svedese, il giornalista Fulvio Cinti venne folgorato dal talento cristallino di Causio. Così, sulle pagine della “Stampa”, all’ala leccese venne affibbiata l’onorificenza di un baronato. Tuttavia, è meno nota la figura di chi rappresentò il Barone per la prima volta. Si trattava di Guglielmo Gabetto, storico attaccante degli anni ’30 e ’40 che fece la storia della Juventus in positivo e quella del Torino in negativo, visto che morì in quel tragico incidente aereo di Superga. Era un centravanti completo, brevilineo e imprevedibile nei dribbling, tanto da affermarsi come un grande acrobata. La sua elasticità gli permetteva in pratica di fare tutto.

La coordinazione e la potenza dei tiri erano le sue armi migliori, non a caso Gabetto realizzò alcuni gol fenomenali che andavano contro le leggi della fisica. Odiava le giocate banali e amava lasciarsi amare dai tifosi stessi, che lo accoglievano di gran botto in ogni partita. Il suo carattere focoso lo rese anche un grandissimo “uomo spogliatoio”, capace di sdrammatizzare qualsiasi situazione. Gabetto sarà poi ribattezzato come Barone per l’appunto, per via della brillantina che gli faceva luccicare i capelli e per le movenze che lo caratterizzavano in campo. Barone anche un po’ per lo stile di vita extra campo, ai limiti dell’etica di un calciatore normale. La Juventus passò 7 anni con le mani nei capelli, multandolo in più di un’occasione per il suo spirito goliardico. Sul rettangolo verde, però, il Gabe era inarrestabile: 7 stagioni con la maglia bianconera (1934-1941), 102 gol, di cui 85 in campionato.

IL PASSAGGIO AL TORINO

Ancora oggi rimane uno dei migliori realizzatori nella storia della Juventus. Per l’esattezza, occupa la 13° posizione nella classifica dei marcatori ognitempo di stampo bianconero. Nel ’41 venne poi acquistato dagli acerrimi rivali del Torino per 330.000 lire, una delle formazioni più forti dell’epoca. Il popolo granata apprezzò lo stesso l’ex Barone zebrato, che in pochissimo tempo diventò il goleador del Grande Torino. Fece in tempo ad arricchire anche il suo palmares conquistando ben cinque scudetti consecutivi. Volò via, insieme alla squadra italiana più forte di sempre, in quel tragico 4 maggio 1949.

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